Resident Evil in ordine cronologico: giochi, film e anime prima di RE Requiem

Come mettere insieme il puzzle di Resident Evil

In oltre trent’anni, la serie di Capcom si è espansa fino a comprendere decine di giochi, film live-action, produzioni animate e manga. Chi prova a seguire la storia basandosi solo sui numeri stampati sulle copertine si ritrova inevitabilmente nel caos più totale.

Una guida cronologica permette di ricostruire l’intera mappa narrativa in modo coerente, rendendo comprensibile il percorso del virus, della corporazione Umbrella e dei protagonisti — dal primo incidente fino al prossimo RE Requiem. Senza questa chiave di lettura, anche i fan più appassionati rischiano di perdersi in decenni di narrazione distribuita tra generi e formati diversi.

L’ordine cronologico di Resident Evil non è una semplice lista numerata. È un tentativo di mostrare come virus, corporazioni e personaggi si influenzino a vicenda nel corso del tempo, costruendo un universo dove ogni incidente, ogni missione e ogni organizzazione si intrecciano in un’unica storia. Capcom ha confermato ufficialmente lo status canonico di alcuni progetti, mentre altri rimangono al di fuori della linea narrativa principale.

L’origine dell’epidemia: dagli esperimenti di Umbrella all’incubo di Raccoon City

All’inizio assoluto della linea temporale si trovano le vicende descritte nei materiali supplementari, nei manga e nei documenti rinvenuti direttamente nei giochi. È qui che vengono spiegate le prime ricerche sul cosiddetto virus Progenitor, che in seguito si trasformerà nel T-virus, simbolo dell’intera saga. Questi fili narrativi non sempre dispongono di un gioco dedicato, ma costituiscono le fondamenta di tutto ciò che viene dopo.

Subito dopo si collocano gli esperimenti condotti da Umbrella Corporation nei suoi laboratori segreti. Proprio quelle ricerche illegali danno vita ai mostri familiari ai fan: dai classici zombie alle creature mutanti strappate direttamente dagli incubi. Per molti giocatori, il primo vero contatto con questa storia avviene attraverso Resident Evil 0, dove si assiste all’escalation della situazione poco prima del famigerato incidente sui monti Arklay.

L’horror nella villa e la caduta di Raccoon City rappresentano il momento in cui le unità S.T.A.R.S. entrano per la prima volta in azione. I giochi che i fan conoscono semplicemente come il primo e il secondo capitolo fanno in realtà parte di un mosaico molto più grande. La storia nella villa Spencer svela la verità su Umbrella, mentre i protagonisti lottano per sopravvivere in un edificio pieno di trappole e creature mutate.

Successivamente, la scena si sposta direttamente a Raccoon City, dove il virus sfugge a ogni controllo e trasforma l’intera città in una zona di guerra. In questa fase della cronologia emergono Leon S. Kennedy, destinato a diventare un’icona della serie, e altri eroi che accompagneranno i capitoli successivi. La catastrofe di Raccoon City rappresenta il punto di svolta dell’intero universo: da quel momento in poi, nessuna organizzazione governativa né corporazione può fingere che il problema non esista.

  • Fase 1: ricerche segrete sul virus Progenitor e sul T-virus nei laboratori sotterranei
  • Fase 2: incidente sui monti Arklay e la villa Spencer
  • Fase 3: contaminazione totale e caduta di Raccoon City
  • Fase 4: primi tentativi di occultamento della verità da parte delle istituzioni governative
  • Fase 5: missioni di salvataggio ed evacuazione dei civili sopravvissuti
  • Fase 6: distruzione ufficiale della città mediante testata nucleare
  • Fase 7: prime indagini internazionali sulla corporazione Umbrella

L’era post-Umbrella: bioterrorismo senza confini

Dopo la distruzione di Raccoon City, la storia di Resident Evil non riesce più a stare dentro i confini di un solo paese. Virus e armi bioorganiche iniziano a comparire in tutto il mondo. Nascono agenzie create appositamente per combattere questo tipo di minacce, e gli ex membri delle S.T.A.R.S. cominciano a lavorare per governi o organizzazioni internazionali.

In questo periodo si svolgono diversi capitoli che mostrano conflitti locali, attentati e cospirazioni. I giochi spostano l’azione in villaggi europei, zone di conflitto africane, transatlantici e prigioni tagliate fuori dal resto della civiltà. Sulla linea temporale compaiono anche film animati che colmano i vuoti tra i vari titoli della serie principale.

Scienziati ed esperti di bioterrorismo appaiono spesso come portatori di informazioni cruciali. I ricercatori della BSAA (Bioterrorism Security Assessment Alliance) svolgono un ruolo centrale nella prevenzione di nuove epidemie, conferendo alla narrazione credibilità e profondità grazie alle loro competenze sulle mutazioni virali e le modalità di diffusione.

Film, animazioni e manga: cosa è davvero canonico

Non tutte le produzioni che portano il logo Resident Evil si collegano alla storia principale. I film live-action con Milla Jovovich costituiscono un’interpretazione autonoma dei temi noti dai giochi e non rientrano nella linea temporale ufficiale. Al contrario, i film animati — pubblicati principalmente per il mercato domestico — sono concepiti come espansioni narrative dei giochi stessi.

