Un cambio di rotta inaspettato nel mondo della cosmetica
Per decenni, Nivea è stata praticamente sinonimo di cura della pelle in ogni casa. Eppure i dati più recenti sulla soddisfazione dei consumatori raccontano una storia molto diversa — e il protagonista del sorpasso è un marchio decisamente più economico.
La nuova ricerca YouGov BrandIndex ha consegnato un verdetto che in pochi si aspettavano. Nel segmento dei prodotti cosmetici, Nivea non guida più la classifica della soddisfazione degli utenti. Al primo posto si è insediata Balea, il marchio della drogheria dm, e questo dato racconta molto su come stia cambiando il mercato della bellezza.
Non si tratta di un caso isolato. Gli esperti di comportamento dei consumatori rilevano una tendenza analoga in tutto il comparto dei prodotti per la cura personale. Mentre i grandi marchi globali fanno leva sulla propria storia e riconoscibilità, i marchi privati delle catene di drogherie costruiscono fidelizzazione attraverso risultati concreti e un rapporto qualità-prezzo percepito come equo.
Balea supera Nivea nel punteggio di soddisfazione
Per lunghissimo tempo Nivea è stata la scelta quasi automatica nel reparto cura del corpo. Ora, però, secondo i dati citati dalla rivista specializzata absatzwirtschaft, la situazione si è ribaltata: nell’ultima edizione dello YouGov BrandIndex, Balea ha ottenuto 65,3 punti nella categoria soddisfazione dei clienti, mentre Nivea si è fermata a 61,8 punti.
Non si parla di uno scarto minimo. È un’inversione di tendenza significativa. Solo nel 2021, Nivea era ancora avanti, superando Balea di 1,6 punti. Questo cambio di direzione dimostra che i consumatori si rivolgono con sempre maggiore convinzione ai marchi propri delle drogherie, non più come a una soluzione di ripiego, ma come a una vera alternativa di valore.
I ricercatori di YouGov sottolineano che questo tipo di misurazione riflette le esperienze reali delle persone con i prodotti. Balea ottiene un livello di soddisfazione più alto di Nivea pur restando un marchio con una notorietà decisamente inferiore. Questo indica un legame emotivo molto forte tra chi utilizza regolarmente il brand e i prodotti stessi.
Perché perdere il primo posto colpisce così duramente Nivea
Nivea rimane uno dei marchi più solidi nella cosmetica per la cura della persona e conserva un elevato livello di fiducia. Il sorpasso, però, riguarda un’area particolarmente sensibile: la soddisfazione degli utenti, strettamente collegata alla fedeltà al marchio e alla frequenza degli acquisti ripetuti.
Nel giudizio sulla qualità percepita, Nivea è ancora davanti a Balea. Nel 2025 ha totalizzato 55,0 punti nel BrandIndex, contro i 42,5 punti di Balea. Eppure questa superiorità qualitativa non è bastata a mantenere il primato nella soddisfazione complessiva. Il dato si può leggere così: i consumatori ritengono i prodotti Nivea ottimi, ma sempre più spesso è Balea a regalare loro una sensazione di acquisto davvero soddisfacente.
Gli esperti del settore segnalano un paradosso interessante. Un marchio può godere di un’eccellente reputazione per la qualità, ma se i clienti non percepiscono un adeguato valore per i soldi spesi, la fedeltà a lungo termine si indebolisce progressivamente. Ed è esattamente questo fenomeno che sta emergendo intorno a Nivea.
Il successo di Balea non dipende solo dal prezzo basso, ma dalla percezione di un’offerta equa
Il rapporto tra prezzo e valore percepito è centrale in questa storia. Ed è proprio su questo fronte che Balea ha allargato ulteriormente il vantaggio. Nello YouGov BrandIndex, il marchio dm ha ottenuto 42,7 punti nella valutazione del rapporto qualità-prezzo, contro i soli 31,1 punti di Nivea.
Vale la pena chiarire: questo indice non misura semplicemente quanto un prodotto costi poco. Gli intervistati valutano se, a quel determinato prezzo, il marchio offra qualità, efficacia e un’impressione generale adeguata. In questo confronto, Balea emerge come un marchio percepito come onesto e trasparente, capace non solo di attrarre con il prezzo contenuto, ma anche di trasmettere la sensazione di soldi ben spesi.
I ricercatori che studiano i comportamenti d’acquisto osservano uno slittamento generazionale interessante. I consumatori tra i 25 e i 35 anni non esitano più a sperimentare con i marchi propri delle drogherie, spesso preferendoli apertamente ai nomi affermati. Prodotti come la crema all’acido ialuronico Balea o l’acqua micellare sono diventati per loro la prima scelta, non una soluzione di emergenza.
