I guidatori spesso non ci pensano: questa abitudine quotidiana può costare una multa salata

Un gesto automatico che può svuotarti il portafoglio

Parcheggio davanti alla scuola, una corsa veloce al supermercato, qualche minuto in attesa di un passeggero — in questi momenti moltissimi guidatori lasciano il motore acceso al minimo senza immaginare le conseguenze. Eppure questa abitudine apparentemente innocua può colpire sia il portafoglio che la qualità dell’aria, soprattutto quando si avvicina una pattuglia.

Le normative di numerosi Paesi europei stanno diventando sempre più severe su questo punto, e i controlli si moltiplicano. Vale la pena capire cosa succede davvero quando l’auto è ferma ma il motore continua a girare.

La maggior parte dei guidatori dà per scontato che, se il veicolo è in sosta, non ci sia nulla di sbagliato. Invece in molti Stati il codice della strada è chiaro: quando il veicolo non è in movimento, il motore dovrebbe essere spento. La regola vale davanti a un negozio, sul ciglio della strada, sotto casa e durante le cosiddette soste brevi.

Quando tenere il motore acceso è consentito dalla legge

Le norme non chiedono l’impossibile. Esistono situazioni riconosciute in cui il motore può restare acceso mentre il veicolo è fermo: traffico congestionato o fortemente rallentato, necessità immediata di sbrinare i vetri in caso di pioggia o umidità elevata, operatività di veicoli speciali come camion della spazzatura o mezzi tecnici, oppure emergenze di sicurezza in cui l’auto deve alimentare apparecchiature essenziali.

Al contrario, aspettare un figlio davanti alla scuola, stare in un parcheggio con il riscaldamento o l’aria condizionata accesi, attendere il partner davanti a un centro commerciale — queste sono le situazioni classiche che in molti Paesi si concludono con una sanzione. Gli esperti di mobilità sottolineano che i guidatori tendono a sottovalutare l’impatto ambientale e sanitario di queste brevi soste.

  • Veicolo bloccato nel traffico o in una colonna fortemente rallentata
  • Necessità immediata di sbrinare i vetri in condizioni di pioggia o alta umidità
  • Operatività di mezzi speciali come camion della raccolta rifiuti o veicoli tecnici
  • Situazione di emergenza di sicurezza in cui l’auto deve alimentare dispositivi indispensabili
  • Condizioni di gelo estremo che richiedono l’avviamento del motore
  • Necessità tecnica per veicoli dotati di sistemi idraulici o pneumatici
  • Operazioni di carico o scarico di merci speciali
  • Condizioni di salute del conducente che richiedono termoregolazione immediata nell’abitacolo

Multe elevate per una sosta apparentemente innocua a motore acceso

In Europa le sanzioni per questa infrazione possono essere tutt’altro che simboliche. In Francia, ad esempio, la multa arriva a 135 euro — una cifra che per qualsiasi automobilista rappresenta un impatto reale sul budget mensile. Non si tratta di un semplice avvertimento, ma di una vera punizione per un’abitudine che un tempo passava inosservata.

In molti Paesi questa violazione viene trattata in modo analogo ad altre infrazioni legate alla tutela ambientale e alla riduzione dell’inquinamento acustico. Germania, Austria, Belgio e Svizzera dispongono di norme simili, con importi che vanno da qualche decina fino a centinaia di euro. Le forze dell’ordine di questi Paesi controllano attivamente il rispetto delle regole, specialmente nelle zone ad alta densità abitativa.

Un controllo può avvenire ovunque. Le autorità di polizia stradale verificano con particolare attenzione questi comportamenti in zone precise: nelle aree intorno a scuole e asili nido, nei quartieri residenziali densamente edificati, nei centri urbani soggetti a programmi anti-smog, nei parcheggi di centri commerciali e uffici pubblici. Non è necessaria un’altra infrazione. Basta che l’auto sia ferma, il motore acceso e il conducente non riesca a giustificare una reale necessità. La multa viene elevata sul posto, senza decurtazione di punti, ma con un messaggio inequivocabile sulla riduzione di emissioni e rumore.

Perché anche pochi minuti con il motore acceso fanno davvero la differenza

Molti guidatori minimizzano il problema dicendo che si tratta solo di due minuti. Il punto è la scala. Una singola auto genera una piccola nuvola di gas di scarico in cinque minuti. Centinaia di auto davanti alle scuole o agli uffici producono invece un inquinamento concreto e misurabile.

Si stima che cinque minuti di motore al minimo possano emettere una quantità di anidride carbonica paragonabile a quella prodotta percorrendo diversi chilometri in strada. La cosa più preoccupante è che i gas di scarico si concentrano a bassa quota — esattamente dove respirano bambini, pedoni e ciclisti. I motori diesel al minimo, in particolare, rilasciano una miscela di ossidi di azoto e particolato fine che penetra facilmente nell’organismo.

Ricercatori europei che studiano la qualità dell’aria documentano come l’effetto cumulativo dei veicoli fermi con il motore acceso negli agglomerati urbani contribuisca significativamente al superamento dei limiti di inquinamento. Le particelle PM2,5 e PM10, generate dalla combustione di diesel e benzina, sono responsabili di numerose patologie respiratorie. Studi condotti in Gran Bretagna e nei Paesi Bassi mostrano una correlazione diretta tra l’esposizione a questi agenti inquinanti e l’aumento dei casi di asma nei bambini.

