Un divario che stupisce: l'età del primo figlio in Europa
I nuovi dati dell'Unione Europea rivelano differenze sorprendenti da un paese all'altro. In alcune nazioni le donne diventano madri ancora intorno ai vent'anni, mentre nei paesi più ricchi quel momento arriva spesso dopo i trenta.
Secondo le statistiche ufficiali, l'età media delle primipare nell'UE si avvicina ormai quasi ai trenta anni. È circa un anno in più rispetto a un decennio fa. La tendenza continua di generazione in generazione: ogni nuovo gruppo di donne posticipa la scelta della maternità un po' più tardi rispetto a quello precedente.
I demografi segnalano differenze marcate tra le varie aree geografiche. La Moldavia si trova a un estremo della scala, dove le donne diventano madri sensibilmente prima. All'estremo opposto troviamo l'Italia, dove il primo figlio nasce più spesso intorno ai 32 anni della madre. Un divario di oltre sette anni tra le europee che partoriscono prima e quelle che lo fanno dopo mostra quanto il modello di vita sia cambiato nelle diverse parti del continente.
Perché tutta l'Europa continua a spostare in avanti la soglia della maternità
Gli esperti individuano uno schema geografico preciso. Nei paesi dell'Europa centrale e orientale i primi figli nascono di solito a metà o verso la fine dei vent'anni. In Europa occidentale e meridionale la maggior parte delle donne aspetta invece l'inizio del terzo decennio di vita.
La media europea nel 2023 si è assestata a 29,8 anni al primo parto. Questo dato conferma una tendenza che i demografi osservano da tempo. Ogni anno le statistiche si spostano in avanti di qualche mese.
Tra le donne che prendono la decisione più tardi figurano soprattutto quelle del nord e dell'ovest del continente. Fra i paesi con l'età media più alta delle primipare si trovano Spagna, Irlanda, Lussemburgo, Italia e Svizzera. È interessante notare che molti di questi stessi paesi registrano al tempo stesso tassi di natalità relativamente più elevati rispetto alla media europea. Questo suggerisce che la maternità tardiva non significa necessariamente rinunciare ai figli, ma semmai rimandarne l'arrivo.
Gli specialisti sottolineano che l'idea di una famiglia ideale tra gli europei non è cambiata in modo significativo. Quello che si è trasformato è soprattutto il momento in cui si cerca di realizzare questi progetti.
Quali condizioni le persone ritengono indispensabili prima di formare una famiglia
I demografi evidenziano come in tutta Europa si ripeta un insieme simile di prerequisiti per diventare genitori. Prima dell'arrivo del primo figlio, la maggior parte delle coppie vuole aver già raggiunto alcuni traguardi fondamentali.
Ciò che la maggior parte considera necessario prima di una gravidanza:
- completare gli studi universitari o i corsi di specializzazione
- avere un lavoro stabile e una sicurezza economica percepita
- disporre di un'abitazione propria o almeno di un affitto a lungo termine
- vivere una relazione solida e consolidata con il partner
- aver costruito una base professionale nel proprio settore
- aver realizzato obiettivi personali o di viaggio
- aver messo da parte risparmi per le spese legate ai figli
Costruire legami di coppia stabili richiede oggi più tempo che in passato. I giovani cambiano più frequentemente lavoro, città e persino paese. Questo complica la pianificazione di relazioni a lungo termine e ritarda il momento in cui una coppia decide che è arrivato il momento giusto.
I ricercatori ricordano anche l'influenza della formazione sempre più prolungata. Molti giovani completano master o dottorati solo verso la fine dei vent'anni. Solo allora iniziano a costruire una carriera professionale, il che sposta automaticamente il proposito di metter su famiglia.
Come il corpo risponde alla tendenza a rimandare la genitorialità
L'organismo non riesce a tenere il passo con i cambiamenti sociali. Con l'avanzare dell'età aumenta il rischio di problemi di fertilità, sia nelle donne che negli uomini. Per anni si può avere la sensazione che ci sia ancora tempo, salvo poi scoprire che il concepimento richiede molti tentativi o assistenza medica.
Quando una coppia aspetta fino ai trenta anni o oltre, la finestra per ulteriori gravidanze si restringe notevolmente. In pratica, alcune persone non riescono ad avere tanti figli quanti ne avevano immaginati all'inizio. Per questo motivo un numero crescente di coppie si rivolge alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
In tutta Europa il numero di cicli di trattamento per l'infertilità, compresa la fecondazione in vitro, è cresciuto in modo rapido. Nel 2021 si sono svolte oltre 1,1 milioni di procedure di questo tipo in quasi 1.400 cliniche. Questa cifra imponente mostra la portata delle difficoltà legate al rimandare la maternità e la paternità a un'età più avanzata.
