Il professore della longevità spiega quante proteine servono ai muscoli senza accelerare l’invecchiamento

La “dieta della longevità” fa chiarezza sul mito delle proteine

Il biogerontologo italiano Valter Longo, noto per il suo concetto di “dieta della longevità”, mette finalmente ordine nella confusione che circonda il mondo delle proteine. La sua tesi è chiara: la carne non è affatto l’unica — né la migliore — strada per avere un fisico forte. Ciò che conta davvero non è solo il tipo di proteine, ma anche la quantità che consumiamo e, soprattutto, l’età in cui lo facciamo.

La vera ossessione per le proteine ha portato molti a considerarle il nutriente più importante in assoluto. Influencer del fitness, pubblicità di integratori, barrette proteiche e diete iperproteiche di tendenza hanno trasformato le proteine in una sorta di ingrediente sacro. Una ricerca citata dallo stesso Longo rivela che negli Stati Uniti ben il 71% delle persone intervistate ritiene le proteine il componente alimentare più importante. L’idea diffusa è semplice: più carne si mangia, più muscoli si costruiscono.

Per molti, la raccomandazione standard — circa 0,8 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno nella fase adulta — sembra ridicolmente bassa. Eppure Longo sottolinea che è proprio questa la quantità presente nella sua dieta della longevità e nelle linee guida di numerose società mediche. Le evidenze scientifiche, in realtà, non supportano l’entusiasmo per le diete ad alto contenuto proteico. Anzi, i ricercatori avvertono che un eccesso di proteine può produrre effetti opposti a quelli desiderati.

Più proteine fanno crescere i muscoli? Gli studi raffreddano gli entusiasmi

Longo cita un’analisi di diciotto studi condotti su 934 partecipanti. I ricercatori hanno esaminato cosa accade quando le persone aumentano l’apporto proteico da 0,8 a 1,3 grammi per chilogrammo di peso corporeo. I risultati hanno sorpreso molti sostenitori delle diete iperproteiche.

Nelle persone che non praticavano allenamento con i pesi, un maggiore consumo di proteine non ha prodotto alcun aumento della massa muscolare. In chi si allenava, il guadagno medio di muscolo era di circa 400 grammi — un risultato piuttosto modesto rispetto all’impegno richiesto e alle potenziali conseguenze sulla salute di un eccesso proteico.

In un altro gruppo di studi che coinvolgeva 836 partecipanti, consumare più di un grammo di proteine animali per chilogrammo di peso corporeo al giorno portava a un vantaggio di appena circa lo 0,5% in termini di massa muscolare e forza, rispetto a una dieta basata prevalentemente su proteine vegetali. In pratica, senza un regolare allenamento di forza, le porzioni extra di carne o gli integratori proteici servono a ben poco. E anche con l’esercizio fisico, il guadagno è spesso minimo, mentre l’organismo paga un costo metabolico più elevato. I ricercatori dell’Università dell’Illinois sottolineano che l’allenamento ha un impatto sulla crescita muscolare molto superiore rispetto al semplice apporto di proteine.

Quando le proteine iniziano ad accelerare l’invecchiamento

Cento anni di ricerca sulla longevità indicano che un elevato consumo di proteine, soprattutto di origine animale, accelera i processi di invecchiamento. Longo ricorda inoltre il legame tra un eccesso di proteine animali e un rischio più alto di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcune forme di cancro.

Un ruolo chiave è svolto dai cosiddetti aminoacidi esogeni, ovvero gli aminoacidi essenziali. Il nostro organismo non è in grado di produrli autonomamente e deve quindi ricavarli dall’alimentazione. Da un lato sono indispensabili per costruire i muscoli, dall’altro, in quantità eccessive, possono stimolare vie metaboliche associate a un invecchiamento cellulare più rapido.

Studi medici condotti presso l’Università della California a Los Angeles dimostrano che proprio questi aminoacidi attivano la via mTOR, che promuove la crescita cellulare ma al tempo stesso riduce la longevità. Gli stessi aminoacidi che aiutano a costruire muscoli possono dunque, in quantità troppo elevate, farci invecchiare più velocemente e aumentare il rischio di malattie croniche.

