Perché gli scienziati hanno scoperto il nuovo gruppo sanguigno MAL dopo 50 anni e cosa significa per te

Una scoperta che cambia la medicina trasfusionale

I ricercatori britannici dell’NHS Blood and Transplant hanno confermato l’esistenza di un gruppo sanguigno fino ad oggi sconosciuto, denominato MAL. Riguarda le persone alle quali manca una specifica molecola sulla superficie dei globuli rossi — e per alcuni pazienti questa differenza può essere letteralmente vitale.

La maggior parte di noi conosce le classificazioni di base: A, B, AB e 0, con il simbolo Rh+ o Rh-. Eppure si tratta solo della punta dell’iceberg. Sulla superficie dei globuli rossi si trovano centinaia di molecole diverse, chiamate antigeni: proteine, zuccheri o glicoproteine complesse che il sistema immunitario utilizza per riconoscere ciò che è “proprio” da ciò che è “estraneo”.

Cosa succede quando il sistema immunitario non riconosce il sangue trasfuso

Se durante una trasfusione un paziente riceve sangue con antigeni che il suo organismo non conosce, il sistema immunitario può reagire in modo violento contro i globuli rossi estranei. Si formano anticorpi che distruggono le cellule trasfuse, con conseguenze che possono includere shock, insufficienza d’organo e, nei casi più gravi, la morte.

Determinare con precisione il gruppo sanguigno non è quindi una semplice formalità burocratica, ma una condizione essenziale per la sicurezza della trasfusione — soprattutto nelle persone con sistemi antigenici rari. In ematologia sono già stati descritti oltre 300 gruppi sanguigni, alcuni dei quali presenti in appena una frazione per mille della popolazione.

Cosa succede se hai un gruppo sanguigno raro e non lo sai

Chi ha un tipo di sangue comune non ci pensa quasi mai. Ma i gruppi sanguigni rari raccontano una storia completamente diversa. In Europa si considera raro un gruppo presente in meno di 4 persone su 1.000. Questi pazienti possono vivere per anni senza sapere di essere diversi dalla maggioranza, fino al momento in cui finiscono in sala operatoria o rimangono incinte.

I sistemi antigenici atipici di solito vengono scoperti nei seguenti casi:

  • durante gli esami pre-operatori in interventi con rischio di perdita di sangue
  • nella diagnosi di conflitto sierologico in gravidanza
  • durante la selezione dei donatori di sangue
  • nell’analisi approfondita dopo una reazione grave a una trasfusione

Alcuni gruppi sono legati a una specifica origine etnica o a una regione geografica. Ciò che in Europa è relativamente comune può essere estremamente raro in Asia, e viceversa. Le banche del sangue e i registri dei donatori devono quindi ragionare su scala globale, non solo nazionale.

L’antigene AnWj: una piccola molecola con grandi conseguenze trasfusionali

Il nuovo sistema MAL è strettamente legato a un antigene specifico, identificato come AnWj. Studi precedenti avevano dimostrato che circa il 99% delle persone presenta questo antigene sui propri globuli rossi. Nel restante 1% l’AnWj è del tutto assente — e sono proprio queste persone ad aver attirato l’attenzione dei ricercatori dell’NHS Blood and Transplant.

La mancanza di AnWj può derivare da malattie, come alcuni tumori del sangue, oppure dalla struttura genetica dell’individuo. In alcuni pazienti la scomparsa di questo antigene è stata osservata in presenza di gravi patologie ematologiche. Il vero enigma erano però le famiglie in cui l’assenza di AnWj compariva da sempre, in più parenti, senza alcuna malattia evidente sullo sfondo.

Quando il gene MAL risulta danneggiato o inattivo, l’organismo non produce correttamente la proteina presente sulla superficie dei globuli rossi e l’antigene AnWj cessa di essere espresso. Questa correlazione è stata ritenuta sufficientemente solida da giustificare la definizione di un nuovo sistema di gruppo sanguigno, legato alla presenza o assenza della proteina MAL. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su una prestigiosa rivista medica di ematologia.

Come è iniziata la ricerca nel 1972 e perché ha richiesto cinquant’anni

Le origini di questa scoperta risalgono ai primi anni Settanta. Una donna incinta venne ricoverata in ospedale con complicazioni gravi: il feto non sopravvisse, perché i suoi globuli rossi erano stati distrutti da anticorpi prodotti dall’organismo materno.

