Un professore di medicina spiega come allenarsi per sentirsi a trent’anni anche a settanta

Il segreto per invecchiare bene non è in farmacia

Sempre più persone dopo i quarant’anni desiderano conservare l’energia, la forza e la vitalità tipiche della giovinezza. Medici e ricercatori concordano su un punto fondamentale: il modo in cui ci muoviamo oggi determina concretamente la nostra salute nei prossimi decenni.

Non si tratta semplicemente di avere un ventre piatto o di pedalare in bicicletta senza affannarsi. Uno dei più autorevoli professori di cardiologia e medicina dello sport ha elaborato un piano molto preciso: come allenarsi nelle diverse fasi della vita per sentirsi sorprendentemente giovani anche a settant’anni.

Secondo il professor Martin Halle della clinica universitaria di Monaco di Baviera, la perdita di massa muscolare è il principale “nemico” dell’invecchiamento. La pelle può avere rughe, ma muscoli deboli ci privano dell’autonomia: diventa difficile alzarsi da una sedia, salire le scale, portare la spesa, e il respiro si fa corto prima. Ed è proprio qui che entra in gioco l’allenamento della forza.

Il rimedio più potente contro l’invecchiamento non si trova in farmacia, ma in palestra, nel salotto dove facete gli squat e sul marciapiede che percorrete a passo svelto tornando dal lavoro. Il professor Halle sottolinea che non è mai troppo tardi per migliorare la propria forma fisica. Persino chi ha avuto un infarto può migliorare significativamente le prestazioni e la qualità della vita con un allenamento di forza e intervallato, scelto con criterio e moderazione. La chiave sono stimoli sistematici per i muscoli, calibrati in base all’età e alle condizioni di salute.

Perché i muscoli che cedono sono più pericolosi delle rughe

Il professor Halle, riconosciuto esperto della clinica universitaria di Monaco, suddivide la vita in cinque fasce d’età. In ciascuna di esse il corpo risponde in modo diverso, e di conseguenza anche l’allenamento dovrebbe cambiare. Un programma identico per un ventenne e per un sessantacinquenne semplicemente non ha senso.

Ricercatori della Harvard Medical School confermano che la massa muscolare inizia a diminuire intorno ai trentacinque anni. All’inizio questo processo è invisibile, ma passo dopo passo ci sottrae forza e velocità, soprattutto attraverso la perdita delle cosiddette fibre muscolari rapide. In questo momento la strategia dell'”aspettare e vedere” non funziona.

Gli studi più recenti dimostrano che il movimento regolare influenza non solo il sistema cardiovascolare, ma anche il metabolismo del glucosio, la densità ossea e persino le funzioni cerebrali. Ogni serie di squat ben eseguita manda un segnale all’organismo: “questo corpo viene usato, devo mantenerlo in buone condizioni”. Quando il movimento manca, il cervello risparmia energia e “lascia andare” muscoli, ossa e sistema circolatorio.

Cinque fasi della vita richiedono cinque approcci diversi all’allenamento

Fino ai vent’anni circa l’organismo cresce quasi “da solo”. I muscoli si sviluppano rapidamente e le cosiddette cellule satellite nei muscoli — responsabili della riparazione e della crescita delle fibre — sono molto attive. Questo è il momento ideale per insegnare al corpo il movimento.

Gli esperti della Società Tedesca di Medicina dello Sport avvertono di non iniziare troppo presto con un allenamento pesante di tipo culturistico: le ossa sono ancora in crescita e le cartilagini di accrescimento non sono ancora chiuse. Al contrario, il movimento in quanto tale, regolare e vario, funziona come un investimento che darà frutti anche dopo i sessant’anni.

In questa fascia d’età si raccomanda:

  • molte forme diverse di attività: corsa, sport di squadra, ciclismo, nuoto
  • apprendimento della tecnica corretta di squat, piegamenti sulle braccia, salti
  • un allenamento che rafforzi senza “pompare” massa a ogni costo
  • esercizi di coordinazione con la palla o su superfici instabili
  • riscaldamento regolare prima dell’educazione fisica scolastica

Dai 20 ai 35 anni: il periodo d’oro per costruire la forza

Nella prima età adulta l’organismo è al culmine delle sue possibilità. È il momento in cui si può “spingere” al massimo la forma fisica — a patto di muoversi davvero. Ogni allenamento, ogni rampa di scale percorsa al posto dell’ascensore costruisce una riserva da cui attingere in futuro.

