Un investimento strategico per i territori difficili
L’Emilia-Romagna mette sul piatto quasi 50 milioni di euro destinati alle imprese agricole che lavorano nelle zone più complesse della regione. Parliamo di territori montani e aree caratterizzate da limitazioni naturali che rendono l’attività agricola decisamente più impegnativa rispetto alle pianure fertili.
La Regione ha appena lanciato due importanti opportunità di finanziamento, con scadenza fissata al 15 maggio 2026. Agrea si occuperà dell’intero processo di valutazione: dall’esame delle richieste alla determinazione degli importi spettanti, fino all’erogazione effettiva dei contributi compensativi.
Come sono distribuiti i fondi europei
Questi finanziamenti rappresentano le indennità compensative della Politica agricola comune per il periodo 2023-2027. L’iniziativa si articola su due interventi paralleli, ciascuno con una dotazione specifica e criteri mirati.
Il primo asse riguarda il sostegno alle zone montane, che può contare su circa 31,5 milioni di euro. Il secondo intervento copre i territori con svantaggi naturali rilevanti, disponendo di 17,5 milioni di euro. Entrambi gli strumenti nascono per bilanciare i costi aggiuntivi e i ricavi inferiori che caratterizzano inevitabilmente queste aree produttive.
Perché questi aiuti sono fondamentali
L’obiettivo principale è compensare il divario di redditività tra le aree vincolate e quelle prive di limitazioni. Senza un adeguato supporto economico, molte aziende sarebbero costrette ad abbandonare territori già fragili, con conseguenze devastanti per l’intero ecosistema montano e collinare.
Mantenere attive le attività agricole e zootecniche in questi contesti significa presidiare il territorio, prevenire il degrado ambientale e conservare le comunità rurali. La continuità degli interventi garantisce alle imprese quella stabilità necessaria per programmare investimenti a lungo termine, anche dove le condizioni operative sono notevolmente più difficili.
Quanto valgono concretamente i contributi
Le indennità vengono erogate come pagamento annuale per ettaro di superficie agricola utilizzata. Le aziende zootecniche possono ricevere fino a 300 euro per ettaro, mentre le altre tipologie di imprese agricole arrivano a un massimo di 250 euro per ettaro.
Esiste una soglia minima di accesso: servono almeno 2 ettari di superficie per presentare domanda. Se un’azienda richiede il sostegno per entrambe le categorie di area (montana e con vincoli naturali), la superficie minima complessiva sale a 3 ettari.
I requisiti per accedere ai finanziamenti
Possono candidarsi gli agricoltori riconosciuti come “in attività”, che gestiscono direttamente i terreni indicati nella domanda. È indispensabile essere registrati all’Anagrafe delle aziende agricole con un fascicolo aziendale completo, aggiornato e validato.
I terreni devono rimanere in condizioni adeguate per la coltivazione o il pascolo durante tutto l’anno di riferimento. Per le aziende zootecniche che puntano al contributo massimo, esiste un vincolo aggiuntivo: occorre rispettare un carico minimo di bestiame, calcolato in Unità di bestiame adulto rispetto alla superficie complessiva dell’azienda, secondo i parametri stabiliti dalle normative nazionale ed europea.
Il sistema di modulazione degli aiuti
Il contributo non è fisso per tutte le dimensioni aziendali. È stato predisposto un meccanismo di degressività che favorisce le piccole e medie imprese. Fino a 20 ettari, l’indennità viene riconosciuta per intero.
Oltre questa soglia, il sostegno diminuisce gradualmente. Superati i 60 ettari, il contributo non viene più erogato. Questa riduzione progressiva considera la somma totale delle superfici aziendali situate sia nelle aree montane che in quelle con altri vincoli naturali, assicurando che le risorse vadano prioritariamente a chi ne ha maggiormente bisogno.
Compatibilità con altri strumenti della Pac
Un aspetto particolarmente vantaggioso riguarda la cumulabilità di queste indennità. Gli agricoltori possono sommare questi contributi ad altri sostegni previsti dalla Politica agricola comune, compresi i pagamenti diretti e gli interventi dedicati all’ambiente e al clima.
Questa possibilità di combinare diverse forme di aiuto rafforza significativamente la sostenibilità economica delle aziende che operano in territori con esigenze specifiche, permettendo loro di affrontare con maggiore sicurezza le sfide quotidiane imposte da condizioni naturali avverse.












