Perché la Generazione Z oggi non può permettersi casa, ma domani erediterà la ricchezza del mondo

Una generazione in contraddizione: povera oggi, ricchissima domani

Chi è nato nella seconda metà degli anni Novanta potrebbe diventare la generazione più ricca della storia. Eppure molti di loro vivono ancora dai genitori e faticano a pagare l’affitto di mese in mese.

Bank of America ha stimato che, nonostante la situazione finanziaria attuale della Generazione Z appaia tutt’altro che rosea, il vero motore della loro futura ricchezza non sarà lo stipendio mensile. Sarà un’eredità colossale, destinata a passare di mano nelle prossime decadi in quello che rappresenta il più grande trasferimento di capitali della storia moderna.

La crisi abitativa che schiaccia i giovani di oggi

La Generazione Z affronta una crisi degli alloggi di portata senza precedenti. Spesso più istruiti dei loro genitori, questi ragazzi non riescono comunque a permettersi un monolocale in affitto nelle grandi città senza l’aiuto economico della famiglia.

Secondo i dati di Bank of America, in molti Paesi i giovani devono guadagnare circa il 146% del salario minimo locale solo per coprire le spese di base. Il risultato è una generazione che vive in una condizione permanente di scarsità, rimandando le grandi scelte della vita adulta: comprare casa, metter su famiglia, investire a lungo termine.

I numeri che cambiano tutto: dai 9 ai 74 trilioni di dollari

Le proiezioni sono sorprendenti. Bank of America stima che i giovani adulti della Generazione Z abbiano già accumulato a livello globale circa 9 trilioni di dollari di patrimonio. Entro il 2030, questa cifra potrebbe salire a 36 trilioni, per poi raggiungere i 74 trilioni entro il 2040.

Si tratta di un ritmo di crescita patrimoniale che non ha eguali nelle generazioni precedenti. A questo si aggiunge il fatto che, nei prossimi anni, la Generazione Z rappresenterà circa il 30% della popolazione mondiale, diventando il gruppo anagrafico più numeroso della storia.

Come funziona il grande trasferimento di ricchezza tra generazioni

Il divario tra la scarsità di oggi e le previsioni ottimistiche di domani si spiega con un fenomeno che gli economisti chiamano grande trasferimento patrimoniale. Si tratta del progressivo passaggio di capitali dai baby boomer e dalle generazioni più anziane verso i più giovani.

Questi anziani hanno accumulato decenni di risparmi, immobili e attività finanziarie nel dopoguerra. Secondo le stime, entro la metà degli anni Quaranta di questo secolo, circa 84 trilioni di dollari passeranno di mano sotto forma di eredità, donazioni e divisioni di patrimoni.

I primi beneficiari saranno soprattutto la Generazione X e i Millennials, ma una quota significativa di questa torta toccherà anche alla Generazione Z. Bank of America sottolinea che la crescita salariale da sola non spiegherebbe un simile balzo di ricchezza. Sarà proprio l’eredità a fare la differenza: chi oggi non riesce ad accendere un mutuo, potrebbe trovarsi a gestire un portafoglio di appartamenti ereditati dai nonni e dai genitori.

Si calcola che circa il 38% dei rappresentanti della Generazione Z riceverà una parte concreta del patrimonio nel corso di questo trasferimento, dagli immobili ai conti d’investimento. Tuttavia, non si tratta di una strada automatica verso la prosperità: non tutte le famiglie possiedono appartamenti nel centro di Roma o Milano, e le disuguaglianze all’interno della stessa generazione potrebbero ampliarsi notevolmente.

Perché i giovani preferiscono i piccoli piaceri ai grandi progetti

Gli affitti elevati e la scarsa prospettiva di acquistare una casa hanno ridefinito le priorità finanziarie dei giovani adulti. Risparmiare per comprare un appartamento non è più una strategia realistica per molti. Al suo posto si è affermato quello che gli economisti chiamano consumo dei piccoli piaceri.

I giovani tendono a privilegiare la qualità della vita quotidiana rispetto al risparmio per obiettivi lontani e apparentemente irraggiungibili. Questo si traduce in comportamenti di spesa ben precisi:

  • Vacanze e gite nel weekend, anche in versioni economiche ma frequenti
  • Acquisti online di elettronica, moda e prodotti con consegna rapida
  • Spese per la salute mentale e fisica: psicoterapia, palestra, corsi di fitness, integratori
  • Abbonamenti a piattaforme di streaming, app educative e servizi premium in modalità subscription
  • Uscite regolari in caffetterie, ristoranti ed eventi culturali
  • Trattamenti estetici e cura della pelle in centri specializzati
  • Novità tecnologiche come cuffie wireless, smartwatch o console da gioco
  • Prodotti sostenibili e biologici da filiere locali

Per la Generazione Z, vivere nel presente conta più che risparmiare per un futuro incerto. Se il mutuo è fuori portata, l’affitto diventa l’unica alternativa, e l’energia si sposta sulla qualità dei giorni ordinari: viaggi, relazioni, crescita personale, tempo libero.

