Starfield abbatte il muro tra console e approda su PS5
Dopo oltre due anni di attesa, l’ambizioso GDR fantascientifico di Bethesda è finalmente sbarcato su PlayStation 5, scatenando un mix di entusiasmo e delusione. I dati di vendita rivelano un interesse concreto, ma tracciano anche una linea netta tra le aspettative e l’accoglienza reale del titolo.
Si tratta di una di quelle uscite di cui ha parlato tutto il settore videoludico: un’esclusiva Microsoft che approda sulla console Sony, cosa che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza pura. Gli analisti del settore hanno seguito l’evoluzione della situazione con grande attenzione, considerandola il primo vero banco di prova della strategia di Microsoft nell’aprire i propri titoli alle piattaforme concorrenti.
I numeri della prima settimana: visibili, ma non spettacolari
Il 7 aprile Starfield è apparso su PS5 dopo più di due anni di disponibilità esclusiva su Xbox e PC. Secondo i dati di Alinea Analytics, nel solo primo settimana sono state vendute circa 140.000 copie sulla console Sony, generando un fatturato di circa 7,7 milioni di dollari. Per un titolo che era considerato il fiore all’occhiello di Microsoft, si tratta di un risultato apprezzabile ma tutt’altro che straordinario.
Vale la pena ricordare il confronto con il periodo di punta: nel settembre 2023 Starfield aveva superato la soglia dei 15 milioni di giocatori, e solo su Steam aveva trovato circa 3,7 milioni di acquirenti prima dell’arrivo su PS5. Erano i giorni in cui la produzione di Bethesda dominava ogni conversazione, dai forum ai raduni tra amici.
Starfield rompe con clamore la barriera tra gli ecosistemi Xbox e PlayStation, ma sulla console Sony non replica la portata del boom iniziale. Gli analisti del settore sottolineano che questo risultato riflette un trend generale di calo dell’interesse verso il gioco.
L’entusiasmo si è spento: il gioco lotta per una seconda vita
È passato parecchio tempo dal lancio originale, e le statistiche lo rendono evidente. Nel marzo 2026 Starfield registrava su Steam appena 3.000-5.000 giocatori connessi contemporaneamente. Per un titolo con un budget così colossale e ambizioni così grandi, è un segnale chiaro che il fascino iniziale si è notevolmente affievolito.
Una parte della community contesta da tempo i limiti tecnici del gioco e l’eccessiva somiglianza con la formula già vista in Skyrim. In rete circola con insistenza l’opinione che si tratti semplicemente di «una versione spaziale del vecchio successo in nuova veste», un approccio che molti giocatori considerano troppo conservativo per gli standard attuali.
Gli esperti di game design evidenziano che proprio l’assenza di innovazioni significative potrebbe essere il fattore chiave del calo di interesse. Bethesda ha mantenuto le meccaniche consolidate dei titoli precedenti, il che garantisce una certa qualità, ma potrebbe non essere sufficiente per i giocatori più esigenti del 2026.
Gli specialisti di Digital Foundry hanno sottolineato nella loro analisi come il gioco offra uno spazio di esplorazione enorme, ma manchi di quella dinamicità e di quei colpi di scena capaci di tenere i giocatori incollati allo schermo per decine di ore.
L’aggiornamento Free Lanes e il nuovo DLC come esca per i giocatori
Il debutto su PS5 non è arrivato da solo. Bethesda ha rilasciato contemporaneamente il più grande aggiornamento fino ad oggi, denominato Free Lanes. Tra le novità più significative spicca la possibilità di viaggiare manualmente tra i pianeti, una funzione richiesta dalla community praticamente fin dal primo giorno di lancio.
Insieme all’aggiornamento è arrivato anche il nuovo DLC narrativo Terran Armada. Entrambi gli elementi hanno riacceso l’interesse anche su PC: secondo i dati disponibili, le vendite su Steam nel periodo corrispondente sono balzate di ulteriori 55.000 copie, portando circa 2,3 milioni di dollari di entrate aggiuntive. Il fatturato complessivo di Starfield sulla piattaforma Valve ha così superato i 200 milioni di dollari.
