Nadýchaný matcha koláč přímo z Japonska. Lehký dezert za 50 minut

Che cos’è davvero la torta giapponese al matcha?

Si alza maestosamente, profuma di tè verde e si accompagna perfettamente al caffè o al tè del pomeriggio. Non richiede ingredienti esotici né competenze avanzate in pasticceria – eppure il risultato finale sembra uscito da una raffinata caffetteria di Tokyo.

Questo dolce è un cosiddetto chiffon cake arricchito con matcha, il tè verde finemente macinato. Si tratta di una torta dalla struttura incredibilmente delicata ed elastica, in cui la polvere di tè aromatico gioca il ruolo principale. La neve montata degli albumi le dona altezza e sofficità, mentre l’olio al posto del burro garantisce che rimanga morbida e leggera anche il giorno successivo.

Il matcha in questa ricetta non è solo un aromatizzante. È l’ingrediente che definisce il colore, il profumo e il carattere dell’intera torta.

Ingredienti per la torta matcha soffice da forno

Le quantità sono sufficienti per uno stampo classico con ciambella del diametro di circa 18-20 cm. È la dimensione ideale per un incontro familiare pomeridiano.

Quale stampo scegliere e perché non ungerlo

Nella versione originale si utilizza uno stampo in alluminio per chiffon cake con il foro centrale. Questo tipo di teglia ha pareti sottili, conduce bene il calore e presenta un bordo alto, grazie al quale la torta cresce uniformemente verso l’alto. Aspetto fondamentale: non rivestite lo stampo con carta e non spennellatelo con burro o olio.

Una superficie liscia e asciutta dello stampo permette all’impasto di “arrampicarsi” lungo le pareti e mantenere l’altezza impressionante per cui il chiffon cake è famoso.

Se non disponete di uno stampo del genere, andrà bene anche una normale forma metallica con foro. La regola di non usare grassi sulle pareti può sembrare insolita, ma per questo tipo di preparazione porta a risultati decisamente migliori.

Procedimento passo dopo passo: ricetta della torta matcha giapponese

Preparazione degli ingredienti

  • Misurate tutti gli ingredienti e disponeteli sul piano di lavoro, così non dimenticherete nulla.
  • Preriscaldate il forno a 170°C (cottura statica).
  • Separate i tuorli dagli albumi. Mettete gli albumi in frigorifero per qualche minuto – freddi si montano meglio.

Composto di tuorli e ingredienti secchi

Nella ciotola con i tuorli aggiungete circa metà dello zucchero. Sbattete con una frusta finché il composto non si schiarisce e si addensa leggermente. Versate l’olio e l’acqua e mescolate fino a ottenere una consistenza liscia.

In una ciotola separata unite farina, lievito in polvere e matcha. L’ideale è setacciare il composto attraverso un colino – eliminerete i grumi e al tempo stesso arieggerete gli ingredienti secchi. Aggiungete questa miscela al composto di tuorli in tre volte e mescolate brevemente con una spatola o una frusta ogni volta. Il risultato dovrebbe essere un impasto verde e liscio senza grumi.

Montare perfettamente gli albumi a neve

Togliete gli albumi dal frigorifero. Iniziate a montarli con una planetaria o manualmente a velocità media, finché non si formano bollicine d’aria delicate. Aggiungete lo zucchero rimanente e continuate a montare. Aumentate la velocità e proseguite finché la neve non diventa densa e lucida, ma ancora elastica.

La neve corretta non deve essere rigidissima. Sollevando la frusta si formerà un “picco” che mantiene la forma per un po’ e poi si piega lentamente.

Unione dei composti e cottura

Nella ciotola con il composto di tuorli aggiungete un terzo della neve montata e incorporate delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto. L’obiettivo è ammorbidire l’impasto più denso. Poi aggiungete la neve rimanente e mescolate nuovamente con grande delicatezza, per non far uscire l’aria.

Versate l’impasto finito nello stampo asciutto con foro centrale. Se notate bolle d’aria più grandi sulla superficie, battete delicatamente lo stampo sul piano di lavoro o fatelo cadere da poca altezza su un canovaccio piegato. Questo livellerà la struttura.

Mettete lo stampo in forno per circa 30 minuti. Il tempo può variare leggermente a seconda dell’apparecchio, quindi intorno al 25° minuto fate la prova stecchino. Quando lo estraete deve essere asciutto, senza tracce di impasto crudo.

Raffreddamento capovolto ed estrazione dallo stampo

Questo è il momento più caratteristico nella preparazione di questo dessert. Subito dopo aver tolto lo stampo caldo dal forno, capovolgetelo e appoggiatelo sul collo di una bottiglia o su un contenitore stabile. La torta deve restare sospesa nell’aria. Lasciatela così per circa due ore, fino a quando non si sarà completamente raffreddata.

Solo allora staccate delicatamente i bordi della torta dallo stampo con un coltello ed estraetela intera. La parte superiore, che durante il raffreddamento si trovava in basso, diventerà la sommità scenografica.

Come servire la torta matcha giapponese

La torta in sé è leggera e non troppo dolce, quindi si abbina perfettamente a diversi complementi. In Giappone viene spesso combinata con la pasta di fagioli rossi, che ha un sapore delicato e cremoso. Nelle case fuori dal Giappone solitamente conquista di più la versione classica – panna montata e frutta fresca.

  • con panna montata e lamponi o fragole
  • spolverata con zucchero a velo e scorza di limone grattugiata
  • in versione dessert – con una pallina di gelato alla vaniglia
  • in stile giapponese – con pasta di fagioli e sesamo

La torta si taglia meglio con un coltello affilato e sottile per dolci o con uno speciale coltello per pan di spagna. In questo modo la struttura delicata si schiaccia meno e le fette restano dritte con le bollicine d’aria chiaramente visibili.

La torta matcha è un dessert “salutare”?

Il matcha utilizzato in questa ricetta è ricco di polifenoli, incluso l’EGCG, e anche di alcune vitamine del gruppo B e minerali. Funziona come un classico tè verde forte in forma concentrata. Gli si attribuisce un’azione di contrasto ai radicali liberi, che può favorire la protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Gli scienziati sottolineano che anche se gli antiossidanti del tè possono sostenere il sistema circolatorio, non esistono prove definitive che il matcha da solo prevenga malattie specifiche o acceleri il dimagrimento.

Non dimentichiamo però che stiamo parlando di una torta – quindi di una combinazione di zucchero, farina e grassi. Il matcha le conferisce un profilo più interessante, ma non trasforma una porzione di dessert in un pasto dietetico. Rimane comunque un piacere dolce, solo con una composizione leggermente diversa rispetto a una tipica torta pesante con crema.

Quale tipo di matcha scegliere per la cottura?

Per cuocere non ha senso optare per il matcha più costoso destinato alla cerimonia del tè. Funziona meglio la versione etichettata come culinary grade, cioè matcha appositamente destinata alla cucina. Ha un colore e un sapore intensi pur essendo più accessibile come prezzo.

Vale la pena prestare attenzione a due aspetti: colore e freschezza. L’ideale è che la polvere sia di un verde marcato, senza tonalità marroni. Dopo l’apertura conservatela preferibilmente in un contenitore ermeticamente chiuso in un luogo fresco e buio. Altrimenti l’aroma si affievolisce rapidamente e il sapore diventa piatto e amaro.

Per le persone sensibili alla caffeina c’è un’ulteriore informazione utile: il matcha ne contiene parecchia, anche se si rilascia più lentamente rispetto al caffè. Un pezzo di torta con una tazza di tè verde non sostituirà un espresso, ma la sera è meglio non esagerare con le porzioni.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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