Mosca punta sull’indipendenza nelle telecomunicazioni spaziali
La Russia non ha più alcuna intenzione di affidarsi a sistemi di telecomunicazione stranieri. La prima tranche di una nuova costellazione satellitare ha appena raggiunto l’orbita terrestre, segnando un momento storico per il settore spaziale russo.
Bureau 1440, un’azienda poco nota al grande pubblico ma con solidi legami con lo Stato russo, ha recentemente immesso in orbita bassa sedici satelliti per le comunicazioni. Si tratta del primo passo concreto del progetto Rasswiet, che punta a portare in orbita oltre novecento satelliti entro il 2035, costruendo così un’alternativa russa al sistema americano Starlink.
Per il Cremlino si tratta di un investimento strategico a tutto tondo. Dopo aver sperimentato sulla propria pelle le conseguenze delle sanzioni e dei blocchi all’accesso alle tecnologie occidentali, Mosca vuole garantirsi una costellazione satellitare autonoma — non solo per il settore civile, ma anche per le forze armate e la pubblica amministrazione. Gli esperti di telecomunicazioni sottolineano che l’internet satellitare si è trasformato negli ultimi anni da lusso a infrastruttura critica, e la Russia sembra averlo capito prima di molti governi europei.
Quanti satelliti ha effettivamente lanciato la Russia
Lunedì Bureau 1440 ha collocato sedici satelliti in orbita bassa terrestre. Per avere un termine di paragone: la costellazione Starlink conta oggi circa diecimila satelliti e copre la maggior parte dei continenti. La rete russa è dunque ancora agli albori, ma il semplice fatto che Mosca sia passata dai piani all’azione concreta rivela la serietà delle sue ambizioni.
Questo primo gruppo di satelliti rappresenta il passaggio dalla fase sperimentale alla costruzione di un servizio reale. Secondo le dichiarazioni della dirigenza di Bureau 1440, sono già in preparazione decine di ulteriori lanci. Ognuno di essi porterà in orbita altre decine di dispositivi, creando nel giro di pochi anni una rete capace di coprire le aree più remote della Siberia, dell’Estremo Oriente e dell’Artico.
L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha annunciato che entro il 2035 dovranno essere operativi oltre novecento satelliti del programma Rasswiet. I tempi sono ambiziosi: già il prossimo anno, secondo i piani, dovrebbe partire l’operatività commerciale di circa duecentocinquanta satelliti. Se l’obiettivo venisse centrato, la costellazione russa si piazzerebbe in poco tempo tra le più grandi al mondo — pur rimanendo ben al di sotto di Starlink per dimensioni.
Perché il Cremlino investe miliardi nell’internet spaziale
Il governo russo ha stanziato per il progetto circa 1,26 miliardi di dollari di fondi pubblici, destinati all’infrastruttura spaziale, alle stazioni terrestri, ai centri di controllo e allo sviluppo tecnologico. Bureau 1440 stessa prevede di investire altri quattro miliardi di dollari di risorse proprie entro il 2030. L’investimento complessivo supererà dunque i cinque miliardi di dollari — un segnale chiaro, secondo gli analisti, che le autorità russe considerano l’internet satellitare una priorità paragonabile ai progetti petroliferi o al nucleare.
I fondi saranno destinati alle seguenti aree:
- Produzione e collaudo di nuovi satelliti per le comunicazioni
- Ammodernamento dei razzi vettori e delle infrastrutture di lancio
- Sviluppo di terminali utente per aziende, istituzioni e clienti privati
- Realizzazione di software per la gestione della costellazione e il flusso dei dati
- Costruzione di stazioni riceventi e centri di controllo sul territorio russo
- Garanzia di comunicazioni cifrate per esigenze militari e governative
I ricercatori del Moscow Institute of Physics and Technology (MFTI) avvertono che, a differenza di Starlink, il sistema russo non sarà ottimizzato in chiave commerciale. La priorità è l’autosufficienza e la resistenza alle sanzioni. Questo si tradurrà probabilmente in costi operativi più elevati, ma anche in un controllo statale molto più stretto sull’intera filiera — dalla produzione alla gestione dei dati.
