L'elettrodomestico che non sospetti
In quasi tutte le case c'è un oggetto sul piano della cucina a cui nessuno pensa quando arriva la bolletta della luce, eppure funziona praticamente senza sosta. Non è il forno, non è il frigorifero e nemmeno la lavastoviglie.
È un elettrodomestico che usi in modo del tutto automatico: lo accendi per riflesso, lo lasci sul bancone, spesso collegato per l'intera giornata. Ed è proprio questo piccolo consumo quotidiano, accumulato mese dopo mese, a far lievitare in modo significativo i consumi energetici della tua abitazione.
Un numero crescente di analisi sui consumi domestici indica che uno degli elettrodomestici da cucina più esigenti in termini energetici è il comunissimo bollitore elettrico. Non è un apparecchio ingombrante né un gadget costoso — è semplicemente uno strumento che la maggior parte delle persone considera del tutto innocuo. Il problema emerge quando smetti di guardare il singolo utilizzo e cominci a sommare tutti i riscaldamenti dell'acqua nell'arco di un giorno e di un anno.
La maggior parte dei bollitori ha una potenza compresa tra 1800 e 3000 watt. È una quantità enorme per un dispositivo così piccolo. L'acqua bolle in fretta, quindi è facile dimenticare che dietro ogni caffè, ogni tè o ogni bustina di minestrone istantaneo si nascondono costi energetici concreti. Il bollitore è tra gli elettrodomestici più potenti in casa — eppure lo si usa più volte al giorno, a volte anche più di dieci.
Perché il bollitore consuma così tanta energia
Il bollitore non lavora a lungo, ma opera con una potenza assorbita molto elevata. Quando lo accendi per qualche minuto, in quel breve lasso di tempo sollecita l'impianto elettrico quanto un grande forno. E anche se il tempo di funzionamento è diverso, la frequenza di accensione fa la sua parte.
La fisica non perdona: l'acqua ha bisogno di una quantità di energia considerevole per scaldarsi. Portare l'acqua del rubinetto — diciamo a quindici gradi centigradi — fino al punto di ebollizione richiede un apporto energetico tutt'altro che trascurabile. Più acqua versi, più alti sono i costi. Il problema è che quasi nessuno misura con precisione la quantità che effettivamente berrà.
Riscaldare un litro d'acqua in un bollitore da 2000 watt richiede circa tre o quattro minuti. Ogni ebollizione completa corrisponde a un consumo dell'ordine di 0,1 chilowattora. Se lo fai dalle otto alle dieci volte al giorno, il solo bollitore può arrivare a consumare diverse centinaia di chilowattora all'anno.
Tradotto in bolletta, si tratta spesso di una cifra che l'utente medio non collega minimamente al bollitore. Nei grafici dei consumi domestici, il bollitore supera sempre più frequentemente la lavastoviglie e talvolta si avvicina persino al forno, pur lavorando solo a intervalli brevi.
Gli errori tipici che fanno salire la bolletta della luce
Non è solo il fatto di possedere un bollitore a fare la differenza, ma il modo in cui lo si usa. Alcune abitudini fanno sì che l'acqua bolla inutilmente e che il contatore giri più in fretta.
Riscaldare troppa acqua è l'errore più comune. Due persone vogliono una tazza di tè, ma nel bollitore finiscono per riflessò un litro e mezzo o due litri. Il resto si raffredda, per poi essere riscaldato di nuovo poco dopo.
- Ogni mezzo litro d'acqua bollita inutilmente rappresenta qualche centesimo che nel corso dell'anno si trasforma in decine, a volte centinaia di euro.
- Riscaldare la stessa acqua più volte è uno scenario classico: qualcuno mette l'acqua per il tè, viene distratto, dimentica, e dopo un quarto d'ora riaccende il bollitore. Questo "riscaldamento doppio" fa sì che per una sola tazza di tè tu paghi come se ne avessi preparate due o tre.
- Un bollitore in cattivo stato tecnico aumenta anch'esso i consumi. Il calcare che si deposita sulla resistenza agisce da isolante: il dispositivo deve lavorare più a lungo per raggiungere la stessa temperatura. La differenza di qualche secondo — o anche decine di secondi — per ogni utilizzo sembra irrisoria, ma nel computo mensile la si vede già sul contatore.
- Un modello vecchio senza un vero controllo dei consumi è un altro problema. I bollitori più datati hanno spesso una potenza superiore, mancano di un termostato preciso e presentano una scocca poco isolata. Le versioni più recenti trattengono meglio il calore all'interno e reagiscono più rapidamente al raggiungimento del punto di ebollizione, evitando che la resistenza lavori più del necessario.