Considerate l’allenamento della forza come lavarsi i denti: qualcosa che si fa semplicemente più volte alla settimana, non in modo frenetico prima delle vacanze. Il piano ottimale in questa età combina due o tre sedute di allenamento completo della forza a settimana, da una a tre sessioni di resistenza come corsa, bicicletta, nuoto o camminata veloce, e ogni giorno il massimo di passeggiate, scale e brevi pause di movimento al lavoro.

In questa fase è più facile costruire muscoli e densità ossea. Chi impara ad allenarsi regolarmente adesso troverà molto più semplice mantenersi in forma dopo i quaranta. I cardiologi della clinica Mayo raccomandano di sfruttare questo periodo per costruire una riserva cardiovascolare che protegga dalle malattie cardiache in età avanzata.

Dai 35 ai 55 anni: bisogna combattere attivamente la perdita muscolare

Intorno ai trentacinque anni inizia il processo naturale di perdita di massa muscolare. All’inizio è impercettibile, ma gradualmente sottrae forza e velocità, soprattutto attraverso la riduzione delle fibre muscolari rapide. In questo momento il gioco dell'”aspettare” non funziona più.

Il professor Halle consiglia sessioni brevi ma intense. Un esempio di set base da fare a casa include squat con il peso corporeo o con manubri, piegamenti sulle braccia adattati alle proprie capacità, il plank e semplici intervalli: trenta secondi di camminata veloce o corsa, sessanta secondi di ritmo tranquillo, ripetuto più volte.

Chi ha avuto problemi cardiologici dovrebbe stabilire l’intensità con il medico o il fisioterapista, ma il movimento stesso — nella dose adeguata — è parte integrante della terapia. L’organismo in questa età risponde ancora bene all’allenamento, a patto di riceverlo con regolarità.

Ricercatori dell’Università di Tubinga hanno scoperto che anche dieci minuti al giorno di allenamento della forza con elastici o manubri leggeri è sufficiente per rallentare la perdita di massa muscolare. La costanza è fondamentale: meglio allenarsi tre volte a settimana per venti minuti che una volta al mese per due ore.

Tra i 55 e i 75 anni si tratta di preservare l’autonomia

Per chi ha superato i cinquant’anni, l’allenamento smette di essere una questione estetica. Diventa una protezione concreta contro la perdita di indipendenza. I muscoli rispondono più lentamente, quindi alternare periodi di totale inattività a brevi “scatti” di esercizio non produce più risultati.

Anche un piccolo aumento della forza — di qualche punto percentuale — può fare la differenza: alzarsi senza difficoltà da una poltrona, salire al terzo piano, sollevare da soli una valigia sul portabagagli del treno. Ricercatori dell’Università di Lipsia hanno dimostrato che un allenamento regolare dopo i cinquant’anni riduce il rischio di cadute del quaranta percento e il rischio di frattura dell’anca del trentacinque percento.

Ciò che funziona meglio in questa fascia d’età:

  • camminata con i bastoncini Nordic walking nei parchi o nei sentieri boschivi
  • esercizi con manubri leggeri o elastici di resistenza
  • nuoto in piscina o acquagym
  • yoga o tai-chi per coordinazione ed equilibrio
  • ciclismo o cyclette
  • lavori in giardino con vanga e rastrello

Il professor Halle sottolinea che l’intensità ha ancora importanza, ma dovrebbe essere calibrata con cura: abbastanza elevata da stimolare i muscoli, ma ragionevole da non rischiare infortuni o sovraccarico cardiaco.

Dopo i 75 anni il movimento è la migliore medicina per tutto

Superata la soglia dei settantacinque anni, le priorità cambiano: al centro si trovano la qualità della vita, la possibilità di funzionare in modo autonomo e il mantenimento delle relazioni sociali. Non è necessario sollevare grandi pesi, ma vale la pena trovare attività che coinvolgano tutto il corpo e portino genuina gioia.

