Il calabrone asiatico costruisce il primo nido vicino a casa. Ecco dove trovarlo più spesso

Una piccola sfera grigia che può diventare un grosso problema

Un palloncino grigio delle dimensioni di una pallina da ping pong può trasformarsi in una colonia pericolosa nel giro di pochi mesi. Sapere dove cercarlo in primavera e come comportarsi fa tutta la differenza.

Dalla fine dell’inverno fino a giugno, il calabrone asiatico costruisce i suoi nidi primari nelle immediate vicinanze delle abitazioni umane. Proprio in queste settimane l’intera colonia è ancora piccola, facile da ignorare, eppure è esattamente adesso che il controllo ha più senso. Intercettare la fase iniziale significa evitare uno sciame aggressivo sopra la testa durante l’estate.

La strategia di nidificazione di questa specie è molto precisa

Questa specie, che preoccupa l’Europa da diversi anni, segue una tattica ben definita. Le femmine svernano e dalla metà di febbraio fino alla fine di maggio costruiscono quello che viene chiamato nido primario, ovvero la prima base di partenza dell’intera colonia. In questa fase il nido ha un diametro di soli tre-cinque centimetri, assomiglia a una piccola sfera grigia di carta e di solito si trova molto vicino agli edifici.

La femmina sceglie luoghi caldi, riparati dal vento, preferibilmente vicino al legno dal quale ricava il materiale per le pareti del nido. Prima individui un nido piccolo, maggiori sono le probabilità di evitare una colonia grande e aggressiva proprio accanto a casa durante l’estate. Se in primavera nessuno nota quel nido, nel giro di pochi mesi la pallina discreta cresce fino a raggiungere le dimensioni di un pallone da calcio.

Il calabrone asiatico torna in gioco tra la fine dell’inverno e la primavera

Ricercatori e naturalisti che studiano questa specie da anni hanno osservato come nel periodo primaverile i calabroni scelgano pochi luoghi tipici in prossimità delle abitazioni. Il denominatore comune è semplice: asciutto, caldo, silenzioso e raramente frequentato. La femmina cerca posti dove posare le fondamenta di una nuova colonia senza essere disturbata.

La zona sottotetto è il primo nascondiglio classico. Il nido compare spesso proprio sotto il cornicione del tetto, nei punti in cui una trave incontra un’asse o dove il sottogronda si unisce alle tegole. Lì è di solito protetto sia dalla pioggia che dal sole diretto, la temperatura resta stabile e il vento non penetra nell’imbuto. La femmina apprezza anche il fatto che gli abitanti della casa raramente si avventurano in quei punti.

Un altro posto molto gradito sono le rimesse da giardino, i capannetti e i gazebo. Il problema è che in primavera ci entriamo di rado, di solito solo per prendere il rastrello o il tagliaerba. Il nido compare spesso negli angoli sotto il soffitto, dove le travi si raccordano con la copertura del tetto, sul lato inferiore delle lamiere o del manto di copertura, e vicino alle porte ma leggermente sopra l’altezza degli occhi, così è facilissimo non notarlo.

Come controllare il tetto senza salire su una scala

Molti pensano che ispezionare il tetto richieda una pericolosa arrampicata su una scala. In realtà la maggior parte dei controlli si può fare con i piedi ben piantati a terra. Mettiti a qualche metro di distanza dalla casa e gira lentamente intorno a tutto il perimetro del sottotetto. Concentrati sul lato esposto al sole, che tende a essere più caldo e quindi preferito dai calabroni.

Cerca una piccola sfera grigia con un’apertura rivolta verso il basso o di lato. Osserva se qualche insetto torna più volte nello stesso identico punto. Un altro segnale rivelatore è un ronzio monotono e continuo in un unico punto preciso sotto il tetto. A volte bastano pochi minuti di osservazione tranquilla per notare il caratteristico corridoio di volo: l’insetto appare da un lato, scompare nello stesso foro, dopo poco riesce e torna di nuovo.

Non serve la scala né guardare direttamente sotto il tetto. Una distanza di sicurezza di qualche metro e un po’ di pazienza bastano spesso per individuare il nido. Il controllo si completa in pochi minuti ed eviti il rischio di cadere dall’alto.

Rimessa e gazebo: dove il nido è quasi a portata di mano

Il secondo posto preferito per avviare una colonia è qualsiasi tipo di ripostiglio, dependance o gazebo da giardino. Il problema sta nel fatto che a marzo e aprile ci entriamo raramente. Immagina la scena: ad aprile apri per la prima volta in stagione la rimessa, afferri il manico della vanga appoggiata alla parete e proprio sopra pende una pallina grigia attorno alla quale si muove una femmina. Un gesto involontario e il calabrone si sente immediatamente minacciato.

