Due piante che sembrano simili ma non lo sono affatto
Nelle foto sui social sembrano quasi identiche, ma in casa si comportano in modo completamente diverso. Il clorofito e la sansevieria vengono spesso confuse tra loro, eppure appartengono a due mondi completamente separati.
Entrambe godono della reputazione di piante "indistruttibili" e si adattano bene agli appartamenti, persino a quelli piuttosto bui. In pratica, però, le loro esigenze, la velocità di crescita e l'aspetto differiscono così tanto che scegliere quella sbagliata può tradursi in una serie di foglie ingiallite e delusioni. Vale la pena conoscere davvero la loro natura prima di portarle in salotto o in camera da letto.
Il clorofito forma ciuffi fitti di lunghe foglie ricadenti che ricordano una fontana. Sui fusti più lunghi compaiono piccole piantine figlie, che sembrano miniature sospese nell'aria. La sansevieria, al contrario, produce foglie erette e rigide a forma di "spada", che emergono da rizomi sotterranei. È tra le piante da appartamento più resistenti in assoluto: sopravvive a ogni tipo di trascuratezza.
Spider plant e snake plant – cosa sono esattamente?
Il clorofito, ovvero Chlorophytum comosum, proviene dall'Africa, da regioni con clima caldo e abbastanza umido. Le sue lunghe foglie si arcuano verso il basso e dai fusti crescono piccole piantine figlie, facilissime da radicare. I botanici lo classificavano un tempo in un'altra famiglia; oggi appartiene alle asparagacee.
La sansevieria, comunemente chiamata anche "lingua di suocera" o con il nome latino Dracaena trifasciata, ha anch'essa origini africane, ma proviene da territori più aridi. Invece di foglie ricadenti produce lame verticali robuste, che si valorizzano magnificamente in ogni interno minimalista. Questa pianta si chiamava un tempo Sansevieria trifasciata, prima che i botanici la riclassificassero nel genere delle dracene.
Nonostante le due piante appartengano a famiglie affini, la loro forma, il ritmo di crescita, la capacità di trattenere l'acqua e il modo di moltiplicarsi sono completamente diversi. Il clorofito cresce rapidamente e richiede cure regolari, mentre la sansevieria resiste anche settimane senza essere innaffiata.
Come riconoscerle a prima vista?
Anche chi non ha esperienza di giardinaggio riesce a distinguerle quando le vede affiancate. Basta sapere su cosa concentrare l'attenzione.
Il clorofito trasmette un'impressione leggera e "morbida": è ideale per interni in stile boho, sopra una credenza o in vasi sospesi. Le sue foglie sono sottili, leggermente arcuate, spesso con una striscia color crema o giallino al centro. La sansevieria, invece, ha un carattere architettonico. Le sue foglie verticali si abbinano perfettamente ad ambienti moderni e minimalisti, in angoli stretti o lungo le pareti.
Le foglie del clorofito sono elastiche e flessibili, mentre quelle della sansevieria sono spesse, carnose e rigide. Al tatto si capisce immediatamente che la sansevieria immagazzina acqua direttamente nel tessuto fogliare. Il clorofito dipende invece maggiormente da un apporto regolare di umidità attraverso le radici.
Esigenze diverse di irrigazione e umidità dell'aria
L'errore più comune è trattare entrambe le piante allo stesso modo quando si innaffia. Per una significherebbe disseccamento, per l'altra marciume radicale.
Il clorofito preferisce un substrato sempre leggermente umido. Un'essiccazione completa della terra non gli giova affatto. Durante la stagione del riscaldamento, con aria secca, le foglie possono annerire alle punte: si rivela utile una leggera nebulizzazione o posizionare il vaso su un piatto con ghiaia e acqua, per aumentare l'umidità dell'aria attorno alla pianta.
La sansevieria ha foglie che funzionano come piccoli serbatoi d'acqua. Per questo motivo si innaffia con frequenza molto minore. In un posto luminoso e in un appartamento caldo, di solito basta prendere l'annaffiatoio ogni due settimane, a volte anche ogni sei settimane. Tollera molto meglio la siccità che l'eccesso di umidità, il quale porta rapidamente al marciume delle radici.
- Il clorofito richiede irrigazione regolare, circa una volta alla settimana
- La sansevieria può cavarsela con un'innaffiatura anche una volta al mese
- Annaffiare troppo il clorofito causa l'ingiallimento delle foglie
- Annaffiare troppo la sansevieria porta a un rapido marciume dei rizomi
- In inverno entrambe le piante si innaffiano meno che in estate
- Il clorofito apprezza un'umidità ambientale più elevata
- La sansevieria tollera anche ambienti molto secchi
Se si tende ad annaffiare in eccesso, la sansevieria è la scelta più sicura. Con irrigazioni sporadiche, invece, ha più possibilità il clorofito.
Luce, temperatura, concimazione – chi preferisce cosa?
Entrambe le piante sono considerate adattabili, ma ciascuna ha le proprie preferenze da tenere in considerazione quando si sceglie il posto in casa.
Il clorofito cresce meglio in un luogo luminoso con luce diffusa, dove sviluppa i colori più belli ed emette nuove piantine figlie. Riesce a sopportare anche la mezz'ombra, ma crescerà più lentamente. La sansevieria si arrangia persino in fondo a una stanza, lontano dalla finestra, sebbene anche in ombra totale il suo accrescimento rallenti.
Per quanto riguarda la temperatura, il clorofito preferisce condizioni stabili, all'incirca tra i 18 e i 24 gradi Celsius. Se la temperatura scende sotto i dieci gradi, le foglie possono subire danni. La sansevieria gestisce oscillazioni maggiori, dai corridoi più freschi ai soggiorni più caldi.
