La ferrovia unica in giardino: il sogno realizzato di un progettista

Un sogno d’infanzia diventato realtà

Dopo una vita intera trascorsa nel settore, Vladimír Pokorný ha deciso di andare in pensione con un progetto straordinario: costruire qualcosa che portava nel cuore fin da bambino. Nel suo terreno di proprietà a Blatná ha realizzato una ferrovia a scartamento ridotto completamente funzionante, capace di stupire qualsiasi appassionato. Non manca assolutamente nulla — dal deposito agli scambi, fino ai segnali e alla stazione, che porta il suggestivo nome di Blatná – Přední Topič.

Una passione per i binari nata nell’infanzia

Il fascino del mondo ferroviario ha conquistato Vladimír Pokorný da ragazzino. «Mio padre mi portava spesso in stazione e col tempo ho cominciato a trascorrere lì ogni momento libero», racconta ricordando i suoi inizi. Quella magnetica attrazione per il viavai dei treni e il movimento incessante sui binari non lo ha mai abbandonato.

La vivacità della vita in stazione lo aveva completamente catturato. Non avendo allora una macchina fotografica, annotava e disegnava con cura ogni osservazione e ogni emozione vissuta. Grazie a questo, i ricordi di quell’atmosfera d’altri tempi sono rimasti straordinariamente vivi nella sua memoria.

Una carriera professionale tra locomotive e metropolitane

La sua passione totalizzante ha inevitabilmente guidato anche le scelte lavorative. Pur non riuscendo a lavorare direttamente in ferrovia, la sua carriera è rimasta strettamente legata al mondo su rotaia. Ha trovato casa come progettista presso la Škoda di Plzeň, nel reparto locomotive, dove ha trascorso l’intera vita professionale.

Nel corso degli anni ha contribuito allo sviluppo di numerosi veicoli ferroviari ben noti. «Progettavamo locomotive, ma anche tram e vagoni della metropolitana. Mi sono occupato, ad esempio, della riqualificazione dei convogli per le linee A e C della metropolitana di Praga», descrive con orgoglio la varietà del suo lavoro.

Quando si parla delle leggendarie locomotive che il grande pubblico conosce con soprannomi come “banana” o “pershing”, lui sorride appena. «Noi usavamo codici interni come 55E. Quando si pronunciava quel codice, tutti in fabbrica sapevano esattamente di quale macchina si trattasse.» La nomenclatura tecnica aveva una sua logica precisa — i numeri rimandavano al numero di assi, alla velocità massima e al carico per asse.

Come un sogno si è trasformato in una ferrovia da giardino

Tornato nella sua città natale, si è finalmente messo all’opera per concretizzare il suo sogno. Il progetto è iniziato in modo modesto. «All’inizio ho posato solo circa diciotto metri di binario rettilineo», spiega. Ma quel piccolo tratto era soltanto il punto di partenza di un piano molto più ambizioso.

Col tempo il tracciato ha guadagnato nuovi elementi, come gli scambi e il deposito. Alla fine i binari si sono estesi a tal punto da rendere necessario un accordo con il vicino di casa. «Gli ho chiesto se gli avrebbe dato fastidio che prolungassi il percorso anche nel suo terreno», racconta divertito. E aggiunge con ironia: «Essere il mio vicino è decisamente rischioso.»

Un automotore costruito da zero

Il cuore e il vanto dell’intera ferrovia è un automotore che Vladimír Pokorný ha progettato e assemblato quasi interamente da solo. «L’unico componente già pronto che ho utilizzato è stato l’asse con le ruote. Quello non sarei riuscito a fabbricarlo in casa», ammette onestamente. Tutto il resto è frutto del suo lavoro paziente e meticoloso.

Per la costruzione si è ispirato ai vecchi automotori che ricordava dalla giovinezza. «Volevo che avesse la giusta atmosfera. Che il motore borbottasse e si sentisse odore di carburante», dice con sincerità. Persino l’interno è curato in chiave storica — sotto il sedile centrale ribaltabile si nasconde un motore da trattore da giardino.

Viaggi con la bigliettaia e progetti futuri

Il servizio sulla ferrovia da giardino è curato in ogni minimo dettaglio. Dei passeggeri si occupa la bigliettaia Libuše Benešová, che ha a disposizione persino le classiche pinze obliteratrici per i biglietti, il che contribuisce a rendere l’esperienza autenticamente d’epoca. Nonostante l’automotore funzioni alla perfezione, il suo creatore non ha nessuna intenzione di fermarsi.

«Ho una lista scritta di diciannove punti da migliorare ancora», rivela. Il suo desiderio più grande è prolungare ulteriormente il tracciato, e per questo ha già avviato trattative con le autorità competenti. «C’è sempre qualcosa da perfezionare», conclude con un sorriso.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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