I ricercatori hanno osservato le popolazioni delle Zone Blu — le aree del pianeta con la maggiore aspettativa di vita, come la Sardegna, Okinawa e Icaria — e hanno scoperto che la loro dieta contiene una quantità di proteine animali notevolmente inferiore rispetto alla tipica dieta occidentale.

Proteine vegetali: i muscoli crescono senza che l’organismo paghi un prezzo eccessivo

Le proteine vegetali contengono generalmente una percentuale più bassa di certi aminoacidi esogeni fondamentali. Secondo Longo, per questo motivo riducono meno la potenziale durata della vita rispetto alle proteine animali, pur consentendo — con un’alimentazione ben bilanciata — di mantenere una buona forma fisica e una forza adeguata.

In una rassegna di studi che ha coinvolto 3.363 atleti, i ricercatori hanno confrontato chi seguiva una dieta vegetariana includente latticini e uova con chi consumava carne. Il risultato è stato sorprendente: i vegetariani mostravano una migliore capacità aerobica, una potenza massima più elevata e consumavano complessivamente meno proteine degli onnivori, che ne assumevano in media il 9% in più. Un argomento potente contro la convinzione che senza grandi quantità di carne non si possa costruire una buona condizione fisica.

La chiave diventa la varietà delle fonti proteiche vegetali. Lenticchie, ceci, fagioli, quinoa, avena, noci e semi, combinati tra loro, formano una base nutrizionalmente completa, in grado di fornire un profilo aminoacidico esauriente.

Gli alimenti che nutrono i muscoli e favoriscono la longevità

Longo elenca alcune categorie di alimenti che possono garantire un apporto proteico sufficiente senza ridurre l’aspettativa di vita nella stessa misura in cui lo fa un eccesso di carne rossa:

  • Legumi — lenticchie, ceci, fagioli, piselli, fagioli mung
  • Semi e pepite — girasole, zucca, sesamo, chia, lino
  • Frutta secca — noci, nocciole, mandorle, anacardi, noci del Brasile
  • Cereali integrali — pane integrale, porridge, fiocchi d’avena, quinoa
  • Pesce — alcune porzioni a settimana come integrazione alle fonti vegetali
  • Alghe marine — spirulina, chlorella come supplemento alimentare
  • Tofu e tempeh — prodotti fermentati a base di soia
  • Lievito nutrizionale — ricco di vitamine del gruppo B

Muscoli forti si possono costruire con un piatto dominato da legumi, cereali, frutta secca e pesce, senza bisogno di una bistecca quotidiana. Gli esperti dell’Istituto Italiano per la Longevità sottolineano che la dieta mediterranea, con la predominanza di fonti vegetali, è associata a una minore incidenza di sarcopenia, ovvero la perdita di massa muscolare tipica dell’invecchiamento.

Il fabbisogno proteico cambia dopo i 65 anni

Con l’avanzare dell’età, l’organismo utilizza le proteine in modo meno efficiente e i muscoli tendono a ridursi più rapidamente. Longo richiama l’attenzione su metanalisi che suggeriscono come le persone over 65 dovrebbero considerare un apporto proteico leggermente superiore — mediamente tra 0,9 e 1 grammo per chilogrammo di peso corporeo al giorno.

Questi valori possono aiutare a preservare massa muscolare e ossea, rallentare il calo di forza e migliorare la velocità del passo e la forma fisica generale durante un allenamento regolare. In questa fascia d’età contano sia la quantità che la qualità delle proteine: è comunque preferibile che la maggior parte provenga da fonti vegetali, integrate con pesce, piccole quantità di carne bianca, latticini e uova.

I gerontologi dell’Università di Pavia sottolineano che le persone anziane hanno una ridotta capacità di sintesi delle proteine muscolari, il che richiede o un apporto più elevato, o una migliore distribuzione del consumo nell’arco della giornata. L’ideale è suddividere la dose giornaliera in tre o quattro pasti, ciascuno contenente almeno 20-30 grammi di proteine di qualità.

Un grammo di proteine non è uguale a un grammo di alimento

Longo mette in guardia anche da un errore frequentissimo: confondere i grammi di proteine con i grammi di prodotto. Lo illustra con un esempio tratto dalla sua stessa esperienza, quando un media americano distorse le sue parole. In un’intervista aveva parlato di 40 grammi di proteine da legumi, ma la redazione scrisse che raccomandava 40 grammi di legumi in quanto tali.