La guerra in Ucraina ha dimostrato il valore strategico dei satelliti
Il conflitto in Ucraina ha impartito una lezione fondamentale: le comunicazioni satellitari sono diventate uno strumento chiave tanto per l’esercito quanto per l’amministrazione civile. Starlink ha garantito le connessioni alle unità ucraine e alle autorità nelle prime settimane dell’invasione, quando le infrastrutture tradizionali cedevano sotto i bombardamenti. SpaceX ha poi introdotto una sorta di lista bianca, un meccanismo che autorizzava l’accesso solo ai terminali ucraini certificati, bloccando di fatto i dispositivi sul fronte russo.
Per le forze russe ciò ha significato limitazioni operative significative. Secondo quanto riportato dai media, i militari della Federazione Russa hanno tentato di intercettare o sfruttare infrastrutture satellitari straniere, con risultati piuttosto modesti. Questa esperienza ha convinto il Cremlino che dipendere da sistemi privati statunitensi equivale a rischiare di perdere il controllo nei momenti più critici.
Una costellazione propria mira a garantire che l’esercito e l’amministrazione russa dispongano di comunicazioni cifrate al di fuori della portata di aziende straniere. È un argomento geopolitico paragonabile all’indipendenza energetica o all’autosufficienza alimentare. Gli esperti di relazioni internazionali ricordano che le reti satellitari si sono rapidamente trasformate da accessorio futuristico a infrastruttura critica, capace di influenzare l’esito di un conflitto e la resilienza di un’intera economia.
Cosa significa il progetto Rasswiet per gli utenti comuni
Per i cittadini russi, la costellazione Rasswiet potrebbe tradursi in un accesso a internet più economico e stabile nelle regioni dove oggi non esiste alcuna alternativa alla connessione satellitare. Questo riguarda in particolare le aree remote della Siberia, dell’Estremo Oriente e delle zone artiche, dove posare cavi in fibra ottica non ha alcuna convenienza economica.
Sul piano della sicurezza, si tratta di un cambiamento cruciale per le forze armate e la pubblica amministrazione russa. La possibilità di mantenere comunicazioni cifrate fuori dalla portata degli operatori americani o europei è per Mosca un argomento forte quanto la costruzione di processori o sistemi operativi propri. Resta aperta la questione se la Russia offrirà i propri servizi anche al di fuori dei propri confini e in quale misura: dipenderà dagli accordi politici con i singoli Paesi.
Sullo sfondo del progetto si nasconde anche il problema del sovraffollamento orbitale. Ogni centinaio di satelliti in più aumenta il rischio di collisioni e la produzione di detriti spaziali. Starlink è già nel mirino degli astronomi per l’interferenza con le osservazioni astronomiche e la saturazione dell’orbita bassa. La costellazione russa non farà che aggravare questo trend, anche se le autorità russe per ora tacciono sul tema.
La velocità con cui le telecomunicazioni satellitari diventano un campo di battaglia geopolitico
Per il pubblico europeo il progetto russo può sembrare lontano, ma influenza equilibri di potere ben più ampi. Più Paesi costruiscono le proprie costellazioni, più l’internet satellitare si trasforma in un terreno di rivalità geopolitica. Questo potrebbe generare pressioni per la creazione di una risposta europea ai sistemi di Stati Uniti, Cina e Russia.
Per le imprese del settore spaziale si apre un nuovo segmento di mercato: attrezzature e tecnologie compatibili con diverse costellazioni, oppure soluzioni per minimizzare il rischio di collisioni in orbita. Queste nicchie attraggono già oggi aziende di diversi Paesi europei che cercano un modo per entrare nelle catene di fornitura dei grandi programmi spaziali.
L’intera vicenda di Bureau 1440 mostra con quanta rapidità la connettività satellitare si stia spostando dalla categoria della curiosità tecnologica a quella di infrastruttura critica. Per l’utente medio rimane “solo internet dall’antenna”, ma per gli Stati e le forze armate è uno strumento da cui possono dipendere l’esito di un conflitto, la resilienza economica e il posizionamento di un Paese nella politica tecnologica globale. Vale dunque la pena tenere d’occhio la velocità con cui la costellazione russa crescerà — e come reagiranno i concorrenti in Europa e nel resto del mondo.