Gli esperti raccomandano in modo particolare il ballo, che unisce movimento, coordinazione, memoria e contatto umano, le passeggiate in gruppo o con i bastoncini, semplici esercizi con il peso del corpo accanto a una sedia o a una parete, e un leggero allenamento con elastici di resistenza. Gli studi mostrano che anche in età avanzata i muscoli continuano a rispondere agli stimoli.

Questo significa che è possibile migliorare la forza della presa, la stabilità del passo e la velocità con cui ci si alza dal letto. Ogni piccolo miglioramento riduce concretamente il rischio di cadute, ricoveri ospedalieri o necessità di assistenza continua. Medici del Charité di Berlino hanno documentato casi di ottantenni che, dopo sei mesi di esercizio regolare, hanno aumentato la forza muscolare del venti-trenta percento.

I geriatri raccomandano di utilizzare durante l’esercizio una sedia stabile, le spalliere o un corrimano come supporto. Sono indicati anche tappetini sensoriali per l’allenamento dell’equilibrio o palloni medicinali leggeri. Molti centri per anziani offrono corsi di ginnastica specifici condotti da fisioterapisti qualificati.

Come iniziare dopo anni di sedentarietà

Per molte persone la barriera più grande non è la mancanza di informazioni, ma la paura: “sono troppo vecchio”, “non ce la farò”, “e se il cuore non regge”. Il professor Halle rassicura: molto più pericoloso di un carico ragionevole è restare seduti in poltrona.

Il rischio maggiore non è l’allenamento, ma l’assenza di movimento. Iniziate con dolcezza, ma iniziate — indipendentemente dall’età anagrafica. Una partenza sicura potrebbe essere: visita dal medico di base o dal cardiologo, soprattutto in presenza di patologie croniche, una passeggiata quotidiana di quindici-venti minuti per una settimana, poi un progressivo allungamento a trenta-quaranta minuti.

Dopo due o tre settimane aggiungete due semplici sessioni settimanali di forza, ad esempio squat vicino a una sedia, piegamenti sulle braccia contro il muro o il plank in versione sulle ginocchia. Nelle settimane successive aumentate gradualmente le ripetizioni o aggiungete un leggero carico.

I nutrizionisti raccomandano di abbinare all’allenamento un apporto sufficiente di proteine — idealmente da pollo, ricotta, yogurt greco, uova o legumi come lenticchie e ceci. Le persone anziane hanno bisogno di più proteine per mantenere la massa muscolare, circa uno-uno e mezzo grammo per chilo di peso corporeo al giorno.

Vale la pena procurarsi alcuni strumenti semplici: elastici di resistenza, manubri leggeri o, per chi ama la tecnologia, un fitness tracker o uno smartwatch con contapassi e rilevazione del battito cardiaco. Molti anziani apprezzano anche le app per smartphone che ricordano di fare esercizio e registrano i progressi nel tempo.

Muscoli forti proteggono non solo il corpo, ma anche il cervello

Gli specialisti di medicina dello sport ricordano sempre più spesso che l’allenamento non riguarda soltanto il peso sulla bilancia. Le ricerche indicano che il movimento regolare riduce il rischio di demenza, malattia di Alzheimer, depressione e persino dei disturbi del sonno comuni in questa fase della vita.

L’attività fisica migliora la circolazione cerebrale, aumenta la produzione di sostanze che supportano i neuroni e costringe il sistema nervoso a lavorare: coordinare, pianificare i movimenti, reagire agli stimoli. Per questo motivo il ballo è così prezioso per gli anziani: unisce l’allenamento muscolare a quello della memoria e dell’attenzione.

Neuroscienziati dell’Università di Colonia hanno scoperto che le persone anziane che si allenano regolarmente hanno un volume maggiore dell’ippocampo, l’area cerebrale responsabile della memoria e dell’apprendimento. L’allenamento della forza aumenta inoltre i livelli del fattore BDNF, una proteina che favorisce la crescita e la sopravvivenza delle cellule nervose.

Il messaggio più importante che i medici vogliono trasmettere è questo: non è necessario allenarsi come un atleta professionista per sentirsi sorprendentemente giovani a settant’anni. È sufficiente iniziare a trattare i propri muscoli come qualcosa di cui prendersi cura regolarmente — indipendentemente da ciò che dice la carta d’identità. Ogni squat, ogni passeggiata, ogni passo in più è un investimento nella propria futura autonomia e qualità della vita.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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