Perché più di 400 persone hanno lasciato il lavoro grazie ai forni per pizza Gozney

Da una dipendenza a un’azienda da 72 milioni di sterline

L’imprenditore britannico Tom Gozney ha trasformato la sua battaglia contro alcol e droghe in un’azienda che oggi fattura 72 milioni di sterline all’anno. I suoi forni per pizza portatili hanno aiutato centinaia di persone in tutto il mondo a costruire un’attività propria.

A soli 21 anni, Tom Gozney finì in una struttura di riabilitazione. Dopo il percorso di recupero, cercava qualcosa di significativo che lo aiutasse a restare sobrio. Lo trovò in un posto inaspettato: davanti a un fuoco in giardino, dove cuoceva la pizza per gli amici in un forno a legna.

Quel rituale all’aperto gli portò calma, gioia e un senso di connessione con gli altri. Decise di costruirsi un forno da solo. Il primo tentativo era grezzo e poco attraente, come lui stesso ammette, ma segnò una svolta nella sua vita. La cottura della pizza divenne per lui una combinazione di terapia, passione e lavoro.

Dopo mesi di sperimentazione, cominciò ad affascinarlo l’aspetto tecnico dei forni. Studiò libri sulle proprietà termiche del cemento e dell’argilla, analizzò come mantenere il calore, come distribuire la temperatura all’interno della camera di cottura e come ottenere una pizza perfettamente cotta. Da hobby stava nascendo un vero business.

Come nacque il primo forno grazie a un prestito dalla madre

Per realizzare il primo prototipo funzionante, Gozney aveva bisogno di capitale. Sua madre gli prestò 5.000 sterline. Metà di quella somma fu investita in uno stampo in fibra di vetro destinato alla realizzazione della cupola del forno.

Il risultato fu un forno compatto con una cupola monolitica colata — una sorta di igloo in calcestruzzo. Il prodotto, chiamato Primo, era la versione d’ingresso disponibile a 499 sterline. Il concetto era chiaro: il forno doveva essere più economico e più rapido da installare rispetto alle tradizionali costruzioni in muratura usate nei ristoranti.

Gozney fece brevettare la soluzione. Il suo design in terracotta conquistò i proprietari di ristoranti e il mercato della ristorazione rispose immediatamente. Da quell’esperimento in garage stava nascendo una vera azienda con un potenziale concreto.

Dai mercati locali alle catene di pizzerie

All’inizio Gozney faceva tutto da solo. Imparò a creare siti web, partecipò a fiere agricole e spiegò ai cuochi i vantaggi dell’installazione rapida e della maggiore efficienza dei suoi forni. L’azienda operava allora con il nome Stone Bake Oven Company.

Nel giro di qualche anno, i suoi forni iniziarono a entrare in locali sempre più noti. Tra i clienti figuravano popolari catene di pizzerie nel Regno Unito, come Franco Manca e Pizza Pilgrims. Per una piccola impresa fu un salto enorme: da fornitore locale a marchio riconoscibile nel settore dei forni per pizza.

A un certo punto Gozney decise di unificare l’attività, consolidando il business commerciale e le vendite online sotto un unico brand: Gozney. L’azienda fu la prima nel Regno Unito a ottenere una deroga alle normative Defra, che consentiva l’uso dei suoi forni anche nelle zone soggette a restrizioni sulle emissioni di fumo.

Tra i principali vantaggi dei forni Gozney figurano:

  • installazione più rapida rispetto alle tradizionali strutture in muratura
  • costi d’acquisto più contenuti per i ristoranti
  • cupola monolitica colata che garantisce una distribuzione uniforme del calore
  • possibilità di utilizzo nelle aree con normative severe sulle emissioni di fumo
  • mobilità di alcuni modelli, ideali per food truck ed eventi all’aperto
  • qualità professionale della pizza ottenuta
  • manutenzione più semplice rispetto ai forni tradizionali

Perché la pandemia ha fatto schizzare il fatturato da 5 a 72 milioni di sterline

L’azienda di Tom Gozney ha oggi sede a Bournemouth, ma opera su più continenti, impiegando circa 120 persone tra Cina, Australia, Europa e Stati Uniti. Il vero balzo nei ricavi avvenne durante la pandemia.

Nel 2019, poco prima dello scoppio del Covid-19, Gozney registrava un fatturato di circa 5,2 milioni di sterline. Nel 2024 il marchio è arrivato a 72 milioni di sterline. La chiusura dei ristoranti e i lockdown spinsero le persone a investire nella cucina casalinga, nel giardino e nei momenti trascorsi all’aria aperta. Fu il momento ideale per i forni compatti e di qualità.

Gli esperti di mercato dei beni di consumo confermano che il trend della cucina domestica sostenne fortemente la crescita di marchi come Gozney. I ricercatori del settore gastronomico registrarono una domanda record di attrezzature di qualità per cucine domestiche negli anni dal 2020 al 2022.