L’esposizione prolungata all’aria inquinata si traduce in un rischio aumentato di asma infantile, malattie croniche delle vie respiratorie negli adulti, problemi cardiovascolari e un generale peggioramento della qualità della vita nelle aree interessate. Un’auto parcheggiata con il motore acceso sotto un condominio o davanti a una scuola contribuisce a ciascuno di questi problemi.

Il mito per cui spegnere spesso il motore danneggi la meccanica

Uno degli argomenti più diffusi contro lo spegnimento del motore è il timore di consumare il motorino di avviamento e la batteria. I guidatori ripetono storie che risalgono all’epoca dei carburatori, degli impianti elettrici fragili e degli avviamenti difficoltosi in inverno. Nei veicoli moderni, però, i progettisti hanno già previsto che il motore venga avviato molte volte al giorno, e i componenti sono stati dimensionati proprio per questo utilizzo.

I sistemi start-stop sono progettati per spegnere e riavviare il propulsore di continuo. Il motorino di avviamento, l’alternatore e soprattutto la batteria hanno una resistenza nettamente superiore rispetto ai veicoli di quindici o venti anni fa. Certo, nei veicoli molto vecchi o in caso di gelo estremo è giusto usare il buon senso, ma per la grande maggioranza delle auto moderne spegnere il motore durante una sosta breve è del tutto sicuro.

Ingegneri di gruppi come Volkswagen, BMW, Mercedes-Benz e Renault confermano che i sistemi di avviamento contemporanei sono progettati per decine di migliaia di cicli. Le batterie AGM o EFB montate sui veicoli dotati di start-stop hanno una capacità e una resistenza ai cicli di ricarica molto superiori. Per la maggior parte degli automobilisti, quindi, spegnere frequentemente il motore durante le soste non rappresenta alcun rischio tecnico.

Come usare la funzione start-stop in modo intelligente

Un folto gruppo di guidatori disattiva questo sistema non appena mette in moto l’auto, infastidito dalle piccole vibrazioni. Eppure, usato correttamente, il sistema aiuta a risparmiare carburante e a ridurre le emissioni. È utile consultare le raccomandazioni del costruttore nel manuale d’uso, verificare regolarmente lo stato della batteria — specialmente sui veicoli usati prevalentemente in città — e disattivare il sistema solo temporaneamente nei percorsi molto brevi e ripetuti, dove il motore non riesce a raggiungere la temperatura ottimale. Si tratta di trovare un equilibrio tra comfort, durata dei componenti e risparmio reale di carburante.

Gli esperti dei centri di assistenza auto consigliano di prestare attenzione ai segnali del computer di bordo. Se il sistema start-stop non si attiva da solo, potrebbe indicare una temperatura del motore ancora bassa, una carica insufficiente della batteria oppure la necessità di climatizzazione o riscaldamento dell’abitacolo. In questi casi l’elettronica gestisce tutto automaticamente e non è necessario intervenire.

Risparmio reale sul carburante nell’arco di un anno intero

Ogni minuto di motore al minimo è carburante bruciato inutilmente. A seconda della cilindrata e del tipo di propulsore, il consumo può andare da qualche centinaio di millilitri fino a un litro all’ora. Moltiplicate le brevi soste quotidiane per trecentosessantacinque giorni e otterrete cifre sorprendentemente significative.

Un guidatore che spegne sistematicamente il motore durante le soste può risparmiare ogni anno diversi litri di carburante — in alcuni casi anche più di dieci — esclusivamente eliminando il funzionamento al minimo. Agli attuali prezzi di benzina e gasolio questo si traduce in diverse centinaia di euro che rimangono in tasca, oltre a meno emissioni e un rischio di multa ridotto. Per le flotte aziendali, i corrieri o i tassisti, il risparmio complessivo è enormemente più alto.

I dati della ricerca sui trasporti indicano che un automobilista europeo medio trascorre circa dieci minuti al giorno con il motore acceso in sosta. Questo corrisponde a un consumo annuo di quindici-venti litri di carburante sprecati senza alcun motivo. Aziende come DHL e UPS hanno già avviato programmi di formazione per i propri autisti proprio per contenere questi sprechi.

Un motore che lavora meno si consuma più lentamente. L’albero motore in rotazione, le pompe, le cinghie — tutto è soggetto ad attrito durante il funzionamento. Anche quando l’auto è ferma, il contatore dell’usura meccanica continua ad avanzare. Ridurre il funzionamento in sosta significa un’usura più lenta dell’olio e degli elementi della distribuzione, un minore affaticamento del sistema di raffreddamento e meno situazioni in cui il motore si scalda stazionario sotto al cofano.

Come costruire l’abitudine virtuosa di spegnere il motore

Il modo più semplice è associare lo spegnimento del motore a situazioni specifiche. Non appena è chiaro che la sosta durerà più di qualche decina di secondi, vale la pena allungare la mano verso la chiave o il pulsante start-stop. Funziona bene anche una regola mentale: se ho tempo di prendere il telefono, rispondere a un messaggio o regolare il navigatore, ho anche il tempo di spegnere il motore.

Per i professionisti del volante — corrieri, tassisti, fattorini — conviene pianificare il percorso tenendo conto delle soste tecniche durante le quali il veicolo si ferma davvero a motore spento. Questo riduce la tentazione di spostarsi di qualche metro tenendo il motore sempre in moto. Cambiare una sola abitudine produce effetti multipli contemporaneamente: meno gas di scarico nell’aria, bollette del carburante più basse, rischio di sanzioni ridotto e una coscienza un po’ più tranquilla. Un motore silenzioso quando l’auto è ferma lavora esattamente quando deve — durante la guida, non mentre ronza inutilmente sotto al marciapiede.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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