La differenza è enorme: per ottenere 40 grammi di proteine dai legumi occorrono più di mezzo chilogrammo di prodotto cotto. Per un profano può sembrare un errore trascurabile, ma nella pratica si tratta di una dieta completamente diversa. Vale la pena ricordarlo: quando un piano nutrizionale indica “40 grammi di proteine”, non significa 40 grammi di prodotto, ma di solito diverse centinaia di grammi di cibo.

I dietisti raccomandano di utilizzare tabelle nutrizionali e applicazioni per il monitoraggio dell’alimentazione, che convertono con precisione il contenuto proteico dei singoli alimenti. Ad esempio, 100 grammi di lenticchie cotte contengono circa 9 grammi di proteine, 100 grammi di tofu circa 8 grammi e 100 grammi di quinoa cotta circa 4 grammi.

Come dovrebbe mangiare, secondo Longo, un adulto che vuole vivere a lungo

Sulla base di una rassegna di studi e delle proprie analisi, Longo propone un piano semplice per gli adulti prima dei 65 anni. Questo schema si fonda sull’osservazione a lungo termine di popolazioni con una straordinaria aspettativa di vita.

La raccomandazione prevede circa 0,8 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno, di cui più della metà dovrebbe provenire da fonti vegetali — legumi, cereali, frutta secca e semi. Il pesce dovrebbe comparire nel menu 2-3 volte a settimana come fonte proteica significativa ma non quotidiana. La carne bianca circa una volta a settimana, e latticini con uova in quantità moderate.

Dopo i 65 anni, Longo suggerisce di aumentare l’apporto proteico di circa il 20%, avvicinandosi a 0,9-1 grammo per chilogrammo, mantenendo però cautela nei confronti della carne rossa e dei salumi. I nutrizionisti dell’Università di Milano sottolineano che queste indicazioni sono in linea con il modello mediterraneo, considerato tra i più salutari al mondo.

Perché affidarsi a uno specialista aiuta davvero con le proteine

Longo invita le persone a non affidarsi esclusivamente ai consigli trovati in rete o alle pubblicità. Nella pratica, moltissimi interpretano erroneamente i dati, confondono i grammi e non riescono a tradurre le raccomandazioni in porzioni concrete. Un nutrizionista o un dietologo può calcolare il fabbisogno proteico individuale, aiutare a bilanciare le fonti vegetali e animali e tenere conto dello stato di salute, dell’età, dello stile di vita e del livello di attività fisica.

In presenza di malattie croniche, disturbi della funzionalità renale o epatica, sperimentare autonomamente una dieta iperproteica può essere addirittura rischioso, anche quando l’obiettivo dichiarato è “prendersi cura dei muscoli”. I medici avvertono che i pazienti con insufficienza renale, in particolare, possono danneggiare i reni con un apporto proteico eccessivo. Le persone con diabete, invece, devono bilanciare con cura le proteine rispetto ai carboidrati.

Come si traduce tutto questo nella dieta quotidiana? Per una persona di 60 chilogrammi, l’obiettivo tipico secondo Longo è di circa 48 grammi di proteine al giorno in età adulta. Nella pratica questo traguardo si raggiunge in molti modi: porridge con bevanda vegetale e frutta secca a colazione, zuppa di lenticchie o ceci a pranzo con aggiunta di cereali, panini con crema di fagioli o hummus, pesce al forno 2-3 volte a settimana come piatto principale e una piccola porzione di yogurt naturale con semi o frutta.

Un piano alimentare così strutturato fornisce senza difficoltà le proteine necessarie, risultando allo stesso tempo ricco di fibre, grassi sani e antiossidanti — elementi che supportano la longevità in modo molto più efficace di un’altra bistecca o di un frullato proteico. Vale anche la pena ricordare che i muscoli crescono soprattutto in palestra, non in cucina. Le proteine hanno senso solo quando l’organismo riceve un segnale chiaro per costruire tessuto muscolare, ovvero l’allenamento. L’eccesso che il corpo non riesce a utilizzare diventa un carico metabolico e, invece di aiutare, rischia di accelerare proprio ciò da cui la maggior parte di noi vorrebbe fuggire: il processo di invecchiamento e la cascata delle malattie croniche.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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