Il mercato delle schede grafiche affronta una nuova ondata di rincari
Il settore delle schede grafiche sta attraversando un’altra fase di aumenti significativi. I partner di NVIDIA hanno ricevuto una comunicazione ufficiale riguardo all’incremento dei prezzi delle memorie GDDR6 e GDDR7, e l’effetto si sta già riflettendo sui prezzi finali al dettaglio.
Chi stava pianificando l’acquisto di un nuovo PC si aspettava un periodo di relativa stabilità, ma i segnali provenienti dall’industria sono inequivocabili. L’aumento dei costi di produzione delle memorie per GPU obbliga a rivedere i listini, e i produttori di schede non hanno più margine per assorbire la differenza internamente. Gli esperti del settore avvertono che questa tendenza proseguirà almeno per i prossimi mesi.
Dopo un lungo periodo, i prezzi dei componenti per PC tornano a salire — lo vediamo già sui moduli RAM e sui notebook, che possono costare fino a un quinto in più rispetto a qualche tempo fa. Le schede grafiche erano rimaste a lungo fuori da questa spirale, dando l’impressione di essere un segmento stabile. Quell’illusione sta ora svanendo rapidamente.
I produttori di memorie stanno aumentando le tariffe, facendo lievitare i costi di realizzazione delle schede grafiche soprattutto a livello di VRAM. Di conseguenza, i partner di NVIDIA e AMD si trovano senza margine di manovra: devono aggiornare i listini oppure accettare che ogni unità venduta eroda ulteriormente i loro profitti. Gli analisti segnalano che l’intero comparto si sta preparando a una correzione generalizzata dei prezzi.
Una comunicazione interna NVIDIA ha rivelato il rincaro delle memorie
Le informazioni sui cambiamenti sono emerse dalla piattaforma specializzata Benchlife. Con la scadenza dei contratti di fornitura esistenti, NVIDIA avrebbe comunicato ai propri partner AIC — ovvero aziende come ASUS, MSI e Gigabyte — che le nuove forniture di GDDR6 e GDDR7 saranno prezzate a tariffe superiori rispetto al passato. Il dettaglio cruciale è che non si tratta del chip grafico in sé, bensì della memoria VRAM integrata nel progetto della scheda.
Formalmente, quindi, il prezzo consigliato al pubblico del chip GPU può restare invariato, anche se il costo complessivo della scheda cresce comunque, perché più costosi sono i chip di memoria saldati sul PCB. Questo modello sposta il rischio sui partner. NVIDIA, inoltre, si sta orientando sempre più verso la vendita di GPU “nude”, ovvero senza memoria, lasciando ai produttori finali la responsabilità di gestirla.
In questo modo, una parte consistente del rischio legato al prezzo della VRAM ricade sui partner, costringendoli a calcolare con maggiore cautela le future serie di prodotti. NVIDIA starebbe cercando di assorbire una parte del rincaro per mantenere la competitività rispetto ad AMD. Eppure, anche con questo ammortamento, i nuovi prezzi per i partner risultano sensibilmente più alti. I fornitori taiwanesi confermano che la pressione sui costi è senza precedenti.
MSI, ASUS e Gigabyte reagiscono con aumenti immediati
Secondo le segnalazioni provenienti dai mercati asiatici ed europei, i costi più elevati stanno già trasferendosi sui prezzi nei negozi. I dati indicano che l’intero segmento si sta preparando a una revisione dei listini e alcuni produttori l’hanno già attuata. In pratica, i rincari non riguardano solo le schede del team verde.
Entrambe le piattaforme principali — GeForce e Radeon — si trovano coinvolte nella stessa spirale di costi, poiché si basano sugli stessi tipi di memorie. I produttori di schede grafiche confermano che la situazione è complessa e che non si intravedono soluzioni rapide:
- MSI è stata la prima ad alzare i prezzi delle nuove schede della serie GeForce RTX 50 a dicembre
- Gigabyte ha in programma aggiornamenti dei propri listini
- ASUS si sta preparando a modifiche che coinvolgono sia le schede NVIDIA sia quelle AMD
- I partner europei segnalano aumenti sui modelli con 16 GB di VRAM
- I negozi stanno rapidamente esaurendo le scorte più vecchie acquistate con contratti di fornitura più economici
- Le nuove serie arrivano sugli scaffali già con un prezzo base più elevato
- La finestra per acquistare ai vecchi prezzi si sta chiudendo progressivamente
Gli analisti taiwanesi sottolineano che la pressione sui prezzi riguarda tutti i produttori indistintamente. Le aziende cercano di trovare un equilibrio tra competitività e redditività, ma lo spazio di manovra è ormai molto ridotto.
Il mercato europeo sente maggiormente i rincari sui modelli da 16 GB
Nei mercati europei gli aumenti non sono più soltanto teorici. A risentirne in modo particolarmente marcato sono le schede dotate di 16 GB di VRAM o più. È proprio in questo segmento che la memoria incide maggiormente sulla percentuale di costo dell’intera scheda. Gli esperti del settore retail confermano che i consumatori se ne accorgono immediatamente.
