Quando il cibo quotidiano diventa un pericolo per il tuo cane
Chi ha un cane conosce bene quello sguardo supplice sotto il tavolo. Il problema è che moltissimi alimenti perfettamente normali per noi agiscono sull’organismo canino come un veleno a lenta diffusione.
L’apparato digerente del cane funziona in modo radicalmente diverso da quello umano. Enzimi differenti, un metabolismo con ritmi propri, reni e fegato che lavorano secondo logiche diverse. Il corpo del cane spesso non riesce a scomporre certe sostanze presenti nella dieta umana, che si accumulano nei tessuti causando avvelenamento.
Prima di condividere gli avanzi del pranzo o “un semplice pezzetto” di torta, vale la pena sapere cosa rischia davvero il tuo amico a quattro zampe. I veterinari avvertono che anche quantità minime di certi prodotti possono provocare convulsioni, danni al fegato o ai reni, e nei casi più gravi portare alla morte.
C’è poi la questione del peso corporeo. Quello che per un essere umano è una dose irrisoria, per un cane di 5-10 kg rappresenta una quantità enorme di sostanza tossica. Ecco perché “solo un bocconcino” non è mai così innocuo come sembra.
Perché ciò che fa bene a noi fa male al cane
L’organismo canino elabora il cibo in modo completamente diverso rispetto a quello umano. I veterinari sottolineano che i cani sono privi degli enzimi necessari a scomporre molte sostanze comuni della nostra alimentazione. Queste si accumulano nel fegato, nei reni e negli altri organi.
Alcuni proprietari pensano che piccole quantità non possano fare danni. La realtà è ben diversa: la tossicità dipende dal rapporto tra il peso del cane e la quantità di sostanza nociva ingerita. Per un chihuahua di piccola taglia, anche un frammento di cioccolato può risultare letale.
I ricercatori delle università veterinarie hanno più volte segnalato che nutrire abitualmente il cane con gli scarti della tavola può causare problemi cronici, che si manifestano solo dopo mesi o addirittura anni.
Gli alimenti più pericolosi nella tua cucina
La maggior parte dei cani considera le ossa la ricompensa suprema, ma le ossa cotte sono un biglietto di sola andata al pronto soccorso veterinario. Il calore le rende fragili e le fa spezzare in schegge affilate. Queste schegge possono:
- incastrarsi tra i denti o in gola
- lacerare esofago, stomaco o intestino
- provocare la perforazione della parete del tratto digestivo e una peritonite
- causare emorragie interne che richiedono un intervento chirurgico immediato
- bloccarsi nel colon e provocare occlusione intestinale
- creare ostruzioni pericolose che necessitano di chirurgia d’urgenza
Le ossa più rischiose sono quelle piccole e sottili di pollame e coniglio. Se vuoi dare al cane qualcosa da masticare, scegli cartilagini bovine crude di grandi dimensioni oppure snack per cani a ingrediente singolo.
La cioccolata contiene teobromina, una sostanza che l’organismo del cane metabolizza con estrema difficoltà. Più il cioccolato è fondente, più alta è la concentrazione di teobromina. Dopo l’ingestione di quantità significative possono comparire agitazione, iperattività, tachicardia o aritmia. Nei casi gravi si rischiano convulsioni e arresto cardiaco.
Non esiste una dose di cioccolato “sicura” per un cane. La regola più saggio è il divieto assoluto di qualsiasi dolciume contenente cacao. I veterinari hanno documentato episodi di avvelenamento anche dopo l’ingestione di cacao in polvere o biscotti al cioccolato.
Alcol, latte e altre minacce liquide
Birra, vino, cocktail, avanzi di punch o dolci inzuppati di liquore: per l’organismo del cane si tratta di tossine che agiscono molto rapidamente. Anche una piccola dose può provocare perdita di equilibrio, andatura incerta, rallentamento della respirazione e del battito cardiaco. Nei casi più seri si arriva alla perdita di conoscenza e alla morte per depressione del centro respiratorio.
Il cane non percepisce il gusto dell’alcol e spesso lecca semplicemente ciò che profuma di dolce. Per questo non lasciare mai bicchieri e calici incustoditi sui tavolini bassi. L’etanolo viene assorbito nel sangue molto rapidamente e può danneggiare fegato e cervello.
I cani adulti perdono nella maggior parte dei casi la capacità di digerire il lattosio. Un bicchiere di latte può quindi provocare diarrea intensa, crampi addominali dolorosi e disidratazione. Se hai bisogno di alimentare un cucciolo orfano, scegli un sostituto del latte specifico per cani acquistabile in negozi specializzati, non il comune latte da supermercato.
I prodotti fermentati come alcuni yogurt naturali sono generalmente meglio tollerati, ma anche in questo caso è opportuno consultare il veterinario. L’intolleranza al lattosio nei cani si manifesta in modo variabile da soggetto a soggetto.
Cipolla, aglio e altri vegetali dannosi
La cipolla — cruda, fritta o essiccata nelle spezie — contiene composti che danneggiano i globuli rossi del cane. Nel tempo si sviluppa anemia e si crea un deficit di ossigeno in tutto l’organismo. I sintomi includono debolezza, affaticamento rapido, respiro superficiale e accelerato, gengive pallide o giallastre e urina scura brunastra.
Può essere tossica sia una grande quantità in un’unica occasione, sia dosi più piccole somministrate regolarmente — ad esempio negli avanzi di spezzatino o polpette fatte in casa. I ricercatori hanno accertato che anche piccole quantità di cipolla consumate ripetutamente causano danni cronici al sangue.
