“Elisir di giovinezza” in un solo movimento: Perché chi ha più di 50 anni dovrebbe fare questo esercizio di pilates ogni giorno?

Perché un singolo movimento semplice può trasformare il modo in cui invecchiamo

Sempre più persone dopo i cinquant'anni cercano un modo per restare in forma il più a lungo possibile, senza però torturarsi in palestra o seguire programmi di allenamento complicati. Gli istruttori concordano su un punto: il modo in cui invecchiamo è fortemente influenzato dalle piccole abitudini ripetute ogni giorno.

Basta osservare le persone intorno ai sessant'anni. Alcuni salgono le scale con la spesa senza alcun problema, altri faticano persino ad alzarsi dal divano. Dietro questa differenza non c'è solo la genetica: ci sono anni di piccole scelte quotidiane. Quanto stiamo seduti, se ci muoviamo almeno un po', come prendiamo cura di muscoli e articolazioni.

Il movimento, però, non deve necessariamente significare allenamento ad alta intensità. Un numero crescente di esperti del movimento punta sul cosiddetto esercizio funzionale, ovvero quello che rinforza esattamente i gesti che compiamo ogni giorno: sedersi, alzarsi, piegarsi, raccogliere oggetti da terra. È proprio da questo approccio che nascono il pilates e l'allenamento a corpo libero.

Uno squat semplice senza pesi, praticato con regolarità, può diventare sia un vero e proprio "test di forma fisica" sia uno strumento per rallentare gli effetti dell'invecchiamento: protegge le articolazioni, rinforza i muscoli e prolunga l'autonomia nella vita quotidiana.

Gli istruttori di pilates segnalano in modo particolare un movimento: lo squat a corpo libero. Può sembrare banale, ma è esattamente quello che facciamo decine di volte al giorno, di solito senza alcuna consapevolezza tecnica.

Lo squat che esegui ogni giorno senza rendertene conto

Ogni volta che ti siedi su una sedia e ti rialzi, stai di fatto eseguendo uno squat. Lo stesso accade quando ti abbassi per sederti sul water, quando esci dall'auto o quando ti siedi su uno sgabello basso in cucina. Il corpo ripete ogni volta uno schema di movimento molto simile.

Se questo schema rimane forte e fluido, alzarsi non crea alcun problema. Quando i muscoli si indeboliscono e le articolazioni perdono stabilità, cominciano a comparire i classici "segni dell'età": appoggiarsi alle braccia, dondolare il busto, sollevarsi a fatica. È proprio qui che entra in gioco lo squat eseguito consapevolmente in stile pilates.

Praticare regolarmente lo squat a corpo libero aiuta a preservare la facilità nel sedersi e nell'alzarsi, garantendo così l'autonomia nelle attività quotidiane per molti anni ancora.

In questo movimento, peraltro, non lavorano solo i muscoli delle cosce e dei glutei. Entrano in gioco anche l'addome, i muscoli profondi che circondano la colonna vertebrale e le articolazioni di anche, ginocchia e caviglie. Insieme formano una sorta di "sistema di supporto" per l'intero corpo.

Come lo squat da pilates sostiene articolazioni e muscoli dopo i cinquant'anni

Una delle preoccupazioni più comuni dopo i 50 anni riguarda proprio le articolazioni: dolore alle ginocchia, scricchiolio alle anche, rigidità nella schiena. Uno squat a corpo libero eseguito correttamente, tuttavia, non danneggia le articolazioni. Al contrario, aiuta ad allinearle meglio e migliora il modo in cui il corpo distribuisce le forze.

Gli istruttori di pilates parlano di "allineamento dinamico delle articolazioni": l'obiettivo è che ginocchia, anche e caviglie lavorino nella stessa direzione, invece di "andare ognuna per conto suo". Lo squat in versione pilates riallena esattamente questo schema.

Cosa offre lo squat a corpo libero Perché è importante dopo i 50 anni
Rinforza i muscoli delle gambe e dei glutei Alzarsi da sedia e letto diventa più facile, così come salire le scale
Attiva i muscoli addominali profondi Migliore stabilizzazione della colonna e minor rischio di mal di schiena
Insegna il corretto allineamento articolare Minore carico su ginocchia e anche nelle attività quotidiane
Migliora l'equilibrio Riduzione del rischio di cadute, particolarmente frequenti nelle persone anziane

C'è però una condizione imprescindibile: il movimento deve essere eseguito con la tecnica corretta. Altrimenti il corpo consolida cattive abitudini e le articolazioni continuano a lavorare "in modo scorretto".

Lo squat in stile pilates passo dopo passo

La cosa più importante è la posizione di partenza. È da lì che nasce un movimento sano, senza dolore alle ginocchia e senza tensione alla schiena.

Posizione iniziale

  • Mettiti in piedi con la schiena dritta e i piedi distanziati circa quanto la larghezza dei fianchi.
  • Distribuisci il peso del corpo uniformemente su tutta la pianta del piede: non sollevare i talloni.
  • Imposta la colonna vertebrale nel modo più naturale possibile, senza spingere il petto in avanti né lasciar cadere le spalle.
  • Contrai leggermente l'addome, come se volessi "accorciare" di un centimetro il girovita.
  • Lascia le braccia sciolte lungo i fianchi.

