Il gel a base di zucchero per la crescita dei capelli funziona nei topi come il minoxidil

Una scoperta inaspettata durante la ricerca sulla guarigione delle ferite

Un gruppo di ricercatori di un’università britannica stava testando un gel a base di deossiribosio per favorire la cicatrizzazione cutanea. Durante gli esperimenti, però, qualcosa di completamente imprevisto ha attirato la loro attenzione: il pelo dei topi da laboratorio ricresceva in modo notevolmente più rapido nelle zone trattate rispetto a quelle lasciate senza trattamento.

La deossiribosio è uno zucchero naturale che costituisce la struttura portante del DNA. Nei topi affetti da alopecia androgenetica, questo composto ha dimostrato di accelerare la ricrescita del pelo con la stessa efficacia del minoxidil, il principio attivo presente nei prodotti come il Rogaine. Una scoperta nata per caso, ma che ha immediatamente catturato l’interesse degli specialisti in tricologia.

Cos’è l’alopecia androgenetica e perché le terapie attuali non bastano

L’alopecia androgenetica, ovvero la perdita ereditaria dei capelli legata agli ormoni e alla predisposizione genetica, colpisce fino al 40% della popolazione mondiale. Negli uomini si manifesta con l’arretramento dell’attaccatura e le tipiche stempiature, mentre nelle donne si presenta più spesso come un diradamento diffuso sulla sommità del capo.

Le opzioni terapeutiche disponibili oggi — minoxidil, finasteride, trapianto di follicoli piliferi e trattamenti con plasma ricco di piastrine — non sono sempre accessibili, economiche o prive di effetti collaterali. Proprio per questo motivo, qualsiasi approccio potenzialmente più semplice e sicuro suscita immediatamente attenzione sia tra i medici che tra i pazienti.

I ricercatori dell’Università di Sheffield nel Regno Unito e della COMSATS University Islamabad in Pakistan stavano inizialmente indagando se la deossiribosio potesse migliorare la guarigione della pelle danneggiata. Applicando il gel su ferite cutanee dei topi, si sono accorti con sorpresa che il pelo nelle zone circostanti ricresceva molto più velocemente del normale. Questa osservazione inattesa li ha spinti a progettare esperimenti mirati specificamente sui follicoli piliferi.

Come è stato condotto il test del gel con deossiribosio sui topi

La fase successiva dello studio è stata pubblicata sulla rivista Frontiers in Pharmacology nel 2024. I ricercatori hanno utilizzato un modello standard di alopecia androgenetica: topi maschi nei quali la caduta del pelo era stata indotta tramite somministrazione di testosterone. Il pelo è stato rasato sul dorso degli animali e per 20 giorni sono stati applicati diversi tipi di gel.

Il primo gruppo riceveva solo il gel di base senza principio attivo, il secondo il gel con deossiribosio, il terzo il gel con minoxidil e il quarto una combinazione di entrambe le sostanze. Un gruppo di controllo non ha ricevuto alcun trattamento. Le fotografie che documentavano ciascun gruppo mostravano in modo inequivocabile la differenza tra gli animali trattati con i principi attivi e quelli che avevano ricevuto solo il veicolo neutro.

Già dopo 20 giorni, i topi trattati con il gel a base di deossiribosio presentavano un pelo fitto e lungo nelle aree precedentemente diradate. Il preparato a base di zucchero si è comportato almeno altrettanto bene del minoxidil. Sorprendentemente, la combinazione delle due sostanze non ha prodotto risultati significativamente superiori rispetto all’uso di ciascuna in modo separato.

L’analisi dei campioni cutanei prelevati dalle aree trattate ha rivelato cambiamenti rilevanti a livello cellulare. Nelle zone di applicazione del gel erano presenti più vasi sanguigni e più cellule cutanee, segnalando un miglioramento della vascolarizzazione dei follicoli piliferi e condizioni più favorevoli alla loro attività.

Quali cambiamenti specifici nella pelle provoca il preparato con deossiribosio

I ricercatori ammettono che il meccanismo d’azione preciso non è ancora del tutto chiarito. Tuttavia, l’esame microscopico dei campioni cutanei trattati con il gel ha messo in luce diverse modifiche strutturali significative.