Come sequenza ufficiale degli eventi vengono considerati i giochi principali, alcuni spin-off selezionati e le animazioni che Capcom colloca esplicitamente tra capitoli specifici della serie. Manga e fumetti hanno uno status variabile: alcuni riassumono storie già note dai giochi, altri aggiungono nuovi episodi ambientati, ad esempio, subito dopo la caduta di Umbrella o prima di nuove epidemie.

Resident Evil: Degeneration, Resident Evil: Damnation e Resident Evil: Vendetta si collegano direttamente alle storie dei giochi, mostrando le vicende di Leon S. Kennedy, Claire Redfield e Chris Redfield nei periodi tra un capitolo e l’altro. Queste produzioni confermano che il bioterrorismo è diventato un problema globale che colpisce Europa, Asia e America.

L’era del nuovo horror: dai remake a RE Requiem

Negli ultimi anni Capcom ha intrapreso un’opera di rifacimento dei capitoli più antichi, modificando non solo la grafica ma anche il modo di raccontare la storia. Per chi segue la cronologia, si pone un dilemma interessante: in un dato punto della linea temporale, conviene giocare la versione originale o quella rimasterizzata? I remake offrono controlli più moderni, un’atmosfera migliorata e talvolta scene inedite assenti nell’edizione originale.

Parallelamente, la serie ha virato con decisione verso l’horror psicologico. I nuovi capitoli in prima persona puntano su ambientazioni isolate, scontri claustrofobici e una tensione costruita con ritmo più lento. Le loro vicende si collocano in un’epoca successiva agli episodi di bioterrorismo globale, quando l’umanità tenta di vivere normalmente nonostante esperimenti e mercato nero delle armi biologiche non siano affatto cessati.

  • Il remake di Resident Evil 2 offre una visione modernizzata della caduta di Raccoon City
  • Il remake di Resident Evil 3 espande la storia di Jill Valentine durante l’evacuazione
  • Resident Evil 7: Biohazard sposta l’azione nella rurale Louisiana
  • Resident Evil Village prosegue in prima persona tra i monti rumeni
  • Spin-off come Resident Evil Revelations colmano i vuoti tra i capitoli principali
  • Capcom ha confermato lo status canonico della maggior parte delle versioni remake

Dove si inserisce RE Requiem in tutto questo

Il prossimo RE Requiem si propone di unire le linee narrative di diversi protagonisti principali, con Leon S. Kennedy e Grace Ashcroft in prima linea. L’azione di questo capitolo sarà ambientata in una realtà ormai lontana dall’era di Umbrella, in cui i confini tra corporazioni, gruppi terroristici e strutture statali sono sempre più sfumati.

I creatori puntano a una storia che risuonerà con particolare forza in chi conosce l’intera linea temporale: dagli esperimenti con il primo virus passando per Raccoon City fino ai numerosi attentati e alle epidemie locali. Per un giocatore del genere, ogni dialogo e ogni nome di progetto di ricerca assume un significato completamente diverso. I personaggi che hanno sopravvissuto a decine di crisi portano cicatrici fisiche e psicologiche che conferiscono autenticità alla narrazione.

Gli esperti del settore videoludico ritengono che RE Requiem tragga vantaggio dalla conoscenza dettagliata degli eventi passati più di qualsiasi altro capitolo precedente. Capcom nei teaser ha lasciato intendere il ritorno di alcuni personaggi secondari le cui motivazioni derivano direttamente da incidenti descritti nei giochi e nelle animazioni precedenti. Con questo approccio, la serie torna alle radici di una narrativa interconnessa che aveva caratterizzato il suo primo decennio di sviluppo.

Perché conoscere l’ordine cronologico prima di giocare a RE Requiem

Per molti, Resident Evil è semplicemente una questione di zombie e spaventi. L’approccio cronologico rivela qualcosa di ben diverso: una storia rigorosa sull’avidità delle corporazioni, la corsa agli armamenti biologici e gli eroi che pagano un prezzo altissimo per ogni missione portata a termine con successo. Quando conosci gli eventi precedenti, anche i dettagli apparentemente trascurabili acquisiscono improvvisamente un peso sorprendente.

Un documento trovato in un gioco ambientato a metà della linea temporale può fare riferimento a incidenti che hai vissuto in prima persona diversi titoli prima. Un film animato può mostrare le conseguenze politiche di un’infezione che conosci da un gioco di anni fa. Senza ordine cronologico è solo uno sfondo. Con quell’ordine, diventa una narrazione coerente e pluridecennale.

Analisti e studiosi del game design sottolineano che Resident Evil è una delle poche serie capaci di mantenere una narrazione coerente attraverso così tanti media. Capcom ha investito in sceneggiatori e consulenti incaricati di garantire che le singole storie non si sovrappongano né creino contraddizioni logiche. Per questo motivo le liste cronologiche funzionano davvero come strumenti pratici per comprendere l’intero universo.

Come affrontare una maratona di Resident Evil? Prima di RE Requiem, molti giocatori stanno pianificando le proprie sessioni intensive: alcuni vogliono percorrere solo i giochi principali, altri aggiungono animazioni e manga. La strategia più sensata è stabilire una priorità chiara: prima le produzioni fondamentali per la trama principale, poi i contenuti di approfondimento e i supplementi. In questo modo si assorbono le linee narrative più importanti senza perdersi nei racconti secondari e nelle espansioni.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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