L’aglio appartiene alla stessa famiglia della cipolla e agisce sull’organismo del cane in modo simile, danneggiando i globuli rossi. Circola il mito che abbia “effetti vermifughi naturali” e che possa essere aggiunto al cibo. Si tratta di una pratica rischiosa. In quantità elevate compaiono apatia, scarsa voglia di giocare e segni di anemia, identici a quelli dell’avvelenamento da cipolla.
I medici veterinari avvertono che l’aglio può anche causare disturbi gastrici e irritazione del tratto digestivo. Alcune razze canine sono più sensibili di altre a queste sostanze.
Salumi, tonno e altri prodotti a base di carne
Salsicce affumicate, pancetta, prosciutto o würstel mettono sotto pressione il pancreas e l’intero sistema circolatorio del cane. Contengono grandi quantità di grassi, sale e conservanti. Dopo un simile “festino” possono svilupparsi forti dolori addominali, gonfiore, pancreatite acuta e sete eccessiva. Le alterazioni circolatorie dovute all’eccesso di sodio possono essere gravi.
Il tonno in scatola è spesso molto salato. Nei cani alimentati con tonno compaiono frequentemente problemi renali e cardiaci. Una leccata occasionale in piccola quantità non è una catastrofe, ma somministrare regolarmente pesce in scatola come “integrazione al pasto” è una cattiva idea. Nei negozi specializzati sono disponibili versioni a base di pesce preparate appositamente per cani e gatti, con un contenuto di sale ridotto.
L’albume d’uovo crudo contiene avidina, che si lega alla biotina (vitamina B8). Se si somministrano frequentemente uova crude al cane, possono insorgere problemi cutanei, perdita di pelo e disturbi nel metabolismo di grassi e proteine. Una volta ogni tanto di solito non succede nulla di grave, ma la somministrazione costante di uova crude non è una buona abitudine.
Caffè, avocado, uva e funghi
La caffeina stimola il sistema nervoso del cane con un’intensità molto maggiore rispetto a quella esercitata sull’uomo. Il rischio non riguarda solo il caffè nella tazzina, ma anche i fondi di caffè gettati nel cestino, le bevande energetiche o il tè forte. Ne conseguono irrequietezza, insonnia, tremori muscolari, respirazione accelerata e aritmie cardiache. A dosi elevate si rischiano convulsioni e arresto circolatorio.
La polpa dell’avocado è molto grassa e può provocare forti dolori addominali, vomito e pancreatite acuta. Inoltre il nocciolo e la buccia spessa rappresentano un serio pericolo meccanico: possono incastrarsi nell’intestino e richiedere un intervento chirurgico salvavita.
Uva e uvetta sono tra gli alimenti che sorprendono maggiormente i proprietari. In alcuni cani già pochi acini possono causare un grave danno renale. L’uvetta è ancora più pericolosa, poiché concentra una quantità maggiore di composti tossici. I sintomi tipici dell’avvelenamento comprendono apatia, perdita dell’appetito e, dopo qualche giorno, segni di insufficienza renale come riduzione delle urine, vomito e disidratazione.
Una passeggiata nei boschi col cane è una situazione classica in cui avviene l’ingestione accidentale di funghi selvatici. Alcuni di essi possono danneggiare gravemente il fegato e il sistema nervoso. I sintomi sono molto variabili: dal vomito e dalla diarrea all’aggressività, alle convulsioni e alla perdita di coscienza. Se sospetti che il cane abbia mangiato un fungo selvatico, trattalo come un’emergenza e recati dalla clinica veterinaria senza attendere la comparsa dei primi sintomi.
Cosa fare se il cane ingoia qualcosa di vietato
Il tempo è fondamentale. Dal momento in cui viene ingerito il prodotto pericoloso, hai in genere circa due ore prima che le sostanze tossiche vengano assorbite dal tratto digestivo nel flusso sanguigno. I veterinari raccomandano di contattare immediatamente la clinica.
A casa puoi solo tenere il cane sotto osservazione, assicurargli riposo e accesso all’acqua fresca. Farmaci “per uso umano”, carbone attivo dalla cassetta del pronto soccorso domestico o lassativi senza prescrizione medica possono fare più danno che bene. Indurre il vomito senza consultare un veterinario può essere pericoloso.
Come stabilire regole sicure per l’alimentazione del cane
La cosa più sensata è adottare una regola semplice: il cane mangia cibo per cani, non gli avanzi della tavola. Quando tutti i componenti della famiglia rispettano le stesse norme, sparisce il problema dell’alimentazione “segreta” sotto il tavolo da parte dei nonni o dei bambini.
Stabilisci che durante i pasti degli esseri umani il cane non riceve nulla — neanche una briciola. Se vuoi premiarlo, usa snack appositamente studiati per cani. Non lasciare in bella vista prodotti dall’odore invitante come cioccolato, salumi o avanzi di carne. Metti in sicurezza il cestino dei rifiuti in modo che il cane non possa accedervi.
Molti cani non hanno mai ingerito nulla di pericoloso semplicemente perché i loro proprietari hanno sempre impedito loro di rovistare sul bancone della cucina o sul tavolo da pranzo. Questa prevenzione è molto più efficace di una visita d’urgenza dal veterinario fatta col cuore in gola. Vale anche la pena conoscere le insidie meno ovvie: alcune sostanze pericolose si nascondono nei prodotti confezionati, come i dolcificanti nelle gomme da masticare o nei biscotti senza zucchero, l’eccesso di sale negli snack, le spezie nelle marinature. Quando hai dubbi sulla sicurezza di un alimento, applica il principio “meglio non rischiare” e rivolgiti al veterinario.












