Nuove regole pensionistiche per le madri dal 1° settembre: chi guadagna di più

Una riforma che cambia tutto per le madri francesi

Dal mese di settembre entra in vigore in Francia una riforma pensionistica destinata ad aumentare sensibilmente gli assegni futuri delle donne con figli. Il nuovo sistema compensa in modo più efficace le perdite di carriera legate alla maternità e alla cura dei bambini.

Il sistema pensionistico francese affronta da anni il divario tra le carriere maschili e quelle femminili. Le madri lavorano più spesso a tempo parziale, abbandonano il lavoro per qualche anno quando i figli sono piccoli e il loro percorso professionale risulta frammentato. Il risultato? Meno trimestri contributivi, versamenti più bassi, retribuzione media più bassa nel calcolo della pensione.

Perché la maternità penalizza la pensione e cosa cambierà

Per questo motivo è stato elaborato un intero pacchetto di cosiddetti diritti familiari: periodi aggiuntivi riconosciuti ai fini previdenziali, maggiorazioni speciali delle prestazioni e vantaggi per i genitori di figli con disabilità. Tutto questo per rendere il bilancio finale almeno un po’ più equo.

La pensione di una madre non dipende più soltanto dagli anni di lavoro, ma anche dal numero di figli, dai periodi di cura e dal metodo di calcolo degli anni di reddito migliori. La riforma di settembre rafforza ulteriormente questi meccanismi.

Gli esperti previdenziali francesi avvertono da tempo che le donne perdono in media tra un quinto e un terzo della loro pensione potenziale a causa della cura dei figli. La nuova normativa tenta di ridurre questa disparità attraverso cifre precise stabilite per legge.

Le madri che lavorano nel settore privato possono ottenere, al verificarsi di determinate condizioni, fino a otto trimestri aggiuntivi per ogni figlio. Nel settore pubblico il limite è inferiore, generalmente quattro trimestri, ma ciò può comunque fare la differenza in caso di carriere brevi o molto discontinue.

Trimestri per i figli: come funzionano i bonus familiari

La base del sistema sono i trimestri aggiuntivi per i figli. Nel regime generale francese, una madre può ricevere fino a otto trimestri per ogni figlio:

  • quattro trimestri per gravidanza o adozione
  • quattro trimestri per l’educazione del figlio
  • i periodi non vengono assegnati ad anni specifici, ma aumentano la contribuzione previdenziale complessiva
  • aiutano a raggiungere più rapidamente la soglia richiesta per la pensione piena senza decurtazioni
  • dal mese di settembre, una parte di essi può essere computata anche ai fini del pensionamento anticipato per lunga carriera
  • è possibile aggiungere fino a due trimestri per figlio alla soglia per il pensionamento anticipato

Questi trimestri non vengono attribuiti ad anni di calendario specifici: aumentano semplicemente la contribuzione complessiva. In pratica, permettono di raggiungere più velocemente la soglia di trimestri necessaria per l’aliquota piena, cioè la pensione senza riduzione per anzianità contributiva insufficiente.

Un esempio concreto: se per ottenere la pensione piena servono centosettantadue trimestri, una madre di due figli può riceverne fino a sedici in più. Invece di dover “accumulare” centosettantadue trimestri di contributi o periodi equivalenti, ne bastano centocinquantasei. Proprio questi sedici trimestri mancanti vengono coperti dai diritti familiari.

Dal primo settembre, una parte di questi periodi può essere computata anche nell’anzianità richiesta per l’uscita anticipata nell’ambito della lunga carriera. In questa variante, è possibile aggiungere fino a due trimestri per figlio alla soglia richiesta. Si tratta di un’opportunità concreta di pensionamento anticipato per le donne che hanno iniziato a lavorare molto giovani ma che hanno ridotto l’attività lavorativa per un certo periodo a causa della maternità.

Impatto sulla pensione progressiva e altri benefici

I trimestri per i figli hanno rilevanza anche per la pensione progressiva, ovvero una forma di pensione parziale combinata con un lavoro a tempo ridotto. In Francia è possibile usufruirne a partire dai sessant’anni, a condizione di aver maturato almeno centocinquanta trimestri. I periodi aggiuntivi per maternità aiutano a superare questa soglia, consentendo quindi una transizione più graduale dal lavoro alla pensione.

Le autorità previdenziali francesi registrano, secondo le statistiche dell’anno scorso, che fino al trenta per cento delle domande di pensione progressiva vengono presentate proprio da madri con carriere incomplete. Per loro i trimestri aggiuntivi risultano spesso decisivi.

A partire dal terzo figlio entra in vigore anche un premio permanente. Il sistema francese prevede per i genitori un bonus fisso che si riflette stabilmente sull’importo della pensione. Al verificarsi delle condizioni richieste, il numero di figli determina un aumento duraturo dell’assegno.

Tale premio spetta generalmente a entrambi i genitori e non ha scadenza. Con una pensione di milleottocento euro mensili, significa centottanta euro in più ogni mese, vale a dire quasi duemila euro all’anno. Per il bilancio di un pensionato equivale a una tredicesima mensilità abbondante.