Il clorofito, a crescita rapida, risponde bene a una concimazione regolare ma moderata durante la stagione vegetativa, circa una volta al mese. La sansevieria si accontenta di un fertilizzante diluito poche volte all'anno. I ricercatori che studiano le piante da appartamento consigliano per la sansevieria di fornire meno nutrienti piuttosto che troppi.
Il rinvaso è un'ulteriore differenza. Il clorofito riempie il vaso di radici piuttosto velocemente e di solito necessita di un contenitore più grande ogni anno. La snake plant può stare per anni nello stesso vaso, persino se leggermente stretto.
Moltiplicazione – dalle piantine sospese alle foglie interrate
Per molte persone la scelta della pianta dipende anche da quanto sia facile dividerla e moltiplicarla.
Il clorofito offre spontaneamente nuove piante. Sui lunghi stoloni compaiono piccole rosette che è sufficiente staccare e mettere in acqua o direttamente in un substrato leggero. Di solito radicano rapidamente. È la pianta ideale per "produrre" regali per amici e parenti. I germogli con le piantine figlie compaiono soprattutto quando la pianta ha sufficiente luce e nutrimento.
La sansevieria si moltiplica in modo più affidabile dividendo il cespo durante il rinvaso: ogni pezzo con un rizoma e alcune foglie darà origine a una nuova pianta. È possibile anche la propagazione per talee fogliari, inserendo pezzi di foglia nel terreno e attendendo nuovi germogli. Il processo è più lungo e nelle varietà variegate le giovani piante possono perdere il disegno, rimanendo semplicemente verdi.
Gli esperti di orti botanici avvertono che la moltiplicazione della sansevieria tramite foglie è un esperimento affascinante, ma può richiedere tranquillamente diversi mesi. La divisione del cespo è un metodo più rapido e sicuro.
Quale pianta si adatta a quale appartamento?
Se vi piacciono le piante ricadenti, avete uno scaffale per fiori, un gancio per macramé o una mensola alta, il clorofito sarà una scelta gratificante. Si inserisce perfettamente in interni dove dominano legno, tessuti e materiali naturali. Va benissimo anche nelle camerette dei bambini, perché mostra rapidamente i risultati delle cure e insegna ai più piccoli a prendersi cura delle piante.
La sansevieria si adatta alla perfezione alla vita delle persone sempre indaffarate. La scelgono volentieri chi viaggia spesso, chi dimentica di innaffiare o chi si avvicina per la prima volta al mondo del verde domestico. La sua forma verticale valorizza uffici, scrivanie, corridoi o bagni con finestra, dove altre specie soffrono per la mancanza di un ciclo regolare di luce e buio.
Si possono tranquillamente combinare entrambe le piante nello stesso appartamento: ognuna "serve" un posto diverso e uno stile di vita leggermente differente. Il clorofito ravviva l'angolo luminoso vicino alla finestra, la sansevieria risplende anche dove la luce del giorno arriva solo indirettamente.
Purificazione dell'aria e sicurezza in casa
Sia la spider plant che la snake plant compaiono spesso nelle classifiche delle piante capaci di migliorare la qualità dell'aria in ambienti chiusi. Le ricerche mostrano che la sansevieria è particolarmente efficace contro la formaldeide e il benzene, sostanze presenti ad esempio in vernici, coloranti e colle. Questi studi sono stati condotti nell'ambito di ricerche sulla purificazione dell'aria in spazi chiusi.
Anche il clorofito filtra l'aria e la sua crescita rapida significa una grande superficie fogliare coinvolta nel processo. In pratica entrambe le piante rappresentano un'ottima scelta per camere da letto, soggiorni o uffici, come complemento alla ventilazione e a sane abitudini quotidiane.
Bisogna però tenere conto della presenza di animali e bambini piccoli. Le foglie sia della sansevieria che del clorofito, se ingerite, possono provocare disturbi, soprattutto a livello gastrointestinale. Negli appartamenti con gatti curiosi o bambini in età da gattonamento è quindi preferibile collocare i vasi più in alto o scegliere un posto fuori dalla loro portata.
I veterinari raccomandano di consultare immediatamente uno specialista in caso di sospetta ingestione. La tossicità del clorofito è inferiore, ma i sintomi della sansevieria possono essere più marcati.
Come evitare errori all'acquisto e nella cura?
Nei vivai i nomi erano a volte confusi, specialmente in passato, quando la sansevieria aveva un nome botanico diverso. In pratica il modo migliore è osservare le foglie e la forma complessiva della pianta, non solo l'etichetta. Un ciuffo morbido e ricadente con "figlie" sui germogli è il clorofito. Foglie verticali a "spada", spesso in un cespo compatto: è la sansevieria.
Una buona abitudine è adattare la frequenza di irrigazione non al calendario, ma alla reazione della pianta e del substrato. Il clorofito ha bisogno che la terra si asciughi solo parzialmente. La sansevieria aspetta che il vaso si alleggerisca visibilmente e che il substrato sia quasi completamente asciutto fino al fondo. Questa attenzione porta generalmente risultati migliori di qualsiasi schema fisso con giorni prestabiliti.
Per il rinvaso della sansevieria usate un composto più drenante, ad esempio con l'aggiunta di sabbia o perlite. Il clorofito apprezza un normale terriccio per fiori con un buon drenaggio. Entrambe le specie traggono beneficio da uno strato di argilla espansa sul fondo del vaso.
Ha senso chiedere al vivaio informazioni sulle varietà specifiche: per la sansevieria esistono numerose varianti, dalla bassa e cilindrica all'alta con strisce bianche, mentre per il clorofito si trovano forme con un bordo crema più marcato. Ognuna ha il suo fascino, e potreste rimanere sorpresi da quanto possano essere varie queste piante "indistruttibili".