Come eseguire il movimento

Nel pilates il respiro è fondamentale, quindi non trattenerlo durante l'esercizio.

  • Inspira con calma. All'inizio del movimento inclina leggermente il bacino all'indietro, come se stessi per sederti su una sedia invisibile.
  • Contemporaneamente piega le ginocchia e le caviglie. Orienta le ginocchia circa nella direzione delle punte dei piedi, senza spingerle verso l'interno.
  • Se senti di perdere l'equilibrio, solleva le braccia davanti a te: fungeranno da contrappeso.
  • Mantieni l'addome leggermente attivo, la schiena stabile e senza arrotondare la parte superiore della colonna.
  • Quando raggiungi una profondità di squat confortevole, non è necessario scendere troppo in basso: espira e comincia a tornare in piedi, spingendo con forza i piedi a terra.
  • In alto, ripristina la posizione iniziale e riporta le braccia lungo i fianchi.

Gli istruttori di pilates raccomandano in genere 3 serie da 12–15 ripetizioni, alcune volte a settimana. Chi è meno allenato può iniziare con un numero inferiore di ripetizioni o con un'escursione di movimento ridotta, ad esempio semplicemente sedersi e alzarsi da una sedia controllando il respiro.

Come integrare questo movimento nella vita quotidiana dopo i cinquant'anni

Il vantaggio principale di questo squat è che non richiede nessuna attrezzatura né uno spazio dedicato. Puoi eseguirlo in soggiorno, in cucina o persino al lavoro durante una breve pausa.

Per molte persone funziona bene un piano semplice: una breve "serie" di squat al mattino dopo colazione e una seconda nel tardo pomeriggio. Il corpo tolera meglio queste piccole dosi di movimento distribuite nella giornata rispetto a un allenamento unico e molto intenso una volta a settimana.

Pochi minuti di movimento consapevole praticato ogni giorno fanno più di un'esplosione isolata di attività in palestra, dopo la quale torni in poltrona per i successivi sei giorni.

Chi è alle prime armi può usare una sedia come supporto: sedersi, staccare leggermente i glutei dal sedile, tornare a sedersi, il tutto controllando il respiro e l'allineamento delle ginocchia. È un ottimo passo intermedio prima di passare allo squat completo senza appoggio.

Gli errori più comuni che fanno più male che bene

Nonostante il movimento sembri semplice, alcuni errori si ripetono molto frequentemente, soprattutto dopo anni di vita sedentaria:

  • le ginocchia si avvicinano verso l'interno durante la discesa,
  • il peso si sposta sulle punte e i talloni si sollevano da terra,
  • la schiena si arrotonda e la testa avanza verso l'esterno,
  • il respiro viene trattenuto per tutta la durata del movimento,
  • si scende troppo in profondità nonostante il disagio alle ginocchia o alle anche.

Se ti riconosci in qualcuno di questi punti, vale la pena rallentare e concentrarsi sulla tecnica. In caso di dolore alle ginocchia o alla colonna, è consigliabile consultare un fisioterapista o un istruttore di pilates esperto. Spesso basta una piccola correzione nella posizione dei piedi o delle anche per far sì che l'esercizio smetta di "tirare" sulle articolazioni.

Come abbinare lo squat ad altre forme di movimento

Lo squat da solo non sostituisce l'intera attività motoria. Consideralo piuttosto come una base solida a cui aggiungere altri elementi: camminata sostenuta, leggero esercizio cardiovascolare, stretching o semplici esercizi di equilibrio.

Per chi ha superato i 50 anni funziona bene questo schema:

  • ogni giorno: 2–3 brevi serie di squat a corpo libero,
  • 3–5 volte a settimana: una camminata vivace della durata di 20–40 minuti,
  • 2–3 volte a settimana: un breve esercizio di stretching, in particolare per anche, cosce e polpacci.

Non è necessario che si tratti di un allenamento formale con orologio sportivo al polso. A volte basta scendere una fermata prima, prendere le scale invece dell'ascensore e aggiungere una serie di squat a casa.

Altre cose che vale la pena sapere sul pilates e sull'invecchiamento

Il pilates viene spesso associato a dolci esercizi sul tappetino, ma la sua essenza sta nel controllo del movimento, del respiro e dell'assetto corporeo. Questo approccio si adatta perfettamente alle persone dopo i cinquant'anni che vogliono tonificarsi, ma temono il sovraccarico tipico della palestra tradizionale.

I movimenti ispirati al pilates migliorano la consapevolezza del proprio corpo. Dopo alcune settimane, molte persone notano che si muovono diversamente anche fuori dall'allenamento: si piegano con maggiore facilità, sollevano le borse della spesa, salgono le scale senza pensarci. Sono proprio questi piccoli cambiamenti a costituire il cosiddetto "invecchiamento più lento" nella pratica: meno dolore, più libertà di movimento e meno timore che il corpo prima o poi "smetta di ubbidire".

È importante ricordare che i muscoli rispondono all'allenamento a qualsiasi età. Anche se inizi dopo i sessant'anni, il corpo è ancora perfettamente in grado di rafforzarsi e di apprendere nuove abitudini motorie. Un semplice rituale di movimento quotidiano, come una serie di squat in stile pilates, può essere il primo passo verso anni futuri vissuti con maggiore vitalità e meno limitazioni.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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