Un produttore storico di mobili sull’orlo del baratro
Decodom, uno dei più grandi produttori slovacchi di mobili, si trova ad affrontare una crisi finanziaria senza precedenti. Per la prima volta nella sua storia, l’azienda si è ritrovata nell’impossibilità di corrispondere gli stipendi ai propri dipendenti. La situazione ha scatenato un esodo di massa di lavoratori, compresi alcuni membri chiave del management.
L’impresa di Topoľčany, attiva sul mercato da quasi trent’anni e sopravvissuta a numerose sfide economiche — pandemia di Covid-19 inclusa — è oggi sull’orlo del collasso. La società ha persino presentato domanda di protezione temporanea dai creditori, avviando formalmente un processo di ristrutturazione.
Debiti milionari con lo Stato e le assicurazioni
I dati accessibili al pubblico rendono evidente la gravità della situazione. L’azienda deve somme considerevoli a istituzioni statali e compagnie assicurative. Il debito nei confronti della Cassa malattia generale supera i 138.000 euro, mentre quello verso l’Istituto di previdenza sociale ammonta a oltre 712.000 euro.
I problemi non si fermano agli stipendi. Decodom avrebbe accumulato ritardi nei pagamenti anche verso i fornitori, portando alla sospensione delle forniture di materiali. La produzione è rimasta paralizzata e i dipendenti sono stati obbligati a smaltire le ferie in anticipo.
Ai lavoratori è arrivata solo una parte dello stipendio di marzo
Stando alle testimonianze dei dipendenti, l’azienda non ha ancora versato per intero nemmeno la retribuzione di marzo. «A marzo ci è arrivato solo circa il 54 percento dello stipendio. Prima il 30 percento, poi altri 10, e così a piccoli acconti», ha raccontato uno dei lavoratori.
Il comproprietario Vladimír Šrámek ha confermato le gravi difficoltà esistenziali dell’impresa. Ha dichiarato che, se la società non riuscirà a ottenere nuovi finanziamenti bancari nel breve periodo, sarà costretta a presentare istanza di fallimento. Non si tratta peraltro della prima crisi per Decodom: già durante la pandemia l’azienda aveva dovuto licenziare dipendenti e vendere asset, ma le promesse di espansione e rapido risanamento del debito non si sono mai concretizzate.
Ristrutturazione e un futuro tutt’altro che certo
Con la richiesta di ristrutturazione, la direzione ha ottenuto una protezione temporanea dai creditori. Questa misura impedisce l’avvio di procedure esecutive o la rescissione dei contratti basata sui debiti pregressi. I manager sperano di sfruttare il tempo guadagnato per trattare con potenziali investitori.
L’azienda ha sospeso l’accettazione di nuovi ordini tramite il proprio e-commerce, pur sostenendo che la produzione continui. La direzione afferma di concentrarsi sulla stabilizzazione interna, ma questa versione perde credibilità di fronte al fatto che anche il manager di crisi appositamente ingaggiato ha lasciato l’incarico.
Un dettaglio che colpisce: nonostante le enormi difficoltà, Decodom continua a cercare attivamente partner commerciali sul proprio sito web. Si presenta come un’azienda solida con una storia che risale al 1912, promuovendo un’ampia gamma di prodotti e i vantaggi di una collaborazione.












