Torta soffice al matcha direttamente dal Giappone. Un dessert leggero in 50 minuti

Cos’è davvero la torta giapponese al matcha

Cresce in altezza, profuma di tè verde e si abbina meravigliosamente a un caffè o a una tazza di tè nel pomeriggio. Non richiede ingredienti complicati né competenze da pasticcere avanzato, eppure il risultato sembra uscito direttamente da un elegante café di Tokyo.

Questo dolce da forno è una chiffon cake arricchita con matcha, ovvero tè verde finemente macinato. Si tratta di una torta dalla struttura straordinariamente morbida ed elastica, in cui il profumato polvere di tè è assoluto protagonista. Gli albumi montati le regalano volume e leggerezza, mentre l’olio al posto del burro la mantiene soffice e umida anche il giorno seguente.

La torta viene cotta in uno stampo caratteristico con ciminiera centrale. Una volta sfornata, la teglia si capovolge. Non è uno scherzo: questo raffreddamento impedisce all’impasto di collassare e fissa quella struttura spugnosa e incredibilmente leggera che rende questo dolce unico.

In questa ricetta il matcha non è semplicemente un aroma. È l’ingrediente che definisce il colore, il profumo e il carattere dell’intera torta. La dose è pensata per uno stampo con ciminiera di circa 18-20 centimetri di diametro, la dimensione ideale per un pomeriggio in famiglia.

Quale stampo scegliere e perché non ungere le pareti

Nella versione originale si utilizza uno stampo in alluminio tipo chiffon con tubo centrale. Questo tipo di teglia ha pareti sottili, conduce bene il calore e presenta un bordo alto che permette alla torta di crescere in modo uniforme. La cosa fondamentale è che lo stampo non va rivestito con carta forno né unto con burro o olio.

La superficie liscia e asciutta consente all’impasto di arrampicarsi lungo le pareti e mantenere quell’altezza scenografica per cui la chiffon cake è famosa. Se non possiedi uno stampo specifico, puoi usare una teglia con tubo centrale, preferibilmente metallica. Ricorda la regola d’oro: niente grassi sulle pareti. È una pratica insolita rispetto alle abitudini italiane, ma per questo tipo di dolce fa davvero la differenza.

Il matcha alla base di questa ricetta è ricco di polifenoli tra cui l’EGCG, oltre ad alcune vitamine del gruppo B e minerali. Funziona come un tè verde intensissimo in forma concentrata. Gli vengono attribuite proprietà antiossidanti che possono supportare la protezione cellulare dallo stress ossidativo.

Gli esperti sottolineano però che, sebbene gli antiossidanti del tè possano favorire il sistema circolatorio, non esistono prove definitive che il matcha da solo prevenga malattie specifiche o acceleri la perdita di peso. Vale la pena ricordare che stiamo parlando pur sempre di una torta, quindi di una combinazione di zucchero, farina e grassi. Il matcha le conferisce un profilo più interessante, ma non trasforma una porzione di dessert in un alimento dietetico.

Passo dopo passo verso la chiffon cake giapponese perfetta

Pesa tutti gli ingredienti e disponili sul piano di lavoro per non dimenticare nulla. Preriscalda il forno a 170 gradi Celsius con calore sopra e sotto. Separa i tuorli dagli albumi. Metti gli albumi in frigorifero per qualche minuto: ben freddi si montano meglio.

In una ciotola con i tuorli aggiungi circa metà dello zucchero. Lavora tutto con una frusta finché il composto non diventa più chiaro e leggermente denso. Versa l’olio e l’acqua, mescolando fino a ottenere una consistenza omogenea. In una ciotola separata unisci farina, lievito in polvere e matcha. Setaccia il tutto attraverso un colino: eliminerai i grumi e incorporerai aria negli ingredienti secchi.

Aggiungi questo mix alla crema di tuorli in tre riprese, mescolando brevemente ogni volta con una spatola o una frusta. Dovrai ottenere un impasto verde liscio e privo di grumi. Tira fuori gli albumi dal frigorifero e inizia a montarli con le fruste elettriche a velocità media, finché non compaiono piccole bolle d’aria.

Aggiungi il resto dello zucchero e continua a montare. Aumenta la velocità e prosegui fino a ottenere una meringa lucida e soda, ma ancora elastica. La consistenza corretta non deve essere rigidissima: sollevando le fruste si forma un’onda che mantiene la forma qualche istante, poi ricade lentamente.

