Un'abitudine comune che può costarti molto cara
Molte persone lo fanno senza nemmeno pensarci, ignare di quello che accade dentro i tubi. Finché il lavandino non smette di scolare, la cucina inizia a puzzare di stantio e si è costretti a chiamare un idraulico con un conto salatissimo.
Nel mio caso questa situazione si è ripetuta più volte, finché il tecnico non mi ha spiegato chiaramente cosa stavo sbagliando e come dovevo smaltire correttamente l'olio di frittura per non intasare più gli scarichi.
Perché versare l'olio nel lavandino porta a riparazioni costose
Per anni ho avuto la stessa abitudine: dopo aver fritto, inclinavo la padella e versavo il grasso caldo direttamente nel lavandino. Per placare la coscienza, aprivo anche l'acqua bollente, convinta che tutto scorresse via tranquillamente. L'idraulico mi ha guardato come se gettassi candele intere nei tubi aspettandomi che si sciogliessero da sole.
Gli esperti di impianti fognari avvertono da tempo che il grasso da cucina usato è una delle principali cause di intasamento nelle tubature domestiche. Il problema non si manifesta subito. Ogni volta che si versa olio, sulle pareti resta un sottile film grasso. Le successive aggiunte lo ispessiscono, il grasso inizia a trattenere i residui di cibo, fino a formare un tappo duro difficilissimo da rimuovere.
L'olio versato nel lavandino non scompare semplicemente. Ricopre lentamente l'impianto e si trasforma in un'ostruzione che prima o poi richiederà l'intervento di un idraulico e un conto molto elevato. Quando l'intasamento si forma lontano, nel tubo verticale principale o nell'impianto condominiale, il costo della pulizia può raggiungere diverse migliaia di euro. A questo si aggiungono lo stress, l'impossibilità di usare la cucina e talvolta l'allagamento degli armadietti sotto il lavandino.
I segnali che le tubature sono già sature di grasso
Prima che i tubi cedano del tutto, l'impianto invia alcuni campanelli d'allarme ben precisi. Vale la pena prenderli sul serio: è l'ultimo momento utile per cambiare le proprie abitudini prima di dover ricorrere a prodotti chimici d'emergenza.
- L'acqua defluisce sempre più lentamente, forma un vortice e ristagna nel lavandino
- Dal sifone si sente un caratteristico gorgoglio
- Dallo scarico sale un odore acido e rancido, soprattutto dopo un periodo di inutilizzo della cucina
- Ci si trova sempre più spesso a dover usare lo sturalavandini o prodotti chimici per liberare lo scarico
- Dallo scarico risale l'acqua quando si usano altri apparecchi idraulici dell'appartamento
- Sotto il lavandino compare umidità o condensa
Questi segnali indicano che l'interno dei tubi non è più liscio. Il grasso depositato ne riduce il diametro, l'acqua ha meno spazio per scorrere liberamente e tutti i detriti alimentari vi si attaccano con facilità. Ricercatori di università tecniche hanno segnalato che i depositi di grasso possono ridurre il diametro delle tubature fino a un terzo rispetto a quello originale.
Cosa succede esattamente all'olio all'interno dei tubi
Dal punto di vista dell'utente sembra innocuo: l'olio caldo è liquido e per un momento pulisce persino la padella. Il problema inizia nel momento in cui raggiunge i tratti più freddi dell'impianto.
Il grasso entra in contatto con l'acqua fredda e le pareti fredde del tubo. Comincia ad addensarsi e solidificarsi, proprio come una zuppa lasciata in frigorifero tutta la notte che al mattino ha uno strato giallo e duro in superficie. Con il tempo questo strato cresce come uno stalattite al contrario, dal fondo del tubo verso il centro.
Nelle reti fognarie urbane i tecnici estraggono dai canali enormi blocchi di grasso solidificato mescolato a rifiuti. In versione domestica la portata è minore, ma il meccanismo è identico. Inoltre, l'olio usato riversato nelle fognature aumenta il carico sugli impianti di depurazione, ostacola i sistemi di filtraggio e può finire nei fiumi e nel suolo quando il sistema non riesce a smaltirlo.
Ogni litro di olio da cucina versato nelle fognature rappresenta un carico aggiuntivo per i depuratori e un rischio maggiore di intasamento, sia in casa che nell'impianto urbano. Gli esperti che gestiscono gli impianti fognari confermano che i grassi domestici costituiscono fino al quaranta percento di tutti gli intasamenti nelle tubature cittadine.
L'ingrediente secco da cucina che solidifica l'olio e risolve il problema
L'idraulico che era venuto per l'ennesima volta al mio lavandino non ha tirato fuori subito la molla. Prima mi ha chiesto cosa facevo con l'olio dopo la frittura. Quando ho ammesso che finiva nel lavandino, ha estratto dalla borsa un pacchetto di normale amido di mais e mi ha detto di comprarne uno simile e di tenerlo sempre a portata di mano.
Si tratta appunto dell'amido di mais, una polvere finissima con un potente effetto assorbente. A contatto con il grasso lo ingloba in una massa densa e compatta, che può essere tranquillamente gettata nell'immondizia indifferenziata. I chimici spiegano che le molecole dell'amido circondano le gocce di grasso formando un gel stabile.
Come procedere passo dopo passo con l'olio dopo la frittura
Il procedimento è semplice, ma occorre rispettare alcune regole di sicurezza e le giuste proporzioni per non fare disordine in cucina. Togliete la padella o il tegame dal fuoco e lasciate raffreddare leggermente il grasso. Deve essere ancora caldo, ma il contenitore non deve scottare al tatto all'esterno.
