Questa strada di montagna nei Pirenei sorprende ogni inverno famiglie e ciclisti

Una salita che non perdona i distratti

C’è una strada ripida nei Pirenei francesi che conduce a una delle stazioni sciistiche più amate della regione, e ogni stagione riesce a cogliere impreparati automobilisti, ciclisti e famiglie con bambini al seguito.

Per alcuni è un percorso leggendario, sognato e ambito, reso celebre dal Tour de France. Per altri è un’esperienza nervosa fatta di tornanti stretti, assenza di ombra, asfalto scivoloso e bambini che piagnucolano sul sedile posteriore. La strada che collega la cittadina di Saint-Lary-Soulan al settore di alta quota Pla d’Adet sembra innocua sulla mappa. Nella realtà, sorprende persino i guidatori più esperti.

Saint-Lary-Soulan si trova a circa due ore di auto da Tolosa e vanta il comprensorio sciistico più grande dei Pirenei: oltre 100 chilometri di piste, 700 ettari di versanti e tre settori collegati tra loro — Pla d’Adet, Espiaube e Vallon. Nei giorni di punta invernali, fino a 10.000 sciatori al giorno si dirigono verso la montagna, molto spesso percorrendo proprio questa unica strada.

Il profilo della salita: numeri che non ammettono errori

Già dopo la rotatoria di Vignec, l’asfalto si stacca bruscamente dal fondo della valle dell’Aure. Dopo poche curve strette, le ultime case scompaiono e davanti agli occhi appare la stazione sciistica agganciata alla cresta, a circa 1.700 metri di quota. Il colpo d’occhio è notevole, ma per i guidatori e i ciclisti impreparati è solo l’inizio della fatica.

Secondo i dati ufficiali, il percorso da Vignec a Pla d’Adet misura circa 10 chilometri, con un dislivello complessivo di 834 metri. La pendenza media è dell’8,5 percento — già di per sé un dato eloquente, ma la realtà in strada è ancora più impegnativa.

Nei primi 7 chilometri circa, la pendenza scende raramente sotto il 10 percento. Su alcuni tratti raggiunge il 12, persino il 13 percento. D’estate, sotto il sole pieno, significa una salita lenta ed estenuante su asfalto rovente. D’inverno, invece, comporta seri rischi di perdita di trazione per chi ha sottovalutato l’importanza degli pneumatici invernali.

I ciclisti trovano tabelle speciali posizionate ogni chilometro, che indicano quanto manca alla vetta e quale pendenza li attende nel tratto successivo. Questo permette di gestire meglio le energie, ma chiarisce subito che non si tratta di una gita in bici adatta a tutti. I circa 10 chilometri di percorso con pendenza media dell’8,5 percento e lunghi tratti attorno al 10 percento sono capaci di spezzare sia le gambe di un ciclista che il motore di un’auto carica di bagagli.

Soulan, Espiaube e il leggendario arrivo del Tour de France

A metà salita compare il villaggio di Soulan. Per molti rappresenta un punto di soccorso provvidenziale: lì si trova una fontana tradizionale con acqua gelida, dove si fermano turisti e ciclisti locali. Più avanti il percorso sale verso Espiaube, dove in un’ampia curva si dirama il ramo che porta al colle di Portet.

L’ultimo tratto è più aperto ma rimane ripido. In cima, vicino alla stazione, si trovano monumenti e targhe commemorative dedicate tra gli altri a Raymond Poulidor. Proprio qui si è concluso uno dei finali più leggendari del Tour de France, e il 13 luglio 2024 Tadej Pogačar ha tagliato il traguardo in maglia gialla su questa salita. Per molti amatori, solo il fatto di percorrere una «tappa del Tour» è una tentazione irresistibile — a volte senza la preparazione adeguata.

Auto, autobus o funivia? Come arrivare senza stress

Dal punto di vista della guida, la strada è tecnicamente percorribile e in buone condizioni, ma la pendenza intensa e i numerosi tornanti richiedono massima concentrazione. Dal centro di Saint-Lary-Soulan, Espiaube (Saint-Lary 1900) si raggiunge dopo circa 9 chilometri di strada montana. Pla d’Adet (Saint-Lary 1700) si trova invece a circa 11,5 chilometri dalla cittadina.

  • Auto privata: buona scelta per guidatori esperti, a condizione che i freni siano efficienti e in stagione si montino pneumatici invernali
  • Autobus: soggetti a limitazioni orarie specifiche, soprattutto durante la stagione invernale
  • Trasporto pubblico: molto apprezzato dagli abitanti di Tolosa e dagli sciatori del weekend
  • Funivia: alternativa ideale per chi teme i tornanti o preferisce godersi il panorama senza lo stress del volante
  • Stazioni di ricarica: disponibili in loco per veicoli elettrici, attivabili tramite tessera
  • Parcheggi: numerosi in valle, spesso con problemi di capienza vicino alle piste
  • Linee di autobus: collegano il centro della cittadina alla stazione, molto utilizzate nella stagione di punta
  • Ski Go: pacchetto da Tolosa che combina biglietto autobus e skipass, già utilizzato da circa 4.000 persone

Il traffico sulla strada rimane generalmente contenuto, ma ciò non significa che scorra sempre tranquillo. Non è raro che un’auto guidata con incertezza blocchi dietro di sé un autobus carico di sciatori o un gruppo di ciclisti in piena salita.

