Il veleno di uno dei pesci più velenosi nasconde una sostanza sorprendente del cervello umano

Un piccolo pesce da fondali che può fermare il respiro

Apparentemente innocuo, immobile sul fondo delle acque tropicali, questo pesce è capace di provocare un dolore estremo in pochi minuti — e persino un arresto respiratorio. Ora i ricercatori hanno scoperto che il suo veleno contiene molecole che ci aspetteremmo di trovare nel cervello, non tra le spine di un animale marino.

Per anni gli scienziati hanno analizzato i componenti proteici del veleno della scorena pietraia per spiegare i gravi disturbi circolatori e respiratori che seguono ogni puntura. Solo le tecniche più moderne — spettroscopia NMR e cromatografia abbinata alla spettrometria di massa — hanno finalmente rivelato il tassello mancante.

GABA nel veleno di un pesce: una scoperta senza precedenti

Il gruppo di ricerca ha dimostrato che nel veleno di entrambe le specie di scorena pietraia sono presenti neurotrasmettitori, ovvero le sostanze chimiche che le cellule nervose usano per comunicare tra loro. La scoperta più sorprendente riguarda l’acido gamma-aminobutirrico, noto come GABA: nessuno aveva mai rilevato questa molecola, fondamentale per il funzionamento del cervello umano, nel veleno di un pesce.

Il GABA era già stato identificato nei veleni di vespe e ragni, ma mai nei pesci. Nei campioni estratti dalla Synanceia horrida, i ricercatori hanno rilevato anche colina e O-acetilcolina, mentre in entrambe le specie era presente la noradrenalina. Un simile insieme di sostanze ricorda più un manuale di neurofisiologia che la descrizione di un pesce tropicale.

Come queste molecole agiscono sull’organismo umano

Le molecole appena identificate spiegano perché una puntura di scorena pietraia non si traduce soltanto in dolore e gonfiore. I neurotrasmettitori presenti nel veleno agiscono direttamente sul sistema nervoso, sul cuore e sui polmoni della persona colpita.

La noradrenalina stimola il sistema nervoso simpatico, accelera la frequenza cardiaca, influenza la pressione sanguigna e può alterare il controllo del respiro. Il GABA, in condizioni normali, riduce l’attività neuronale, ma in quantità incontrollate può compromettere i centri responsabili della circolazione.

L’acetilcolina e i suoi derivati partecipano alla trasmissione degli impulsi ai muscoli, compreso il muscolo cardiaco e i muscoli respiratori. Tutto dipende dalla concentrazione di ciascuna sostanza e dalla facilità con cui riesce a penetrare nei tessuti intorno alle spine del pesce. La combinazione di neurotrasmettitori con proteine ed enzimi conferisce al veleno della scorena pietraia un effetto straordinariamente complesso e multidirezionale.

I tossicologi sottolineano che l’unione tra componenti proteici e piccole molecole bioattive genera un effetto sinergico. Mentre le proteine e gli enzimi danneggiano i tessuti e favoriscono la diffusione del veleno, i neurotrasmettitori intervengono direttamente sulla regolazione nervosa delle funzioni vitali.

Nuove prospettive per la farmacologia e la medicina d’urgenza

Il fatto che un veleno sia fortemente tossico non esclude la sua utilità. La storia della farmacologia insegna che le tossine spesso fungono da modello per farmaci efficaci. L’esempio classico è il captopril, ispirato ai peptidi del veleno della vipera, o l’analgesico ziconotide derivato dalla tossina del cono marino.

I neurotrasmettitori scoperti nel veleno della scorena pietraia suggeriscono già diverse direzioni di ricerca concrete:

  • Sviluppo di un antidoto più efficace contro il veleno, mirato non solo alle proteine ma anche alle piccole molecole attive
  • Progettazione di nuovi farmaci per modulare la pressione sanguigna e l’attività cardiaca basati sull’azione della noradrenalina del veleno
  • Test su analoghi del GABA come regolatori del sistema circolatorio in pazienti con determinate malattie cardiache
  • Ricerca di composti capaci di stimolare o inibire specifici recettori cerebrali, con possibili applicazioni nella terapia dell’epilessia e del dolore neuropatico
  • Sviluppo di antagonisti più selettivi dei recettori dell’acetilcolina
  • Analisi dei meccanismi di risposta protettiva dell’organismo all’azione combinata di diversi neurotrasmettitori

I ricercatori evidenziano che le sostanze che agiscono in modo molto selettivo su determinati recettori sono particolarmente preziose. Le tossine si sono evolute nel corso di milioni di anni proprio per paralizzare le prede in modo efficace e preciso — una precisione d’azione che i composti chimici sintetici difficilmente riescono a replicare partendo da zero.

Il pesce su cui è facile mettere un piede e difficile sopravvivere

Le scorene pietraia abitano le acque calde dell’Indo-Pacifico, del Golfo Persico e del Mar Rosso. Il loro asso nella manica è il mimetismo: per forma e colorazione assomigliano a frammenti di roccia o corallo, spesso parzialmente ricoperti di sabbia.