Questi interventi possono essere efficaci, ma non sono affatto semplici per i pazienti. I costi finanziari sono spesso elevati: in molti paesi si deve coprire parzialmente o interamente il trattamento di tasca propria. Anche il carico emotivo è considerevole: cure prolungate, tentativi ripetutamente falliti, tensioni nella relazione. In alcuni stati esiste inoltre un accesso limitato: le procedure sono precluse a single, coppie dello stesso sesso o persone che non soddisfano determinati criteri di età.
Il progressivo innalzamento dell'età al primo figlio fa sì che il trattamento dell'infertilità stia cessando di essere una realtà marginale per diventare una componente stabile dei sistemi sanitari europei.
Perché i paesi con maternità tardiva raggiungono talvolta una natalità più alta
A prima vista si potrebbe pensare che la maternità tardiva porti a un minor numero di nascite. In pratica, però, alcuni paesi in cui le donne aspettano più a lungo per il primo figlio registrano tassi di natalità più alti rispetto a regioni dove si partorisce prima.
Gli studiosi lo spiegano anche con un pacchetto più ampio di sostegno alle famiglie. Questo include congedi parentali lunghi con assegni generosi, asili nido e scuole dell'infanzia accessibili, lavoro flessibile e tutela del posto di lavoro dopo la nascita del figlio, programmi di contributi per l'abitazione o prestiti dedicati alle famiglie.
Quando lo Stato, le amministrazioni locali e i datori di lavoro facilitano concretamente la conciliazione tra lavoro e genitorialità, una parte delle persone si decide ad avere altri figli nonostante un inizio tardivo. Al contrario, dove il sostegno è più debole, molte coppie si fermano a un figlio solo, pur avendo desiderato una famiglia più numerosa.
Le ricerche dimostrano che la qualità dei servizi di assistenza all'infanzia ha un'influenza determinante sulla decisione di affrontare una nuova gravidanza. I paesi scandinavi, dotati di un sistema di supporto esteso, mostrano spesso tassi di natalità più elevati rispetto agli stati dell'Europa meridionale, dove l'infrastruttura è più limitata.
Cosa significa concretamente la finestra biologica della fertilità
Il concetto di finestra della fertilità torna sempre più spesso nella discussione sull'allontanamento della genitorialità. Si tratta degli anni in cui la probabilità di un concepimento naturale e di portare a termine la gravidanza è relativamente più alta. Per le donne il periodo biologicamente più favorevole sono i vent'anni e il primo scorcio dei trenta. Dopodiché i rischi statistici aumentano e la riserva ovarica diminuisce.
Questo non significa che una gravidanza dopo i trenta sia impossibile. Si tratta di probabilità, numero di tentativi, frequenza degli aborti spontanei e tempo disponibile per eventuali altri figli. I medici raccomandano sempre più spesso di tenere conto della propria biologia anche nel pianificare la carriera, l'abitazione o i viaggi.
Per alcuni la soluzione diventa il congelamento degli ovociti in giovane età, con il rimando della gravidanza a un momento successivo. Si tratta però di una procedura costosa e i suoi risultati non offrono una garanzia assoluta. In pratica lo strumento migliore rimane la consapevolezza: sapere con quanta rapidità la fertilità cambia dopo i trenta e quali sono le reali possibilità di gravidanza nelle diverse fasce d'età.
Cosa riserva il futuro alla genitorialità in Europa
La tendenza verso una maternità sempre più tardiva difficilmente si invertirà nei prossimi anni. La decisione di avere figli è sempre più legata al mercato del lavoro, alle politiche abitative e alla qualità dei servizi di cura. Parallelamente crescerà il peso della medicina riproduttiva, che per molte coppie diventerà l'ultima possibilità di realizzare il desiderio di genitorialità in una fase della vita significativamente posticipata.
Gli esperti sottolineano la necessità di una comunicazione aperta sui limiti biologici. I giovani dovrebbero avere accesso a informazioni precise su come l'età influisce sulla fertilità. Solo conoscendo questi fattori potranno prendere decisioni davvero consapevoli sui tempi della genitorialità. Non basta sapere che rimandare ha delle conseguenze: occorre conoscere i dati concreti e i rischi reali per le diverse fasce d'età.