Perché sempre più persone lasciano l’auto in valle

Un numero crescente di turisti sceglie di parcheggiare il veicolo in basso e affidarsi ai mezzi pubblici. Per i residenti di Tolosa è stata creata l’offerta Ski Go, che abbina il biglietto autobus allo skipass. In una delle ultime stagioni ne hanno usufruito circa 4.000 persone, riempiendo all’incirca 70 corse della compagnia di trasporto partner.

In loco è attiva una linea di autobus locale gratuita o a basso costo (a seconda della stagione), che trasporta gli sciatori tra Saint-Lary e Pla d’Adet. A questa si aggiunge la funivia, che in pochi minuti porta i visitatori direttamente dalla cittadina fino alla montagna. Per molte famiglie è un’alternativa decisamente meno stressante rispetto alla battaglia con i tornanti e alla ricerca di parcheggio direttamente sulle piste.

La funivia risolve due problemi contemporaneamente: riduce il traffico automobilistico su un percorso già impegnativo e consente ai visitatori di concentrarsi sui panorami invece che sui freni. Per gli autobus con più di 20 posti vige una normativa rigida nel periodo compreso tra l’8 dicembre 2025 e il 20 aprile 2026, pensata per alleggerire i tratti più critici del percorso e ridurre il rischio di code e incidenti nelle curve più strette.

In vetta: la stazione sciistica, il sole e un’inattesa solitudine

In inverno, Pla d’Adet funge da principale polo sciistico dell’intero comprensorio di Saint-Lary. Qui si trovano impianti di risalita, scuole di sci per bambini, noleggi attrezzatura e grandi complessi residenziali. La neve di solito rimane a lungo e la varietà dei pendii attira sia i principianti che gli sciatori più avanzati.

Fuori stagione il paesaggio cambia radicalmente. Gli edifici sono in gran parte chiusi, molte finestre oscurate e i blocchi di cemento limitano parzialmente la vista sul panorama. Chi arriva in estate in cerca di «viste da cartolina» rimane spesso sorpreso nel trovare una stazione che assomiglia a un quartiere periferico abbandonato all’estremità dell’asfalto.

L’altitudine di circa 1.700 metri, combinata con il riflesso dei raggi solari su neve e cemento chiaro, crea una situazione da non sottovalutare mai. I dermatologi ricordano che in montagna l’intensità dei raggi UV aumenta con la quota e la neve è in grado di riflettere gran parte della radiazione.

  • Crema solare ad alta protezione, preferibilmente SPF 50, da applicare più volte durante la giornata
  • Occhiali da sole con buon filtro UV, che proteggano anche lateralmente
  • Copricapo, anche quando fa freddo
  • Abbigliamento che copra avambracci e collo

I turisti distratti tornano dai Pirenei con scottature sulla pelle e talvolta con sintomi da colpo di calore, persino quando le temperature sulle piste erano sotto zero.

Perché questo percorso continua a sorprendere i visitatori

Per chi abita nella regione si tratta di routine quotidiana. Per un turista che arriva per la prima volta sui Pirenei, però, molti aspetti risultano controintuitivi. Sulla mappa, 10 chilometri di salita sembrano poca cosa, quasi simbolici. Ma con una pendenza costante attorno al 10 percento, un’auto poco preparata può surriscaldarsi e la respirazione sotto sforzo improvviso è più difficile rispetto a quella in pianura.

A complicare ulteriormente le cose c’è la mescolanza di utenti della strada: auto con famiglie, autobus pesanti, guidatori locali che conoscono ogni curva a memoria e ciclisti impegnati a migliorare il proprio tempo sulla salita leggendaria. Basta un attimo di distrazione e in una curva stretta si ritrovano a convivere tre velocità diverse e tre stili di guida differenti. Gli esperti di sicurezza stradale sottolineano che proprio le strade di montagna con traffico misto figurano tra i tratti a più alto rischio in Francia.

Vale anche la pena ricordare i cambiamenti improvvisi delle condizioni meteo. Può capitare che in valle ci sia il sole e qualche grado sopra zero, mentre vicino alla stazione il vento spinge la neve nelle curve e la temperatura scende nettamente sotto lo zero. I turisti che consultano solo le previsioni per la cittadina possono trovarsi in una situazione spiacevole già dopo pochi minuti di guida in quota.

Per chi sta pianificando una gita sui Pirenei, la soluzione più pratica è combinare l’auto con i mezzi pubblici. Si può tranquillamente guidare fino a Saint-Lary, lasciare il veicolo in uno dei grandi parcheggi e proseguire con l’autobus o la funivia. Si risparmiano nervi, carburante e freni, e nel frattempo si può godere del panorama sulla valle dell’Aure senza stringere il volante a ogni tornante. Non è forse meglio lasciare la guida ai professionisti e concentrarsi sulle montagne tutt’intorno?

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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