Dal punto di vista economico, questo stile di vita ha due facce. Da un lato alimenta la domanda di servizi e prodotti premium, trainando la crescita di interi settori. Dall’altro, limita la tradizionale accumulazione di capitale attraverso il sistema bancario e il mercato immobiliare, modello a cui eravamo abituati con le generazioni precedenti.

Cosa succede quando i piccoli piaceri incontrano la grande eredità

Bank of America prevede che, quando somme consistenti cominceranno ad affluire sui conti di questa generazione, il mercato andrà incontro a una significativa ridistribuzione. Persone abituate a vivere stipendio per stipendio, ma al tempo stesso molto consapevoli delle proprie esigenze di consumo, si ritroveranno improvvisamente con i mezzi per influenzare l’economia su scala reale.

Gli analisti definiscono la Generazione Z uno dei gruppi più dirompenti della storia, capace di ridisegnare l’economia, i mercati finanziari e i sistemi sociali su nuove basi. Questo potrebbe tradursi in una crescente pressione verso l’investimento etico, i prodotti in linea con valori ecologici, e standard aziendali che includano lo smart working e il benessere dei dipendenti.

Grandi aziende come Apple, Samsung, Nike e Adidas stanno già adattando le loro strategie di marketing ai valori dei giovani consumatori. Se sarà proprio questa generazione a diventare il principale cliente e investitore, le imprese dovranno adeguarsi non solo alle loro disponibilità economiche, ma anche alla loro mentalità.

Un’attenzione particolare merita il mondo degli investimenti. La Generazione Z mostra un interesse molto maggiore per criptovalute, fondi sostenibili e azioni di aziende tecnologiche rispetto ai tradizionali conti di risparmio o ai titoli di Stato. Piattaforme come Revolut, Coinbase o Trading 212 registrano un’impennata di utenti giovani. Questo trend suggerisce che, quando arriverà il grande trasferimento patrimoniale, il denaro non confluirà automaticamente nei prodotti bancari che preferivano i nonni.

Il quadro italiano: cosa significa per i ventenni di oggi

Sebbene i dati di Bank of America descrivano un fenomeno globale, molte delle tendenze indicate sono ben visibili anche in Italia. I prezzi delle case scollegati dagli stipendi medi, gli affitti proibitivi nelle grandi città, la pressione verso la laurea e l’incertezza del mercato del lavoro sono la realtà quotidiana di una larga fetta della Generazione Z italiana.

Anche in Italia sta avvenendo un lento passaggio di patrimoni dalla generazione del dopoguerra e di quella della trasformazione economica verso i giovani. In scala minore rispetto ad altri Paesi occidentali, ma secondo uno schema simile: prima un aiuto per ottenere il mutuo, poi l’eredità degli appartamenti dei nonni, a volte terreni o piccole imprese di famiglia.

Per i ventenni e i trentenni italiani, questo si traduce in conclusioni abbastanza concrete. Nonostante la frustrazione reale legata al costo della vita attuale, vale la pena sviluppare competenze nella gestione del denaro: c’è una buona probabilità che tra dieci o vent’anni saranno proprio loro a prendere decisioni sul patrimonio di famiglia. Non si tratta solo di conoscere i depositi a termine o i fondi comuni, ma di fare scelte di consumo e investimento consapevoli.

Il futuro non è garantito, ma sarà radicalmente diverso dal presente

Un numero crescente di esperti sottolinea che, accanto al denaro, contano sempre di più le competenze. Anche una grande eredità può dissolversi rapidamente se chi la riceve non sa leggere un rendiconto finanziario di base, valutare il rischio di un investimento o negoziare le condizioni di un contratto.

Qui entra in gioco il ruolo dell’educazione finanziaria: a scuola, sul lavoro e in famiglia. Diversi atenei italiani stanno progressivamente ampliando l’offerta di corsi dedicati alle finanze personali e alle strategie di investimento, riconoscendo che la cultura finanziaria è una competenza fondamentale per il futuro.

L’altro nodo cruciale riguarda il modello ereditario in sé. Non tutte le famiglie trasferiranno appartamenti in centro o quote aziendali. Una parte dei giovani non riceverà nulla, o quasi, il che rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze all’interno della stessa generazione. Per il mercato del lavoro, questo potrebbe significare una netta divisione tra chi può permettersi di rischiare fondando una startup e chi deve aggrapparsi a uno stipendio fisso perché non ha rete di sicurezza.

Il futuro della Generazione Z non è quindi un percorso lineare da una giovinezza povera a una vecchiaia agiata. I grandi numeri delle analisi finanziarie nascondono storie individuali molto diverse tra loro. Una cosa, però, è certa: saranno proprio i giovani adulti di oggi a decidere, in larga misura, come il più grande trasferimento di ricchezza della storia si rifletterà sull’economia, sul mercato del lavoro e sulla vita quotidiana nei prossimi decenni.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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