Le principali novità introdotte con l’aggiornamento e il DLC comprendono:
- Una nuova meccanica di volo tra i pianeti senza schermate di caricamento continue
- L’espansione narrativa con la campagna Terran Armada
- Un parziale risveglio della community su PC in concomitanza con l’uscita su PS5
- Promesse degli sviluppatori di supporto a lungo termine paragonabile a quello ricevuto da Skyrim
- Sistemi migliorati di crafting e personalizzazione delle astronavi
- Nuovi pianeti da esplorare con bioshere uniche
Per i giocatori su PlayStation 5 questo significa ricevere il gioco in una versione arricchita, non nella forma base del 2023. La domanda però rimane: questi contenuti aggiuntivi compensano i problemi tecnici del porting?
Il porting su PS5 è pieno di problemi tecnici
La situazione sulla console Sony è tutt’altro che rosea dal punto di vista della stabilità. I giocatori segnalano in massa errori di ogni tipo: crash frequenti al menu, schermate di caricamento bloccate, file di salvataggio corrotti. I problemi riguardano sia la PS5 standard che la variante più potente, la PS5 Pro.
Le valutazioni sul PlayStation Store rispecchiano fedelmente il malcontento. Circa il 16% delle recensioni si colloca tra una e due stelle, una percentuale che spicca in modo evidente per un brand di questa portata. Nei commenti si moltiplicano le descrizioni di situazioni in cui il gioco si chiude ogni pochi minuti, nonostante reinstallazioni o reset della console. Una parte degli utenti ha direttamente chiesto il rimborso.
Lo stato tecnico della versione PS5 viene definito da molti come inaccettabile. Gli analisti del settore avvertono che problemi tecnici così gravi rischiano di danneggiare la reputazione non solo di questo titolo, ma anche dei futuri progetti di Bethesda su PlayStation. Sony, in qualità di titolare della piattaforma, non ha ancora preso una posizione pubblica sulla questione.
La risposta di Bethesda e il parere degli esperti
Il team di Bethesda ha riconosciuto sulla piattaforma X di essere a conoscenza dei frequenti blocchi del gioco su PS5. Secondo gli sviluppatori, è già stato possibile restringere l’elenco delle cause più gravi, e nelle prossime ore dovrebbe uscire un hotfix per risolvere i bug più fastidiosi. Gli sviluppatori, tuttavia, non hanno fornito dettagli precisi su cosa riguarderanno le correzioni.
Anche gli specialisti di Digital Foundry si sono espressi sull’argomento, analizzando nel dettaglio gli aspetti tecnici del porting. Nel loro report hanno segnalato «decisamente troppi bug» e hanno chiarito senza mezzi termini che nella condizione attuale è difficile consigliare questa versione senza riserve. Un segnale importante per i giocatori più informati, che spesso basano le loro decisioni d’acquisto proprio su analisi di questo tipo.
Gli esperti di sviluppo videoludico sottolineano che i problemi di Starfield su PS5 rispecchiano una criticità più ampia del settore: la pressione per un’uscita rapida contro la necessità di test approfonditi. Bethesda aveva avuto due anni in più per lavorare al porting, un tempo che in teoria avrebbe dovuto bastare per eliminare la maggior parte dei difetti.
Gli specialisti di qualità del software notano che il Creation Engine 2, il motore grafico utilizzato in Starfield, ha una lunga storia di difficoltà tecniche su piattaforme diverse.
La tradizione difficile di Bethesda: mondi enormi, lunghe liste di bug
Per i fan dello studio, tutta questa situazione suona familiare. Le produzioni di Bethesda associano da anni mondi aperti e grandiosi a una buona dose di problemi tecnici. Così è stato al lancio di Skyrim, così è stato con Fallout 76, così è stato anche alla prima uscita di Starfield su Xbox e PC.