Il team sottolinea che i follicoli piliferi sono estremamente sensibili all’apporto di sangue. Quanto migliore è la vascolarizzazione del bulbo, tanto maggiore è il suo diametro e tanto più alta la probabilità di produrre un capello più robusto e spesso. La deossiribosio probabilmente stimola i processi di riparazione e crescita nella pelle, accelerando indirettamente anche il ciclo di crescita del capello.

Nelle zone trattate si è registrato un aumento del numero di capillari e di cheratinociti, le cellule di base dell’epidermide. Questo cambiamento crea un ambiente più favorevole per l’attività metabolica del follicolo pilifero. I ricercatori dell’Università di Sheffield hanno rilevato anche una maggiore proliferazione cellulare nella papilla dermica, la struttura che regola direttamente la crescita del capello.

  • Rete vascolare più densa attorno ai follicoli piliferi
  • Numero aumentato di cheratinociti nell’epidermide
  • Maggiore diametro dei bulbi piliferi
  • Divisione cellulare più attiva nella papilla dermica
  • Prolungamento della fase anagen del ciclo di crescita
  • Migliorato apporto di ossigeno e nutrienti ai follicoli

Insieme, questi cambiamenti creano le condizioni per una crescita più rapida e robusta dei capelli. La deossiribosio, essendo una sostanza naturalmente presente nell’organismo umano, potrebbe presentare il vantaggio di una maggiore compatibilità con i tessuti e un rischio inferiore di reazioni allergiche rispetto alle molecole sintetiche.

Quali sono le attuali terapie per l’alopecia androgenetica e i loro limiti

Attualmente, i due farmaci più utilizzati nel trattamento dell’alopecia androgenetica sono il minoxidil e la finasteride. Il minoxidil si applica direttamente sul cuoio capelluto, mentre la finasteride si assume sotto forma di compresse. Entrambi presentano svantaggi non trascurabili.

Il minoxidil richiede un’applicazione regolare due volte al giorno, può causare irritazione del cuoio capelluto e i suoi effetti svaniscono non appena si interrompe il trattamento. La finasteride, in una parte degli uomini, provoca disfunzioni sessuali che in alcuni casi persistono anche dopo la sospensione. Nelle donne in età fertile è controindicata a causa del rischio di danni al feto.

A queste opzioni si aggiungono i costosi trapianti di follicoli piliferi, i trattamenti con plasma ricco di piastrine e la terapia laser. Il trapianto è un intervento invasivo con un lungo recupero e un costo nell’ordine di migliaia di euro. I trattamenti con plasma richiedono visite ripetute in clinica e non sono rimborsati dal servizio sanitario nazionale.

La terapia laser a bassa intensità mostra risultati variabili e non è nemmeno economica. Un numero crescente di pazienti cerca alternative più sicure, più comode da usare e finanziariamente accessibili rispetto alle procedure standard attualmente disponibili.

Cosa deve ancora accadere prima che il gel con deossiribosio arrivi in farmacia

I ricercatori ridimensionano chiaramente le aspettative. Nessuno degli esperimenti descritti ha coinvolto esseri umani — esclusivamente topi maschi con un modello di alopecia androgenetica indotta dal testosterone. Si tratta di uno strumento di ricerca classico, ma pur sempre animale.

Gli autori dello studio sottolineano con forza che si tratta ancora di una fase molto precoce della ricerca e dei primi segnali del potenziale della deossiribosio nel trattamento della caduta dei capelli. I passi successivi prevedono in primo luogo test su topi femmina, per verificare l’azione di questo zucchero in un profilo ormonale diverso.

Sono necessarie anche valutazioni di sicurezza a lungo termine in caso di applicazione cutanea ripetuta. Solo i test clinici pilota su persone affette da alopecia androgenetica, inizialmente su piccoli gruppi, diranno se l’effetto nell’uomo sarà paragonabile a quello osservato nei topi, oppure si limiterà a cambiamenti più sottili.

Occorre verificare che il gel non provochi allergie, irritazioni o effetti negativi su altri tipi di cellule cutanee. Le autorità regolatorie come l’Agenzia Europea per i Medicinali o la FDA americana richiedono una documentazione estensiva su efficacia e sicurezza prima di autorizzare l’immissione in commercio di un nuovo prodotto.

