Catene da neve: quello che i venditori non dicono agli automobilisti prima dell’acquisto

Perché le catene da neve non sono così semplici come sembrano in pubblicità

Sempre più automobilisti acquistano le catene da neve per sicurezza, senza conoscere davvero i loro limiti reali e le conseguenze che possono avere sull’automobile. La realtà, spesso, è molto meno confortante di quanto promettano le campagne pubblicitarie.

Negli spot, il montaggio appare semplice e veloce, l’auto avanza sicura e le catene sembrano risolvere qualsiasi emergenza invernale. Ma la verità è ben diversa: dall’installazione difficoltosa al rischio di danni concreti, fino alle situazioni in cui le catene non possono proprio essere utilizzate.

Un automobilista medio monta le catene una, forse due volte l’anno. Non stupisce quindi che, sotto stress sul ciglio di una strada innevata, tutta la teoria letta sul manuale evapori all’istante. Gli esperti dei club automobilistici sottolineano che senza un allenamento preventivo a secco, il montaggio si trasforma facilmente in una battaglia frustrante contro il freddo e il panico.

Le catene vanno districate, disposte correttamente, fissate con i tenditori e spesso bisogna anche avanzare di qualche metro per completare il serraggio. Senza pratica precedente, l’operazione diventa un vero test nervoso: mani gelate, neve che scivola nel collo, buio, traffico che sfreccia a pochi centimetri.

Ogni errore — ad esempio un tratto di catena mal posizionato — va corretto da capo. Non pochi automobilisti, dopo i primi tentativi falliti, rinunciano e rischiano di mettersi in marcia senza equipaggiamento adeguato.

I problemi più comuni durante il montaggio includono:

  • maglie aggrovigliate e spazio insufficiente per stendere la catena accanto alla ruota
  • incertezza su quale asse montarle in base allo specifico modello di auto
  • necessità di riaggiustare i tenditori più volte dopo aver percorso pochi metri
  • montaggio sul ciglio della strada con scarsa visibilità, spesso senza piazzola di sosta
  • difficoltà con i guanti spessi e rischio di geloni senza protezione
  • mancanza di familiarità con la procedura corretta al primo utilizzo
  • sottovalutazione del tempo necessario per l’intera operazione
  • assenza di attrezzi adeguati e di illuminazione

I venditori parlano volentieri di montaggio rapido in pochi minuti, ma raramente ammettono che il primo tentativo richiede a molte persone tra i quindici e i trenta minuti, accompagnati da un livello di stress tutt’altro che trascurabile. Ricercatori degli istituti di trasporto evidenziano che un allenamento regolare in condizioni tranquille può dimezzare il tempo di installazione.

Non tutte le auto tollerano le catene tradizionali

Le automobili moderne montano sempre più spesso cerchi di grandi dimensioni, pneumatici larghi e passaruota più stretti. In questa combinazione, le catene classiche possono sfregare contro gli elementi della sospensione o i rivestimenti interni del passaruota.

Un tipo di catena scelto male può danneggiare non solo il pneumatico o il cerchio, ma anche i cavi dei sensori e i componenti dei sistemi ABS ed ESP. Non tutto è visibile a occhio nudo: a volte la catena lavora sotto la carrozzeria del passaruota e consuma lentamente un elemento in plastica o un cavo fino a spezzarlo.

Le conseguenze comprendono spie di errore sul cruscotto, sistemi di sicurezza non funzionanti e costose visite in officina. I tecnici dei centri autorizzati avvertono che le riparazioni per danni causati da catene scelte in modo errato possono raggiungere diverse migliaia di euro.

I kit etichettati come “universali” attirano con il prezzo e con le scritte sulla confezione, ma in pratica la compatibilità rimane spesso solo teorica. Se troppo strette creano rischi di danno, se troppo larghe possono scivolare via dalla ruota. Prima dell’acquisto è indispensabile verificare le raccomandazioni del costruttore del veicolo e i parametri indicati nel libretto di circolazione.

Il comfort di guida cala e i tempi di percorrenza si allungano drasticamente

Le catene da neve cambiano radicalmente il modo in cui la ruota entra in contatto con il fondo stradale. L’auto inizia a vibrare, al volante si avvertono scosse marcate e l’abitacolo diventa molto più rumoroso. Più irregolare è il manto nevoso, più questi effetti si amplificano.

Nei tratti dove l’asfalto affiora sotto la neve, le maglie metalliche rimbalzano sul fondo producendo colpi caratteristici. Per il conducente e i passeggeri è estenuante, soprattutto su percorsi lunghi. Capita spesso che dopo pochi chilometri tutti abbiano voglia di toglierle al più presto.

La maggior parte dei produttori limita la velocità massima con le catene a circa 30-50 km/h. Sulle strade di montagna, dove si alternano tratti innevati, fango da neve e asfalto pulito, il guidatore procede come in uno slalom — frenando continuamente, accelerando e valutando se il tratto richieda ancora le catene o sia il momento di toglierle.