L’analisi del sangue rivelò che il problema era una reazione dovuta all’assenza dell’antigene AnWj. La madre aveva sviluppato anticorpi diretti proprio contro le cellule prive di questa molecola. I medici notarono che uno schema simile compariva anche in altri membri della stessa famiglia, il che indicava una base genetica, non solo una causa legata alla malattia.

Nel corso degli anni, campioni di sangue e dati clinici confluirono in laboratori specializzati. Quando le tecniche di sequenziamento del DNA si svilupparono sufficientemente, il team dell’NHS Blood and Transplant analizzò in dettaglio i segmenti del genoma responsabili delle proteine presenti sui globuli rossi. Nei campioni delle persone prive dell’antigene AnWj furono identificate caratteristiche delezioni nel materiale genetico, precisamente nel gene denominato MAL — un gene che codifica una proteina localizzata nella membrana cellulare, inclusa quella degli eritrociti.

Cosa cambia nella pratica clinica e nelle banche del sangue

Il contributo più importante della descrizione del sistema MAL è la possibilità di sviluppare test genetici e sierologici mirati. I laboratori potranno predisporre pannelli diagnostici che verifichino non solo i gruppi ABO e Rh, ma anche la presenza della proteina MAL o dell’antigene AnWj stesso.

Questo si rivela particolarmente utile in diverse situazioni:

  • in pazienti con reazioni trasfusionali gravi e di difficile spiegazione
  • in donne con complicazioni ripetute in gravidanza legate a conflitti sierologici
  • in centri specializzati che assistono malati con necessità frequenti di trasfusioni, come nell’anemia falciforme, nella talassemia o in patologie ematologiche complesse
  • nelle banche del sangue che costruiscono registri di donatori con profili antigenici rari
  • negli esami preoperatori di pazienti a rischio con storia familiare di complicazioni

Quanto più precisamente conosciamo il profilo antigenico di un paziente, tanto minore è il rischio che una trasfusione — salvandolo da un lato — lo danneggi dall’altro. La definizione del nuovo sistema permette inoltre di classificare meglio quei casi clinici “anomali” in cui gli schemi tradizionali non spiegavano le reazioni osservate dopo la trasfusione.

Per i donatori con sistemi antigenici atipici, questo rappresenta un’ulteriore ragione di importanza. La loro singola unità di sangue potrebbe essere l’unica opzione sicura per una persona con un profilo simile che si trovi in sala operatoria o stia combattendo una malattia ematologica grave. I ricercatori dell’Università di Bristol e di altre istituzioni britanniche sottolineano che i registri dei donatori rari sono fondamentali per il futuro della medicina trasfusionale.

Perché il sistema MAL ti riguarda anche se hai un gruppo sanguigno comune

Per chi conosce soltanto il proprio “A Rh+” dal tesserino del donatore, il tema può sembrare biologia astratta. In realtà, l’avanzamento delle conoscenze sui gruppi sanguigni migliora la sicurezza di tutti noi, perché la medicina utilizza schemi di abbinamento tra donatore e ricevente sempre più precisi.

Negli ospedali si ricorre sempre più frequentemente al genotipaggio — ovvero all’analisi del DNA stesso, anziché alla sola determinazione classica degli antigeni. In questo modo i medici possono prevedere in anticipo a cosa un paziente potrebbe reagire negativamente. Il sistema MAL diventerà uno degli elementi di questo “passaporto del sangue”, accanto ad altri sistemi rari già noti.

Vale anche la pena ricordare che i gruppi sanguigni rari non sono esclusivi di popolazioni lontane. Una persona nata e cresciuta in Italia può avere un profilo antigenico tipico di un’altra regione del mondo, se nella sua famiglia ci sono state migrazioni. Solo esami specializzati possono rivelare che per lei occorre un sangue selezionato con cura particolare. Il sistema MAL appena descritto dimostra che la medicina trasfusionale è ancora in evoluzione — e ogni passo avanti riduce il rischio di errori tragici quando si tratta di salvare una vita in terapia intensiva o in sala operatoria.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

Scroll to Top