La fine di un’era e la ricerca di un nuovo leader
Tra poche settimane si chiuderà un capitolo importante alla guida del KSČM, partito attualmente fuori dal parlamento. L’eurodeputata Kateřina Konečná, che ha guidato il partito dall’ottobre 2021 in successione a Vojtěch Filip, ha annunciato che non si ricandiderà al congresso di fine maggio. Ha messo a disposizione il suo incarico dopo la sconfitta elettorale del movimento Stačilo!, di cui era il volto principale, alle elezioni dello scorso anno.
I delegati, che durante il congresso straordinario di dicembre avevano rinviato l’elezione della nuova dirigenza, dovranno ora scegliere tra cinque candidati. A confermarlo è stato uno dei pretendenti, l’attuale portavoce del KSČM Roman Roun. Tra gli aspiranti alla presidenza figura anche Milan Krajča, vicepresidente responsabile degli affari europei e del settore civile.
La stessa Konečná ha dichiarato di non ambire ad alcun altro incarico interno, preferendo restare semplice membro del partito. Come motivazione principale ha citato la volontà di concentrarsi pienamente sul suo lavoro al Parlamento Europeo e di dedicare più tempo alla famiglia.
Il suo percorso politico è legato al KSČM dal 2005. Prima di assumere la presidenza, ha ricoperto il ruolo di vicepresidente dal 2018 al 2021. Ha maturato esperienza anche come deputata per la regione della Moravia-Slesia, mantenendo il mandato dal 2002 fino al 2014. È stata eletta per tre volte al Parlamento Europeo, l’ultima volta nelle fila del movimento Stačilo!.
Una nuova direzione e il futuro del partito
Il congresso non riguarderà soltanto l’elezione del nuovo vertice. I delegati discuteranno anche del programma strategico che orienterà il partito nei prossimi anni. Rimane però aperta una domanda fondamentale: quale sarà il rapporto futuro tra il KSČM e il progetto Stačilo!?
Il KSČM, nato nel marzo 1990 come erede del Partito Comunista della Cecoslovacchia, ha fatto parte della scena parlamentare ceca ininterrottamente fino al 2021. Il partito poteva un tempo contare su una base di iscritti molto ampia, che tuttavia si è ridotta in modo drastico. Se nel 1992 superava i 350.000 tesserati, nel 2024 ne risultavano censiti appena circa 16.000.
Gestione del patrimonio e finanziamenti
I ripetuti insuccessi elettorali hanno pesato sensibilmente anche sulle finanze. I contributi statali per il funzionamento del partito sono calati, attestandosi l’anno scorso a 14 milioni di corone. Lo Stato ha versato ulteriori 1,3 milioni per le attività dell’istituto politico. Le quote associative hanno fruttato 9 milioni, ma la voce di entrata più consistente è rimasta l’affitto del patrimonio immobiliare, pari a 24,4 milioni su un totale complessivo di 50,8 milioni di corone.
Negli ultimi anni il partito ha ceduto parte del suo ingente patrimonio. Solo nell’ultimo anno ha venduto 12 edifici con i relativi terreni, pur continuando a possedere decine di immobili sparsi in tutto il Paese. Ancora nel 2021, il catasto immobiliare registrava 85 proprietà intestate al KSČM.
Il movimento Stačilo!, avendo superato il tre percento dei voti alle elezioni, si è assicurato un contributo statale di 24,2 milioni di corone. In quanto soggetto extraparlamentare, ha diritto anche a un contributo ordinario per le attività, che l’anno scorso ammontava a due milioni. Il movimento ha inoltre raccolto 10 milioni in donazioni e ha registrato 27 milioni tra prestiti e crediti. Le spese per la campagna elettorale hanno raggiunto i 40 milioni di corone.