Esperti del traffico delle regioni alpine austriache segnalano che l’uso improprio delle catene su tratti già sgomberi è tra gli errori più frequenti dei turisti. Il rumore all’interno dell’abitacolo durante la marcia con catene su superficie dura può raggiungere gli 85 decibel, un livello paragonabile a quello di un’affollata intersezione urbana.

Le catene non durano per sempre e l’asfalto le consuma come carta vetrata

In teoria, catene in acciaio di buona qualità dovrebbero resistere per molte stagioni. Il problema sta proprio in quel “in teoria”. Il nemico principale è il fondo misto: un po’ di neve, un po’ di ghiaccio, molto asfalto scoperto. In queste condizioni le maglie funzionano contemporaneamente da martello e da lima, sbattendo sulla superficie dura e consumandosi.

Dopo alcune uscite di questo tipo, il metallo può appiattirsi visibilmente e nei casi più gravi arrivare a spezzarsi. Basta una singola maglia rotta perché il resto della catena perda stabilità e cominci a sbattere contro il passaruota, il pneumatico o il paraurti. Gli specialisti in equipaggiamento invernale raccomandano di controllare lo stato delle catene dopo ogni utilizzo.

Come prolungare la vita utile delle catene:

  • montale soltanto dove inizia effettivamente un manto nevoso continuo
  • toglile il prima possibile dopo aver raggiunto un tratto sgombero
  • pulisci e asciuga le catene dopo ogni uso per limitare la corrosione
  • controlla regolarmente lo stato delle maglie, dei tenditori e delle chiusure

Rischio di danni all’auto e possibili sanzioni

Catene troppo allentate o montate male possono causare danni in pochi minuti. Un frammento di maglia metallica che colpisce ripetutamente il pneumatico può abraderlo e, nei casi estremi, portare alla rottura del battistrada. Lo stesso vale per il cerchio: i graffi sono il problema minore, peggio quando si arriva alla deformazione dei bordi.

Un errore di montaggio trasforma la catena da elemento che migliora l’aderenza in una frusta metallica che sferzava passaruota, pneumatici e componenti della sospensione. In alcuni Paesi e regioni esistono norme che vietano esplicitamente di guidare con le catene su strade già sgomberate dalla neve.

Il conducente rischia così non solo di danneggiare il proprio equipaggiamento e il manto stradale, ma anche di ricevere una multa. In Austria e Svizzera le sanzioni per aver guidato con le catene sull’asfalto pulito possono arrivare fino a cento euro.

L’alternativa: le calze da neve in tessuto

Sul mercato sono comparsi i rivestimenti in tessuto per pneumatici, comunemente chiamati “calze da neve”. Funzionano in modo diverso rispetto alle catene classiche: aumentano l’attrito grazie alla struttura speciale del materiale. Il loro vantaggio principale è la semplicità di installazione, alla portata di quasi tutti senza particolari acrobazie.

Sono anche più delicate con le sospensioni e i passaruota, e su molte auto moderne il costruttore le raccomanda esplicitamente al posto delle pesanti catene metalliche. Danno buoni risultati su fondi uniformemente innevati, negli accessi alle abitazioni in montagna o sulle salite ripide verso le stazioni sciistiche.

Hanno però dei limiti: il materiale si consuma più rapidamente e la loro durata cala bruscamente con i passaggi frequenti su asfalto scoperto. Occorre anche tenere conto di una minore efficacia sul ghiaccio rispetto al metallo. I produttori di questi dispositivi consigliano le calze in tessuto soprattutto per un utilizzo occasionale, non per la guida regolare in condizioni estreme.

Su cosa concentrarsi nella scelta della soluzione più adatta

Prima dell’acquisto vale la pena rispondere onestamente ad alcune domande: quanto spesso si va in montagna? Si percorrono principalmente strade mantenute dai servizi di sgombero neve o anche strade secondarie raramente pulite? Le esigenze di chi sale sulle piste da sci una volta l’anno sono molto diverse da quelle di chi abita in un paese di montagna.

Molto dipende anche dall’automobile. I grandi SUV con pneumatici larghi richiedono spesso catene a profilo basso specifiche o soluzioni ibride. Chi guida un’utilitaria con pneumatici più stretti ha in genere una scelta più ampia, ma nemmeno in questo caso si può ignorare quanto indicato dal costruttore nel manuale.

Una buona abitudine è quella di esercitarsi a montare le catene con calma, a casa, con il bel tempo. Anche una sola prova permette di capire quanto tempo richiede l’operazione, dove si trovano il crick e i guanti e quali movimenti risultano più difficoltosi. Quando arriva davvero la tempesta di neve, non si ricomincia da zero.

Vale infine la pena ricordare che le catene non sostituiscono i pneumatici invernali. Sono un ausilio per condizioni eccezionalmente difficili, non un sistema per guidare ogni giorno su un sottile strato di neve in città. Nel traffico ordinario fanno molto di più dei buoni pneumatici stagionali, una velocità adeguata e una distanza di sicurezza prudente. Le catene diventano utili solo quando le soluzioni abituali non bastano più — ed è proprio in quelle situazioni che i loro svantaggi emergono con maggiore evidenza.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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