Versate l'olio in un contenitore resistente al calore o comunque stabile: può essere un barattolo di vetro usato, una vaschetta di plastica dello yogurt o una vecchia ciotola. Aggiungete l'amido di mais, circa uno o due cucchiai ogni mezzo litro di grasso. Se la quantità di olio è maggiore, potete aggiungerne un po' di più fino a quando la consistenza inizia ad addensarsi.
Mescolate delicatamente con un cucchiaio o una spatola affinché la polvere si amalgami bene all'olio. Non occorre mescolare a lungo. Lasciate il contenitore sul piano di lavoro per alcune ore, preferibilmente tutta la notte. Il giorno seguente la massa dovrebbe avere la consistenza di una crema densa o addirittura di un blocco solido. Basta trasferire questa forma nel sacchetto della spazzatura e gettarla insieme ai rifiuti indifferenziati.
L'amido di mais funziona come una spugna: assorbe l'olio, lo trasforma in una massa solida e vi permette di buttarlo nel cestino senza stress, invece che nel lavandino. I produttori di amido indicano che un chilogrammo di prodotto può assorbire fino a tre litri di grasso liquido.
Come smaltire grandi quantità di olio da frittura
La frittura domestica di solito produce piccole quantità, ma quando si usa la friggitrice o si cucina per molte persone, l'olio accumulato può essere notevole. In questi casi aggiungere grandi quantità di amido non ha più molto senso.
Per queste situazioni esistono due soluzioni pratiche. La prima è versare l'olio usato in bottiglie o taniche chiuse e portarlo a un centro di raccolta differenziata o ai punti di raccolta presenti nel comune. La seconda è verificare presso il comune se nella propria zona esiste un sistema di raccolta degli oli usati dalle famiglie: sempre più città stanno introducendo appositi contenitori dedicati.
Le aziende che si occupano del riciclo degli oli alimentari sono in grado di trasformare quel grasso in componenti per la produzione di biocarburanti o altri prodotti. Dal punto di vista del consumatore domestico, l'importante è non versarlo nelle fognature. Gli impianti di depurazione delle acque urbane segnalano che un corretto smaltimento degli oli domestici potrebbe ridurre i costi operativi fino al venti percento.
Perché cambiare questa abitudine conviene davvero
L'idraulico me lo ha detto in modo molto diretto: se le persone smettessero di versare l'olio nel lavandino, lui avrebbe meno lavoro. E questo significa che tutti noi spenderemmo meno soldi in riparazioni inutili. Un pacchetto di amido costa poche decine di centesimi e dura per molte fritture, mentre l'intervento di un tecnico rappresenta una spesa di gran lunga superiore.
A questo si aggiunge l'aspetto igienico e olfattivo. Le tubature rivestite di grasso e residui alimentari sono l'ambiente ideale per la proliferazione di batteri e odori sgradevoli. Quando si smette di far scorrere il grasso nel lavandino, questi problemi si riducono drasticamente. Cambiare una singola abitudine in cucina unisce semplicemente il risparmio economico, il comfort domestico e la cura per l'ambiente.
Le domande più frequenti sull'olio da frittura e le tubature della cucina
L'acqua bollente o un prodotto chimico risolvono il problema?
L'acqua calda scioglie momentaneamente il grasso, ma non lo rimuove dall'impianto. Dopo pochi metri il tubo si raffredda di nuovo e il grasso torna a solidificarsi, solo un po' più in là. I prodotti chimici riescono a sciogliere parte dell'ostruzione, ma pesano sull'ambiente e, se usati di frequente, possono danneggiare l'impianto. La soluzione migliore è semplicemente impedire che il grasso entri nei tubi.
Va bene qualsiasi tipo di amido?
L'amido di mais si è dimostrato molto efficace, ma risultati simili si ottengono anche con l'amido di patate o di frumento. Differiscono nella capacità di legare il grasso e nella consistenza della massa ottenuta, ma il principio di funzionamento rimane lo stesso: la polvere assorbe l'olio e lo trasforma in qualcosa che si può buttare tranquillamente nel cestino. Ricercatori di facoltà di scienze alimentari hanno testato diversi tipi di amido e tutti hanno dimostrato un'efficacia comparabile.
È sicuro buttare il grasso solidificato nell'immondizia indifferenziata?
Sì, a patto che il grasso sia legato a un ingrediente secco, non coli fuori dal sacchetto e non finisca nel bidone della spazzatura in forma liquida. Questa è una pratica standard raccomandata da molti comuni per i piccoli quantitativi domestici di olio da frittura.
Altre abitudini che salveranno il vostro lavandino
Il metodo con l'amido risolve il problema dell'olio, ma nella vita quotidiana vale la pena aggiungere alcune semplici regole. Insieme garantiranno tubature efficienti per molti anni. Prima di mettere i piatti in lavastoviglie o lavarli a mano, raccogliete i residui con un foglio di carta assorbente e gettateli nel cestino. Investite in un filtro a rete per lo scarico del lavandino: tratterrà la maggior parte dei residui alimentari.
Di tanto in tanto sciacquate il sifone con acqua molto calda, senza prodotti chimici, per sciogliere i piccoli depositi. Evitate di versare sughi e zuppe ricche di grasso in superficie nel lavandino: è meglio raccogliere il grasso con un cucchiaio e buttarlo nell'immondizia.
Versare l'olio da frittura nel lavandino è stata a lungo considerata una pratica normale. Oggi, con gli intasamenti delle fognature sempre più frequenti e i costi degli idraulici in costante aumento, vale la pena cambiare approccio. Un piccolo pacchetto di amido tenuto stabilmente nell'armadietto vicino ai fornelli può risparmiare un sacco di stress e denaro, alleggerendo al tempo stesso le tubature dell'intero edificio. Non è forse un piccolo passo verso una vita più comoda?