Un’idea molto migliore è entrare un momento senza toccare nulla e fare una breve ispezione visiva. Una piccola torcia aiuta a scoprire ciò che si nasconde negli angoli bui o sotto uno scaffale. Il nido si trova spesso in questi punti specifici:

  • Negli angoli sotto il soffitto, dove la trave si unisce al tetto
  • Sul lato inferiore della copertura metallica o lignea del tetto
  • Vicino alla porta, ma leggermente sopra l’altezza degli occhi
  • Dietro assi accatastate o vecchi mobili
  • All’interno di una vecchia cassa o di un cartone
  • Sotto il bordo sporgente di uno scaffale o di una mensola

Quando entri nella rimessa o nel gazebo, prenditi un momento per fare una tranquilla ispezione prima di spostare qualsiasi oggetto. I movimenti nelle immediate vicinanze del nido vengono percepiti dalla femmina come un attacco.

Gli strumenti che rendono più sicura l’ispezione

Rimuovere il nido da soli è una pessima idea, ma individuarlo in autonomia ha perfettamente senso. Si può fare in modo semplice e senza rischi. Il binocolo è ideale per osservare il sottotetto dal giardino senza avvicinarsi all’edificio. La torcia è utile nei locali agricoli bui e sotto le tettoie.

Uno smartphone con un buon zoom permette di fotografare il nido da lontano, il che facilita in seguito l’identificazione e la comunicazione con gli esperti. Durante l’osservazione vale la pena notare se il movimento degli insetti è costante per più giorni di seguito. Quando le temperature esterne cambiano, l’attività può calare momentaneamente. L’assenza di voli durante un pomeriggio solo non significa automaticamente che il nido sia stato abbandonato.

Gli specialisti delle istituzioni entomologiche consigliano controlli regolari soprattutto nel periodo da marzo a giugno, quando le femmine fondano le colonie primarie. Se in questo periodo si individua un nido, l’intero problema si risolve molto più facilmente che in estate, quando nella colonia lavorano già diverse centinaia di operaie.

Hai trovato un nido? Le reazioni più rischiose da evitare

Gli errori più comuni dopo aver notato una piccola sfera sotto il tetto sono purtroppo molto simili tra loro: tentativi di farla cadere con un bastone, bagnarla con il tubo dell’acqua, spruzzarla con il primo spray trovato al supermercato. Da fuori sembra una soluzione rapida, in pratica spesso si conclude con un attacco degli insetti. Dopo aver individuato il nido, la cosa più importante è allontanarsi, mettere in sicurezza l’area e astenersi da qualsiasi iniziativa fai-da-te.

La sequenza sicura di azioni è questa: allontanati di qualche passo e calma i movimenti, non agitare le braccia, non scuotere rami né attrezzi vicino al nido. Non lasciare avvicinare bambini né animali domestici, chiudi la porta della rimessa o il cancelletto del giardino. Fotografa il nido a distanza usando lo zoom del telefono, senza usare il flash. Contatta il Comune e chiedi quali procedure sono in vigore sul territorio.

In molti comuni l’amministrazione collabora con ditte specializzate nella rimozione dei nidi. I funzionari possono chiedere una fotografia e una descrizione precisa della localizzazione: sottogronda sul lato del giardino, soffitto del ripostiglio vicino alla porta, trave del gazebo sul lato della strada. Più dettagli fornisci, più rapido sarà l’intervento.

Perché un piccolo nido in primavera ha un’importanza così grande

Nella fase iniziale nel nido c’è una sola femmina e una manciata di prime operaie. Una colonia così ha capacità difensive e di sviluppo molto limitate. Eliminare il nido in questa fase blocca davvero l’espansione dell’intero gruppo in quel luogo. Se il nido piccolo viene ignorato, in estate e in autunno nel suo raggio d’azione compaiono già molte più operaie.

Queste diventano più irritabili e qualsiasi tentativo di avvicinamento viene percepito come una minaccia. Il numero di potenziali punture aumenta, soprattutto per chi è allergico al veleno degli imenotteri. Vale anche la pena ricordare che il calabrone asiatico caccia principalmente altri insetti, comprese le api mellifere. Una forte presenza di questa specie può influenzare notevolmente gli alveari locali, poiché questi predatori si sono specializzati negli attacchi agli alveari. Una reazione tempestiva è importante non solo per la sicurezza delle persone, ma anche per gli apicoltori della zona.

Come integrare il controllo primaverile nella routine quotidiana della casa

La cosa più sensata è non fare dei calabroni l’argomento principale, ma inserire qualche semplice abitudine nella routine. Durante il primo taglio del prato della stagione, lancia uno sguardo da lontano al sottotetto. Prima di iniziare i lavori intensivi in giardino, dedica un minuto alla rimessa e al soffitto del gazebo. Nota se qualche insetto gira regolarmente nello stesso punto vicino a casa.

Questi controlli non richiedono molto tempo e riescono a intercettare il problema fin dall’inizio. In questo modo non ti ritroverai a chiederti a agosto da dove siano sbucati all’improvviso così tanti grandi ospiti ronzanti vicino alla terrazza. È anche utile insegnare ai bambini come appare un nido piccolo e cosa fare se lo avvistano: allontanarsi, non toccarlo, avvisare subito un adulto. La consapevolezza in famiglia funziona spesso molto meglio di qualsiasi repellente in spray.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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