I rivenditori stanno rapidamente esaurendo le giacenze più vecchie, quelle acquistate con contratti di fornitura più vantaggiosi. Una volta svuotati i magazzini, sugli scaffali rimarranno esclusivamente le nuove serie con prezzi di partenza più alti. In pratica, l’opportunità di trovare offerte convenienti si sta riducendo sempre di più.
Grandi catene di distribuzione riferiscono già di aumenti su modelli specifici. La GeForce RTX 4070 Ti con 16 GB di GDDR6X, ad esempio, ha visto il proprio prezzo salire di cifre significative in diversi punti vendita. Una sorte simile è toccata alle schede Radeon RX 7800 XT, posizionate da AMD come modelli ad alte prestazioni con una buona dotazione di VRAM.
Il team verde punta a meno VRAM, il team rosso scommette sulle prestazioni
Di fronte all’impennata dei costi, i due grandi marchi GPU hanno intrapreso strade diverse. Secondo le fonti di settore, i partner NVIDIA si starebbero concentrando sempre più sui modelli da 8 GB, come la GeForce RTX 5060 o la RTX 5060 Ti nella versione 8 GB. Meno memoria rappresenta per loro il modo più semplice per mantenere il prodotto a un prezzo al dettaglio ragionevole.
AMD, al contrario, punta sulle varianti da 16 GB di VRAM, spesso denominate XT. Si tratta di una strategia orientata alle prestazioni elevate e a una maggiore longevità, ma che comporta costi molto più alti con le attuali tariffe dei moduli GDDR. Gli ingegneri AMD sostengono che i giochi moderni e le applicazioni di grafica professionale richiedono quantità di memoria sempre crescenti.
Per gli acquirenti questo si traduce in una scelta sempre più netta: o più memoria a prezzo maggiore, oppure costi inferiori con una dotazione di VRAM decisamente più contenuta per gli anni a venire. Gli esperti di hardware raccomandano di valutare attentamente l’utilizzo previsto della scheda. Per giocare in Full HD con dettagli elevati possono bastare 8 GB, ma per il 4K o per lavorare con texture ad alta risoluzione i 16 GB diventano quasi indispensabili.
Perché è proprio la memoria a far lievitare i costi
La VRAM occupa una quota sempre più rilevante nel budget di progettazione di una scheda grafica. Nelle architetture moderne, i moduli GDDR6 e GDDR7 operano a frequenze molto elevate e richiedono un design preciso del PCB e dell’alimentazione, venendo prodotti in linee di fabbricazione specializzate con capacità produttiva limitata.
Quando la domanda proveniente da data center, intelligenza artificiale e console aumenta mentre mancano capacità produttive libere, il costo unitario della memoria cresce più rapidamente di quello del processore grafico stesso. È esattamente ciò che stiamo osservando oggi. La produzione di memorie avanzate è tecnologicamente più complessa rispetto a cinque anni fa.
Produttori come Samsung, Micron e SK Hynix controllano la maggior parte della produzione globale di memorie GDDR. Quando queste aziende alzano i prezzi, i partner di NVIDIA e AMD non hanno alternative praticabili. I fornitori alternativi semplicemente non esistono oppure non raggiungono la qualità e le prestazioni richieste. Questo oligopolio eserciterà un’influenza duratura sui prezzi dell’elettronica di consumo.
Cosa dovrebbe fare chi sta assemblando un nuovo PC da gaming
La nuova situazione impone un approccio diverso nella pianificazione degli acquisti. Invece del classico “prendo la scheda più potente che posso permettermi”, occorre ragionare con maggiore attenzione sul rapporto tra prestazioni, quantità di VRAM e prezzo. Gli esperti di hardware consigliano di definire prima di tutto l’utilizzo concreto che si farà del computer.
Con un budget più limitato potrebbero presentarsi scenari in cui una scheda più economica da 8 GB risulta attraente per il prezzo contenuto, ma inizia a mostrare i propri limiti nei nuovi giochi con texture di alta qualità. In quel caso, la memoria di sistema, nettamente più lenta, compromette la fluidità dell’immagine. I test dimostrano che la differenza può arrivare fino al 30 percento nei frame minimi al secondo.
Una scheda più costosa da 16 GB gestisce questi scenari senza difficoltà, ma richiede un esborso iniziale significativamente maggiore. Per molte persone, una differenza di prezzo anche solo di qualche decina di punti percentuali rappresenta una vera barriera psicologica, per non parlare di quella economica. Se stai pianificando un PC da gaming per i prossimi anni, vale la pena chiedersi se conviene investire di più oggi in una maggiore quantità di memoria, oppure attendere e puntare su architetture più equilibrate nelle prossime generazioni di GPU.