Confrontando i dati principali emerge un quadro preciso:
- Balea: punteggio elevato nel rapporto qualità-prezzo, notorietà più bassa, crescente gradimento degli utenti
- Nivea: qualità percepita superiore, minore percezione di convenienza, perdita del primo posto nella soddisfazione
- Il divario nella soddisfazione dei clienti è di 3,5 punti a favore di Balea
- Il divario nella valutazione del rapporto qualità-prezzo raggiunge 11,6 punti
- Entrambi i marchi sono presenti nelle stesse categorie di prodotto e sugli stessi scaffali
I marchi privati delle drogherie raggiungono lo status di brand preferito
Solo qualche anno fa, molte persone consideravano i marchi propri delle drogherie una soluzione rapida quando contava soprattutto il budget. I dati del BrandIndex suggeriscono che questa fase si stia concludendo. Balea smette di essere semplicemente una versione più economica di qualcosa di noto e diventa una scelta autonoma, spesso la numero uno nella routine quotidiana di bellezza.
Diversi fattori alimentano questo cambiamento: la crescente pressione economica sulle famiglie, l’alta inflazione degli ultimi anni e anche la comunicazione e il packaging sempre più curati dei marchi privati. I prodotti Balea hanno oggi un’estetica molto più moderna rispetto ai tipici prodotti anonimi di un decennio fa, e questo influenza fortemente la percezione delle generazioni più giovani.
Gli esperti di marketing citano esempi concreti di questa trasformazione. Il latte corpo Balea, grazie a un design più contemporaneo e a un’etichettatura degli ingredienti chiara, entra in bagno con la stessa frequenza della classica crema Nivea. Il gel doccia all’olio di argan o il siero al retinolo del marchio dm non sono più percepiti come alternative inferiori, ma come scelte equivalenti o addirittura preferibili.
I marchi privati hanno smesso di vergognarsi del prezzo più basso e hanno iniziato a costruire un legame emotivo con i consumatori, terreno che fino a poco tempo fa era esclusivo appannaggio dei grandi colossi del mercato. Questa tendenza è confermata anche dai ricercatori in Germania, dove la drogheria dm ha il suo quartier generale a Karlsruhe.
Nivea domina ancora nella notorietà del marchio
Nonostante la sconfitta nella soddisfazione dei clienti, Nivea può vantare una posizione di forza che molti concorrenti le invidiano: la brand awareness. Secondo i dati citati dalla rivista absatzwirtschaft, il marchio è riconosciuto dal 92,1% degli intervistati. Balea resta indietro con il 76,9%.
Si tratta di un vantaggio enorme. La celebre lattina blu o la grafica caratteristica dei balsami per il corpo sono presenti nelle case di più generazioni. Eppure, nonostante la minore notorietà, Balea ha ottenuto una maggiore propensione dichiarata all’acquisto tra chi conosce il marchio: il 23,3% contro il 21% di Nivea. Questo segnala che dove Balea è già arrivata, suscita reazioni molto positive e si converte in acquisti reali con maggiore frequenza.
Gli studiosi del comportamento dei consumatori spiegano questo fenomeno attraverso la cosiddetta esperienza positiva a sorpresa. Quando un cliente prova per la prima volta un prodotto economico e ne rimane piacevolmente sorpreso dalla qualità, si crea un legame emotivo più forte di quello che si sviluppa con un marchio considerato semplicemente la scelta standard. Questo effetto gioca chiaramente a favore di Balea.
Cosa significa questo cambiamento per il consumatore comune
Per chi fa la spesa ogni giorno, il segnale è inequivocabile: la distinzione netta tra grande marchio e sostituto economico non esiste più. Il marchio privato dm ha costruito un’offerta che gli utenti giudicano molto positivamente. In pratica, questo potrebbe spingere sempre più persone a testare i prodotti Balea invece di raggiungere automaticamente il logo conosciuto.
In un momento in cui i prezzi salgono, un simile slittamento non stupisce. Se una crema, un gel doccia o un balsamo da drogheria costa significativamente meno e gli utenti dichiarano alta soddisfazione e buona percezione del rapporto qualità-prezzo, la disponibilità a cambiare abitudini cresce. Per Nivea, è un chiaro segnale che la sola reputazione potrebbe non essere più sufficiente.
Gli esperti di dermatologia ricordano tuttavia che le classifiche di soddisfazione non sostituiscono le esigenze individuali della pelle. Quella che per alcuni è la crema ideale per ogni occasione, per altri può causare irritazioni. È buona abitudine leggere la lista degli ingredienti, testare i prodotti in formati più piccoli e osservare la reazione della propria pelle nel corso di alcune settimane. Prodotti come la crema al pantenolo o l’olio di mandorle agiscono in modo diverso da persona a persona.