La crescita del fatturato da circa 5,2 a 72 milioni di sterline in cinque anni dimostra quanto potente sia stato il trend della cucina fatta in casa e dello street food di qualità. L’azienda beneficiò del fatto che le persone cercavano attività significative e investivano in esperienze da condividere con la famiglia.

Il Roccbox ha cambiato le regole del gioco per i piccoli imprenditori

Il punto di svolta per i clienti privati fu il modello Roccbox. Si tratta di un forno portatile leggero con piano in pietra, presentato dall’azienda come il primo forno mobile del suo genere al mondo. Puoi posizionarlo sulla terrazza, portarlo a un evento, caricarlo su un food truck o sistemarlo in piazza.

Quando il Roccbox arrivò nei negozi nel 2016, generò vendite per circa 900.000 sterline nel solo primo mese. Gli anni successivi dimostrarono che non si trattava di un semplice gadget per appassionati, ma di un vero strumento per costruire piccole imprese.

Secondo Tom Gozney, circa 400 persone in tutto il mondo hanno rischiato e lasciato il lavoro per aprire una propria attività legata alla vendita di pizza, utilizzando proprio i forni Gozney. «Per me la cosa più potente di quello che facciamo è che le persone costruiscono il proprio sostentamento sui nostri forni», ha dichiarato Gozney in diverse interviste.

Nel gruppo noto come “Gozney Collective” — come l’azienda chiama la comunità dei suoi utenti-imprenditori — si trovano storie molto diverse tra loro:

  • cuochi di ristoranti che hanno aperto una propria pizzeria mobile
  • dipendenti aziendali stanchi della routine d’ufficio
  • famiglie in cerca di un reddito aggiuntivo che si è trasformato in un’attività a tempo pieno
  • appassionati di pizza che in precedenza consideravano la cottura solo un hobby

Il denominatore comune è un forno relativamente mobile, che si scalda rapidamente e offre una qualità paragonabile ai grandi forni tradizionali a legna. Questo permette a queste persone di gestire una piccola attività gastronomica senza enormi investimenti in cucine, canne fumarie o ristrutturazioni di spazi.

Cosa si nasconde davvero dietro il successo del marchio Gozney

Gozney stesso sottolinea spesso che in realtà non vende solo forni. È convinto di vendere un’«esperienza attorno al fuoco» — la cucina condivisa, la conversazione a tavola, la gioia di un cibo semplice. Non è una casualità. Per lui il fuoco fu un vero salvagente dopo anni difficili.

Attorno al marchio è cresciuta una comunità che si scambia ricette, tecniche per accendere il fuoco e foto degli eventi. Gozney produce contenuti formativi e collabora con pizzaioli e chef che mostrano come sfruttare al massimo le potenzialità del forno.

La gastronomia di strada e i piccoli concept culinari sono in crescita anche in Italia. Forni di questo tipo si inseriscono perfettamente in più tendenze contemporaneamente: cibo «veloce ma di qualità», semplicità del menu, mobilità e moda per specializzazioni precise — in questo caso la pizza.

Un piccolo forno consente di avviare l’attività su scala molto più ridotta rispetto a un ristorante tradizionale. Puoi essere presente a un festival locale, servire eventi aziendali, proporti per matrimoni o aprire un chiosco stagionale in spiaggia. I costi di avvio e i rischi sono inferiori, e i clienti cercano sempre più spesso proprio quel cibo «autentico».

Cosa considerare prima di acquistare un forno e lasciare il lavoro

Un forno moderno è solo l’inizio. Chi pensa di lasciare il proprio impiego dovrebbe valutare attentamente diversi aspetti. I ricercatori nel campo delle piccole imprese sottolineano l’importanza di una preparazione approfondita.

Un’analisi realistica dei costi comprende non solo l’attrezzatura, ma anche l’affitto dello spazio, le materie prime e le varie spese burocratiche. Le normative igieniche locali e i requisiti per la vendita ambulante variano da città a città. Il meteo e la stagionalità giocano un ruolo importante se il business si basa su eventi all’aperto.

La concorrenza nella zona e il modo in cui differenziarsi con la propria offerta sono importanti quanto la qualità della pizza stessa. Non tutti coloro che acquistano un forno riescono a costruire un’impresa stabile. Servono conoscenze di base di business, marketing e soprattutto costanza.

D’altra parte, la bassa barriera d’ingresso invita alla sperimentazione. Molte persone iniziano a lavorare «fuori orario» e solo con una domanda crescente abbandonano il lavoro principale. Gli esperti di orientamento professionale raccomandano questo approccio graduale come il percorso più sicuro.

La storia di Tom Gozney non è solo il racconto di un marchio britannico. Mostra chiaramente quanto possa essere potente il legame tra una trasformazione personale e un prodotto che risolve problemi concreti per i suoi utenti. Nel suo caso si trattava di rendere accessibile un forno capace di garantire qualità da ristorante, permettendo al tempo stesso un ingresso rapido nel mondo della gastronomia. Vale la pena chiedersi se un approccio simile non possa funzionare anche in altri ambiti, dove la passione incontra una domanda reale.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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