Incorpora un terzo della meringa nell’impasto di tuorli con movimenti delicati dal basso verso l’alto: serve ad alleggerire la base più densa. Poi aggiungi la meringa rimasta e mescola con estrema cura per non smontare l’aria. Versa il composto nello stampo asciutto con il tubo centrale.

Se noti bolle d’aria in superficie, puoi battere delicatamente lo stampo sul piano di lavoro oppure lasciarlo cadere da pochi centimetri su un canovaccio piegato. Questo uniforma la struttura. Inforna per circa 30 minuti. I tempi possono variare leggermente da forno a forno, quindi verso il 25° minuto è utile fare la prova con uno stecchino.

Lo stecchino deve uscire asciutto, senza tracce di impasto crudo. Questo è il momento cruciale nella preparazione di questo dessert. Appena sfornata, capovolgi subito la teglia calda e appoggiane il bordo su una bottiglia o un contenitore stabile. La torta deve restare sospesa in aria. Lasciala così per circa due ore, fino a completo raffreddamento.

Come servire la soffice torta al matcha

Solo allora stacca con delicatezza i bordi della torta dalla teglia con un coltello e sformala intera. La parte superiore, che durante il raffreddamento era rivolta verso il basso, diventerà ora la superficie scenografica del dolce. Il dolce in sé è leggero e non troppo dolce, quindi si presta benissimo a tante guarnizioni diverse.

In Giappone si abbina spesso alla pasta di fagioli rossi, dal gusto cremoso e delicato. In Italia generalmente si preferisce la classica combinazione con panna montata e frutta fresca. Per tagliare la torta è meglio usare un coltello affilato e sottile da pane o uno specifico per pan di spagna: in questo modo la struttura delicata non si schiaccia e le fette restano dritte, con le bollicine d’aria ben visibili.

  • con panna montata e lamponi o fragole
  • spolverato di zucchero a velo e scorza di limone grattugiata
  • nella versione dessert con una pallina di gelato alla vaniglia
  • in stile giapponese con pasta di fagioli rossi e sesamo
  • con miele e mirtilli freschi
  • con crema al mascarpone e pezzi di mango
  • con crema allo yogurt e pistacchi
  • con caramello e sale marino

Quale tipo di matcha scegliere per la cottura

Per cuocere non ha senso acquistare il matcha più pregiato, quello destinato alle cerimonie del tè. Funziona meglio la versione culinary grade, spesso descritta direttamente come matcha da cucina. Ha un colore e un sapore intensi, ed è anche più economica. Vale la pena prestare attenzione a due aspetti: colore e freschezza.

Una buona polvere è di un verde brillante, senza toni marroni. Una volta aperta la confezione, è preferibile conservarla in un contenitore ben chiuso, in un luogo fresco e buio. Diversamente il profumo si affievolisce rapidamente e il sapore diventa piatto e amaro.

Per chi è sensibile alla caffeina vale un’informazione in più: il matcha contiene una quantità piuttosto elevata di caffeina, anche se viene rilasciata più lentamente rispetto al caffè. Un pezzo di torta con una tazza di tè verde non sostituisce un espresso, ma la sera è meglio non esagerare con le porzioni. Ricercatori delle università di Tokyo e Kyoto studiano da anni gli effetti del matcha sull’organismo umano e confermano la presenza di catechine preziose.

Conservazione e durata della torta al matcha fatta in casa

La torta si conserva in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per circa due o tre giorni. Grazie all’utilizzo dell’olio al posto del burro rimane morbida anche il giorno successivo. Se vuoi conservarla più a lungo, si congela molto bene. Tagliala a fette, avvolgile nella pellicola alimentare e mettile nel congelatore.

Prima di consumarla basta lasciarla scongelare a temperatura ambiente oppure scaldarla brevemente nel microonde. La struttura si mantiene sorprendentemente intatta. Alcuni pasticceri consigliano di conservare la torta al matcha in frigorifero, soprattutto se è già farcita con panna montata o crema al mascarpone.

La conservazione a freddo può però influire leggermente sulla texture ariosa, quindi prima di servirla è consigliabile lasciarla temperare qualche minuto. Questo metodo di preparazione è in realtà un adattamento di una ricetta classica che in Giappone viene realizzata da decenni ed è amata in moltissime case di tutto il paese. Non si tratta di una moda passeggera, ma di una tecnica consolidata che vale davvero la pena provare anche nella tua cucina.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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