Maggiorazione per i figli: dieci per cento in più e supporto speciale

Un insieme separato di benefici riguarda i genitori di figli con grave disabilità. Se il figlio ha riconosciuto almeno l’ottanta per cento di incapacità all’autonomia e soddisfa i criteri per l’assegno familiare per disabilità, alla madre o al padre spettano:

  • un trimestre al momento del riconoscimento del diritto a tale assegno
  • un ulteriore trimestre ogni trenta mesi di erogazione
  • un massimo complessivo di otto trimestri di questo tipo
  • questi periodi si sommano a quelli per nascita ed educazione
  • il totale può essere significativo e offre ai genitori un reale sollievo

È importante sottolineare che questi periodi si aggiungono ai trimestri per nascita ed educazione, per cui il totale può risultare considerevole. Costituisce un alleggerimento concreto per i genitori che non possono lavorare a pieno regime a causa della cura del figlio.

Un ulteriore incentivo riguarda le madri nate dal 1964 in poi che hanno già maturato l’anzianità contributiva piena un anno prima del raggiungimento dell’età pensionabile e hanno almeno un trimestre riconosciuto a titolo di figli. Se decidono di continuare a lavorare, la loro prestazione cresce oltre l’aliquota standard.

Per questo gruppo, la cosiddetta surmajoration aumenta dell’uno virgola venticinque per cento per ogni trimestre aggiuntivo di attività, fino a un massimo del cinque per cento. In pratica, quattro trimestri lavorativi in più possono garantire una pensione superiore di alcuni punti percentuali per tutta la vita, il che ha un peso finanziario notevole nel lungo periodo.

Il nuovo metodo di calcolo dal 1° settembre: meno anni deboli nella formula

Attualmente la pensione base francese viene calcolata sulla media della retribuzione dei venticinque anni migliori di carriera. Dal primo settembre le madri beneficeranno di un approccio più flessibile:

  • per le madri di un figlio: pensione calcolata sui ventiquattro anni migliori
  • per le madri di due o più figli: pensione calcolata sui ventitre anni migliori
  • dal calcolo scompaiono uno o due anni finanziariamente più deboli
  • anni a orario ridotto, con bassa retribuzione o con interruzioni molto lunghe
  • ciò innalza la retribuzione media utilizzata per il calcolo della pensione
  • la prestazione finale dovrebbe aumentare

Il punto chiave è che dal calcolo vengono eliminati uno o due anni finanziariamente più “vuoti” — anni a tempo parziale, con retribuzione bassa o con interruzioni molto prolungate. Questo innalza la retribuzione media considerata per il calcolo della pensione, per cui la prestazione finale dovrebbe aumentare.

La carriera media di un uomo è generalmente più regolare: meno interruzioni, redditi più stabili. Per le donne il profilo è diverso: alcuni anni quasi senza contributi durante la prima infanzia dei figli, poi un cauto rientro a orario ridotto, e solo in seguito l’impegno a tempo pieno con una retribuzione più alta.

Quando il sistema tiene conto dei venticinque anni interi, questi periodi “magri” abbassano sensibilmente la media. Restringere il calcolo ai ventitre-ventiquattro anni migliori funziona come un filtro che elimina i momenti più problematici. Per molte madri ciò può significare una differenza di decine di euro al mese, in casi estremi anche di più.

Congedo parentale e AVPF: come non perdere l’anzianità contributiva

La normativa francese prevede che i periodi di cura del figlio durante il congedo parentale possano essere valorizzati ai fini previdenziali. Questo tempo può essere “convertito” in anzianità contributiva, con un’importante precisazione: non è possibile combinarlo indefinitamente con gli altri diritti familiari.

Il congedo parentale può dare fino a tre anni computati nell’anzianità contributiva per ogni figlio. In caso di malattia grave o disabilità del figlio, il limite sale a quattro anni. La cassa previdenziale verifica quindi se risultino più vantaggiosi i trimestri a titolo di congedo oppure quelli a titolo di maternità ed educazione. Nel calcolo della pensione viene sempre applicata la variante più favorevole per il genitore, ma non entrambe contemporaneamente.

Un altro meccanismo di supporto è l’AVPF, un sistema attraverso il quale lo Stato versa i contributi previdenziali per il genitore che rimane a casa con il figlio. Se vengono soddisfatti i criteri previsti, per ogni anno di tale periodo è possibile ottenere fino a quattro trimestri di anzianità, calcolati come contributi versati sulla base del salario minimo.

Questi periodi incidono sia sull’anzianità complessiva sia sul calcolo della retribuzione media. Per le madri che si allontanano completamente dal mercato del lavoro per qualche anno, l’AVPF è spesso l’unico modo per evitare che quegli anni diventino un “buco nero” previdenziale.

Cosa ci dicono questi cambiamenti sulla politica verso i genitori

L’intero pacchetto di misure — dai trimestri aggiuntivi al premio per il terzo figlio, fino al nuovo metodo di calcolo degli anni migliori — indica una direzione precisa. Lo Stato riconosce apertamente che crescere i figli ha un costo reale per la carriera e quindi per la pensione, e cerca quindi di neutralizzarlo almeno in parte.

Per molte donne sarà ora fondamentale analizzare attentamente il proprio percorso professionale: numero di figli, periodi trascorsi a casa, anni di lavoro a orario ridotto. In questo sistema non conta più solo il numero di anni lavorativi sul calendario, ma la capacità di sfruttare intelligentemente tutti i diritti familiari disponibili. Grazie a questo, uno stesso curriculum vitae può oggi tradursi in una pensione sensibilmente più alta rispetto al passato.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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