Sul dorso presentano 13 spine rigide collegate a ghiandole velenifere. Quando qualcuno le calpesta o si avvicina troppo, le spine si drizzano come molle e si conficcano nella pelle dell’intruso. Le vittime più frequenti sono persone che entrano in acqua a piedi nudi o con infradito sottili.

Una puntura di scorena pietraia può essere paragonata a un’esplosione improvvisa di dolore che si irradia lungo l’arto. Chi l’ha subita descrive questa sensazione come una delle esperienze dolorose più intense che si possano provare. Se il veleno raggiunge rapidamente il circolo sanguigno, esiste un rischio concreto di arresto respiratorio e cardiaco.

I medici dei pronto soccorso nelle zone costiere dell’Australia, dell’Indonesia e della Thailandia si confrontano regolarmente con questi casi. Il paziente arriva generalmente in stato di shock, con la pelle pallida e visibilmente prostrato dall’intensità del dolore. L’evoluzione dell’avvelenamento dipende dalla profondità della puntura, dalla quantità di veleno iniettato e dallo stato di salute generale della persona colpita.

Cosa fare dopo il contatto con il veleno

Sebbene l’articolo si concentri principalmente sulla ricerca scientifica, per questo tipo di pesce non si possono ignorare gli aspetti pratici. I turisti visitano sempre più spesso le aree in cui vive la Synanceia.

In acqua indossa sempre calzature protettive rigide adatte a camminare sul fondale. Non sollevare pietre dai fondali dei reef, soprattutto se appaiono ricoperte di alghe. In caso di puntura sospetta, cerca immediatamente assistenza medica o chiama i soccorsi.

L’arto colpito va immerso in acqua quanto più calda possibile, ma senza scottare: il calore inattiva parzialmente le tossine proteiche. Dove disponibile, i medici possono somministrare l’antidoto nei casi di avvelenamento grave. Non applicare mai un laccio emostatico e non tentare di incidere la ferita per estrarre il veleno.

Gli esperti dei centri antiveleno raccomandano di chiamare subito il numero di emergenza locale e di seguire le istruzioni dell’operatore. La rapidità di intervento spesso determina se la persona colpita riporterà conseguenze permanenti o si riprenderà completamente.

Il veleno come laboratorio di idee per nuove terapie

Da anni la medicina attinge alle tossine per sviluppare farmaci con un’azione mirata. Sul mercato esistono già preparati per l’ipertensione, il diabete e il dolore severo i cui prototipi affondano le radici nei veleni di serpenti, lumache marine e lucertole. La scorena pietraia si aggiunge a questo gruppo come fonte di piccole molecole attive sul sistema nervoso.

In pratica, lo sviluppo di un farmaco di questo tipo segue generalmente un percorso ben preciso. Prima i ricercatori identificano la molecola nel veleno e ne descrivono l’azione sulle cellule. Poi la sintetizzano in laboratorio o elaborano un analogo più sicuro. Seguono i test su modelli animali e, successivamente, su piccoli gruppi di pazienti. Anni di studi clinici devono infine confermarne efficacia e sicurezza.

Un aspetto cruciale è che i composti del veleno di scorena pietraia stimolano o inibiscono intensamente recettori specifici. Questi profili d’azione sono estremamente preziosi non solo nel trattamento delle malattie cardiache, ma anche in neurologia e psichiatria, dove da anni si cercano sostanze capaci di modulare selettivamente determinate vie di segnalazione nel cervello.

I farmacologi di importanti istituti di ricerca affermano che le tossine naturali rappresentano spesso strutture ottimizzate che i chimici difficilmente progetterebbero partendo da zero. Milioni di anni di evoluzione hanno generato molecole con un targeting preciso, effetti collaterali minimi sui tessuti non bersaglio e un’elevata stabilità.

Cosa significa tutto questo per il paziente comune

Nel breve periodo, la cosa più importante rimane una comprensione più approfondita del perché la puntura di questo pesce provochi sintomi così drammatici. Questa conoscenza è indispensabile per i medici d’urgenza, i tossicologi e i produttori di antidoti, che potranno così progettare protocolli terapeutici più precisi.

In una prospettiva più ampia, due aspetti acquistano peso crescente. In primo luogo, le piccole molecole del veleno potrebbero diventare il modello per nuovi farmaci cardiologici, neurologici o analgesici. In secondo luogo, analisi simili condotte su altre specie animali velenose ampliano il repertorio delle librerie chimiche naturali da cui la farmacologia può trarre ispirazione.

Per il lettore comune può essere affascinante scoprire che sostanze presenti nel nostro cervello — come il GABA o la noradrenalina — possono, in un contesto completamente diverso, diventare componenti di un veleno pericoloso. Questo illustra bene quanto sottile sia il confine tra veleno e farmaco, e quanto conti la dose, il sito d’azione e il modo di somministrazione. Non è escluso che una di queste molecole possa un giorno aiutare pazienti con disturbi del ritmo cardiaco o dolore cronico.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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