  • Test su topi femmina per la valutazione in un contesto ormonale differente
  • Studi di sicurezza a lungo termine con applicazione cutanea ripetuta
  • Studi clinici pilota di fase I su piccoli gruppi di volontari
  • Studi randomizzati di fase II e III con controllo placebo
  • Valutazione delle potenziali reazioni allergiche e dell’irritazione cutanea
  • Confronto dell’efficacia con il minoxidil in studi sull’uomo
  • Verifica del mantenimento dell’effetto a lungo termine dopo l’interruzione
  • Processo di approvazione da parte delle agenzie regolatorie in UE e USA

Il gel con deossiribosio potrebbe aiutare anche i pazienti dopo la chemioterapia

Il gruppo di ricerca suggerisce che, se i risultati verranno confermati negli studi clinici, l’utilizzo del gel potrebbe estendersi oltre la classica alopecia androgenetica. In teoria, potrebbe supportare la ricrescita dei capelli dopo la chemioterapia o nei pazienti affetti da alopecia areata, una condizione in cui il sistema immunitario attacca i follicoli piliferi.

Entrambe queste condizioni comportano un peso psicologico significativo. Per molti pazienti, la ricrescita dei capelli rappresenta un segnale visibile di ritorno alla salute e di ritrovato controllo sul proprio corpo. Un semplice preparato topico con un profilo di sicurezza favorevole potrebbe, se dovesse rispettare le aspettative, cambiare la vita quotidiana di centinaia di migliaia di persone.

Gli oncologi del Christie NHS Foundation Trust di Manchester seguono questa ricerca con grande interesse. La perdita dei capelli dovuta alla chemioterapia è tra gli effetti collaterali più frequentemente citati dai pazienti come influenti sulla qualità della vita. Un preparato in grado di stimolare la crescita senza interferire con il sistema ormonale potrebbe risultare adatto anche a pazienti per i quali l’uso della finasteride è problematico.

I dermatologi avvertono che nel caso dell’alopecia areata la situazione è più complessa, data la natura autoimmune della malattia. Tuttavia, il miglioramento della vascolarizzazione e dell’attività metabolica dei follicoli potrebbe rafforzarne la resistenza agli attacchi del sistema immunitario.

Cosa significa concretamente tutto questo per una persona comune oggi

Nella fase attuale, è del tutto sconsigliabile cercare di preparare miscele casalinghe a base di deossiribosio. Questa sostanza è sì presente nel DNA di ogni cellula del corpo, ma ciò non significa che qualsiasi forma e concentrazione sia sicura in un prodotto cosmetico applicato sulla pelle.

Per chi legge, sono oggi rilevanti soprattutto tre punti pratici. Primo: si tratta di un segnale che la scienza sta cercando soluzioni che vadano oltre la coppia nota minoxidil-finasteride. Secondo: l’effetto del gel miracoloso riguarda esclusivamente i topi e un breve periodo di osservazione. Terzo: qualsiasi nuova terapia per la caduta dei capelli deve superare anni di studi clinici prima di arrivare in farmacia.

Vale la pena seguire le future pubblicazioni di questo team, che sta sviluppando in modo sistematico una direzione precisa: migliorare la vascolarizzazione e la rigenerazione cutanea attraverso una sostanza naturalmente presente nell’organismo. Se questo approccio riuscirà a tradursi in un preparato concreto, potrebbe raggiungere non solo i dermatologi, ma anche gli oncologi e i medici di base.

Il tema della caduta dei capelli, spesso sottovalutato, torna continuamente nelle stanze dei medici. Per alcune persone è esclusivamente una questione estetica, per altre è profondamente legata all’autostima, alle preoccupazioni per l’invecchiamento e alle relazioni sociali. Anche un metodo non perfetto, capace di stimolare la crescita in modo delicato e senza effetti collaterali gravi, potrebbe avere un impatto ben maggiore di quanto il solo racconto di esperimenti sui topi possa suggerire. Sarà interessante vedere dove questa ricerca arriverà nei prossimi anni e se la deossiribosio entrerà davvero nella pratica clinica.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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