Il porting su PS5, su cui si è lavorato per circa altri due anni, avrebbe dovuto mostrare una versione rifinita e migliorata. In pratica, molti dei vecchi problemi sono tornati in forma nuova. In community circola la battuta che «i bug nei giochi di Bethesda non cambiano, si trasferiscono semplicemente ai titoli successivi» — e guardando la situazione attuale, è difficile sorprendersi di questi commenti.
La storia dello studio mostra un pattern interessante: ogni grande gioco arriva con grandi ambizioni e grandi problemi. Skyrim uscì nel 2011 con bug notori che la community continuò a correggere tramite mod per anni. Fallout 76 aveva al lancio, nel 2018, difficoltà così serie da spingere lo studio a scusarsi pubblicamente.
Gli esperti di giornalismo videoludico evidenziano che Bethesda ha costruito un rapporto particolare con i suoi giocatori: questi si aspettano problemi tecnici, ma al tempo stesso confidano in un miglioramento progressivo attraverso aggiornamenti e il supporto della community di modding. Su PlayStation, però, il modding non è sviluppato come su PC.
Perché Microsoft cede un suo grande titolo alla concorrenza
L’arrivo di Starfield su PS5 si inserisce in una mossa più ampia di Microsoft, che con crescente disponibilità porta i propri titoli su altre piattaforme. Non si tratta più solo di immagine, ma soprattutto di denaro: i costi di produzione di giochi così grandi sono enormi, e limitarsi a una sola console riduce sensibilmente il potenziale di ritorno sull’investimento.
Per Microsoft, vendere su PlayStation significa entrate aggiuntive senza dover creare una produzione completamente nuova. Anche se i risultati iniziali non raggiungono i record del 2023, le centinaia di migliaia di copie supplementari possono fare la differenza, soprattutto nei piani di supporto a lungo termine tramite DLC e aggiornamenti.
Gli analisti di Wedbush Securities sottolineano che la strategia di Microsoft riflette un cambiamento di mentalità nel settore: invece di combattere per le esclusive, le aziende puntano a massimizzare il ritorno su ogni investimento. Phil Spencer, responsabile di Xbox Game Studios, ha lasciato intendere in una recente intervista che i confini tra piattaforme continueranno ad assottigliarsi.
Gli economisti del mercato videoludico stimano che Microsoft possa ricavare dalla vendita di Starfield su PlayStation decine di milioni di dollari, risorse che contribuirebbero a finanziare lo sviluppo dei prossimi titoli. Questo calcolo ha senso soprattutto considerando che la console Xbox è in ritardo nelle vendite rispetto a PlayStation.
Cosa significa tutto questo per i giocatori su PlayStation
Per i proprietari di PS5, l’arrivo di Starfield rappresenta un momento raro: un grande titolo strettamente associato a Xbox entra nella libreria della console rivale. Se Microsoft manterrà questa rotta, altri giocatori potranno aspettarsi più lanci simili in futuro, anche se con un certo ritardo rispetto a Xbox e PC.
Chi sta valutando l’acquisto su PS5 dovrebbe tenere conto di due aspetti. Da un lato, si accede a una versione arricchita con un grande aggiornamento e un DLC fresco. Dall’altro, lo stato tecnico attuale del porting è decisamente al di sotto degli standard attesi da un titolo AAA nel 2026. Alcuni utenti potrebbero quindi preferire attendere il rilascio di una patch più sostanziale prima di procedere all’acquisto.
Gli esperti di giornalismo videoludico consigliano ai giocatori su PlayStation di monitorare i prossimi aggiornamenti. Bethesda ha la storia di migliorare i propri giochi nel tempo, ma anche la storia di un processo che richiede mesi. Se possiedi una PS5 e Starfield ti incuriosisce, potrebbe essere ragionevole attendere l’estate 2026, quando la maggior parte dei bug critici dovrebbe essere stata corretta.
Per gli appassionati di GDR fantascientifici, tuttavia, il richiamo rimane forte: Starfield offre centinaia di pianeti, ampie opzioni di personalizzazione dell’astronave e un sistema di crafting elaborato. La domanda è se i problemi tecnici ti scoraggeranno prima di raggiungere il meglio che il gioco ha da offrire.