Come ridurre il consumo energetico del bollitore
Non è necessario rinunciare al caffè o al tè. Basta modificare alcune abitudini quotidiane. Si tratta di uno dei risparmi energetici meno dolorosi che si possano fare in casa, e i risultati sono spesso sorprendenti.
Misura con precisione l'acqua di cui hai davvero bisogno. Invece di versare "a occhio", vale la pena usare la scala graduata del bollitore oppure dosare l'acqua con la tazza stessa. Per due tazze di bevanda, riempi fino al segno di due tazze — non di più. È il modo più semplice per abbassare i consumi senza alcun investimento aggiuntivo.
Scegli il tipo di bollitore più adatto. Sul mercato esistono diversi modelli che si differenziano non solo nell'estetica, ma anche nell'efficienza energetica. I modelli con migliore isolamento mantengono l'acqua calda più a lungo, quelli con regolazione della temperatura ti permettono di interrompere il riscaldamento alla soglia desiderata, e i bollitori in vetro consentono di monitorare visivamente il processo di ebollizione.
Non sempre è necessario portare l'acqua a ebollizione. Molte bevande — come il caffè per infusione, il tè verde o il mate — non richiedono che l'acqua raggiunga i cento gradi. I bollitori con regolazione della temperatura permettono di fermare il riscaldamento a settanta o novanta gradi centigradi. Meno gradi significano un tempo di funzionamento della resistenza più breve e quindi un minor consumo.
Rimuovere regolarmente il calcare dall'interno del bollitore riduce i tempi di ebollizione e migliora l'efficienza della resistenza. L'acqua si scalda più velocemente, quindi si consuma meno energia. I metodi casalinghi come l'aceto o l'acido citrico sono sufficienti nella maggior parte dei casi. Si consiglia la decalcificazione una volta al mese in caso di utilizzo intensivo.
Conviene tornare al bollitore sul fornello?
Alcune persone prendono in considerazione l'idea di abbandonare il bollitore elettrico in favore di quello tradizionale da mettere sul gas o sull'induzione. Questa soluzione ha i suoi vantaggi, ma non è ottimale per tutti.
Il bollitore a gas ha senso quando disponi di gas di rete a basso costo e riscaldi l'acqua raramente. In questo caso potrebbe risultare più economico dell'elettricità. Per chi usa il bollitore poche volte a settimana, la differenza in bolletta potrebbe essere appena percettibile.
Bollitore contro piano a induzione è un discorso a parte. Con l'induzione le differenze si assottigliano notevolmente: il piano a induzione riscalda in modo molto efficiente, spesso solo di poco peggio rispetto al bollitore elettrico. Tutto dipende comunque dalle abitudini, ovvero da quanta acqua si versa e con quale frequenza la si scalda.
Gli esperti che studiano i consumi domestici fanno notare che il ritorno al bollitore sul fornello ha senso soprattutto nei nuclei familiari numerosi, dove si riscaldano grandi quantità d'acqua in una sola volta. Per single o coppie, il bollitore elettrico usato con buon senso rimane comunque la scelta più efficiente.
Piccoli cambiamenti in cucina, risparmi reali in casa
Il bollitore ha la reputazione di essere un elettrodomestico "piccolo", e per questo molte persone non lo associano affatto a bollette più alte. Eppure, combinato con altre abitudini quotidiane — caricatori lasciati in presa, modalità standby dell'elettronica, luci LED dimenticate accese in corridoio — contribuisce in modo sostanziale al consumo energetico domestico complessivo.
I consumi elettrici in casa spesso non crescono a causa di un singolo grande elettrodomestico, ma per via di una serie di piccole abitudini ripetute giorno dopo giorno. Se vuoi davvero abbassare le bollette, vale la pena iniziare proprio da dispositivi come il bollitore. Si usa spesso, ogni membro della famiglia ha pieno controllo su di esso, e cambiare le proprie abitudini non richiede grandi sacrifici né investimenti.
Per chi lavora da casa, studia a distanza o trascorre molto tempo in appartamento, il bollitore diventa uno degli elettrodomestici più frequentemente azionati. In questi casi vale la pena considerare l'acquisto di un modello con buon isolamento, funzione di mantenimento della temperatura o regolazione precisa. In questo modo si evita di riscaldare la stessa acqua più volte e ci si rende conto di quanto spesso si prema davvero il tasto "start".
Cambiare il modo in cui si usa il bollitore è anche un ottimo esercizio di consapevolezza energetica. Una volta che vedi quanta acqua fai bollire "per scorta", cominci a ragionare anche sugli altri elettrodomestici. Lo stesso principio si applica al lavaggio, all'asciugatura, alla cottura e alla refrigerazione. Un elettrodomestico discreto e apparentemente innocuo può essere il punto di partenza per mettere ordine nelle bollette della luce di casa — e non è forse qualcosa su cui vale la pena riflettere?












