L’elettricista spiega perché stacca la televisione dalla presa invece del telecomando

Il telecomando non spegne davvero la televisione

Quando la sera lo schermo del televisore si spegne, quasi tutti posano il telecomando convinti di aver finito. Per un elettricista esperto, però, quella è solo metà del lavoro. Il vero spegnimento avviene solo alla presa di corrente.

La maggior parte delle persone considera la modalità standby uno stato di riposo tranquillo. In realtà, l’elettronica continua ad assorbire corrente, scalda i componenti interni e genera un carico piccolo ma costante sull’impianto domestico. Gli elettricisti che intervengono regolarmente dopo incendi causati da apparecchi elettrici guardano questa abitudine in modo molto diverso rispetto all’utente medio.

Vent’anni di interventi, centinaia di spine bruciate

Marco è un elettricista quarantaseienne di Roma con vent’anni di interventi in appartamenti dove “qualcosa ha preso fuoco nella presa”. Il suo sguardo sul led rosso che lampeggia su un televisore spento non è affatto tranquillo come quello di un normale spettatore. Ogni anno passano per le sue mani centinaia di prolunghe bruciate, spine fuse e plastiche deformate dietro le pareti dei salotti.

Dalla sua prospettiva professionale, il telecomando spegne il televisore solo in apparenza. La corrente continua a scorrere nel circuito, scalda i componenti sensibili e affatica l’intera installazione elettrica di casa. Mentre tutti dormono, l’elettronica conduce una vita propria.

Marco racconta che la maggior parte delle persone non ha idea di quanti dispositivi funzionino in modalità standby ventiquattro ore al giorno. Televisore, decoder, soundbar, router, console di gioco. Tutti questi apparecchi insieme formano un piccolo e silenzioso focolaio nascosto dietro il mobile sotto la tv. Ognuno di noi conosce quel momento in cui, dopo qualche anno, si sposta un mobile e si trova polvere, cavi e ciabatte in un caos totale. Lui ci vede qualcosa in più: il luogo ideale per un surriscaldamento localizzato. Aggiungete una presa un po’ debole nella parete, un po’ di umidità, un vecchio impianto in alluminio, e avete la ricetta perfetta per i guai. Nel telefono tiene fotografie di spine bruciate che mostra come altri mostrano le foto delle vacanze.

Cosa succede davvero dentro il televisore quando lo schermo si spegne

Quando si preme il tasto del telecomando, il televisore non va “a dormire” come amano scrivere i produttori. Piuttosto socchiude gli occhi, ma il cuore continua a battere. All’interno lavorano piccoli circuiti responsabili della ricezione del segnale dal telecomando, del mantenimento delle impostazioni e, a volte, degli aggiornamenti software. Tutto questo significa corrente, calore e un piccolo carico costante sui componenti.

Marco lo spiega in modo semplice: l’elettronica invecchia con il calore, anche quando è basso. Quando un apparecchio ha qualche anno e ci si aggiunge la polvere, tutto comincia lentamente a lavorare “in rosso”. E quel debito prima o poi si paga.

Uno dei suoi clienti aveva un televisore moderno e di qualità, che non veniva mai staccato dalla presa. Il telecomando faceva il suo lavoro, poi lo schermo si spegneva e così era. Una notte i vicini sentirono odore di bruciato sul pianerottolo. Si scoprì che qualcosa nelle vicinanze del televisore aveva cominciato a covare. Non ci fu un grande incendio, ma la guaina della prolunga si era deformata tanto che la plastica era colata come cera. Nelle immagini della telecamera di sicurezza, i vigili del fuoco videro che il primo fumo era apparso proprio nell’area del salotto, dove il led del televisore continuava a brillare di rosso. È uno di quei ricordi che Marco non riesce più a cancellare.

Il ragionamento dietro un’abitudine apparentemente eccessiva

Dal punto di vista logico è tutto abbastanza semplice. Meno punti che assorbono corrente senza necessità, minore è il rischio di sovraccarico e surriscaldamento. Nei vecchi appartamenti, dove l’impianto elettrico risale a un’epoca in cui in casa c’erano solo un televisore e un frigorifero, l’attuale dotazione di elettronica è come far passare un’autostrada su uno sterrato.

Le vecchie prese si allentano, le spine pendono per anni dai cavi, le ciabatte sono caricate al massimo. Marco dice spesso ai clienti: “Non vedete come quei contatti all’interno lottano per ogni ampere”. In questo contesto, la sua abitudine di staccare la spina smette di sembrare una stranezza e comincia a suonare come una ragionevole prevenzione.

Come Marco “chiude” il salotto per la notte

Quando i bambini vanno a letto e l’ultimo episodio della serie finisce, Marco ha il suo piccolo rituale. Prima il telecomando, perché il comfort è importante anche per lui. Spegne il televisore come chiunque altro. Aspetta qualche secondo che lo schermo si spenga del tutto. Poi si avvicina alla ciabatta e con un solo gesto la porta in posizione OFF. Fine della corrente per tutto il sistema: televisore, decoder, console, altoparlante. L’intera operazione richiede meno di dieci secondi, ma per la sua testa da tecnico sono dieci secondi che dimezzano il rischio. Non importa se è stanco o è rientrato tardi, lo fa in automatico come lavarsi i denti.

Racconta che molte persone cercano di convincerlo che il loro televisore è “troppo nuovo” perché possa succedere qualcosa, o che “ha già la protezione integrata”. Li ascolta con la calma tipica di chi ha visto molta elettronica bruciata. Il problema reale non sta sempre nell’apparecchio stesso. Si trova nel cavo dell’antenna, nella vecchia prolunga, nella ciabatta sovraccarica collegata ad altri adattatori. Diciamocelo chiaramente: nessuno riordina i cavi dietro la televisione ogni settimana. Polvere, ragnatele, a volte giocattoli dei bambini: tutto questo crea un piccolo laboratorio ideale per scintille incontrollate. Marco preferisce staccare la corrente e dormire tranquillo.

Tre passi che secondo l’elettricista fanno davvero la differenza

Marco ripete ai clienti una frase che suona quasi come un motto brutale: “Il televisore non esplode spettacolarmente come nei film: prima si scalda in silenzio, cova, puzza di plastica e poi è troppo tardi”. Secondo lui, un utente comune può fare tre cose che hanno davvero un significato concreto:

  • Ridurre il numero di dispositivi in standby collegati a una sola presa
  • Una volta ogni qualche mese guardare dietro la televisione, eliminare la polvere e controllare lo stato delle prolunghe e delle spine
  • Prendere una semplice abitudine: se si è assenti da casa per un periodo prolungato, staccare il televisore e i dispositivi collegati dalla rete
  • Usare ciabatte con interruttore e protezione da sovratensione
  • Sostituire i vecchi cavi in alluminio con quelli in rame, se l’impianto lo consente
  • Non collegare più ciabatte in serie una nell’altra
  • Controllare regolarmente se le spine si scaldano durante il funzionamento
  • Durante i temporali, scollegare completamente l’elettronica sensibile, non limitarsi a spegnerla con il telecomando

Gli esperti del settore elettrotecnico avvertono da tempo dei rischi legati alla modalità standby permanente degli apparecchi. Secondo vari studi, una famiglia media può risparmiare fino al quindici percento sui costi dell’elettricità semplicemente spegnendo sistematicamente la tecnologia inutilizzata. Gli specialisti in sicurezza impiantistica segnalano inoltre che la combinazione tra impianti datati ed elettronica moderna ad alte prestazioni crea nelle abitazioni condizioni ideali per cortocircuiti e incendi.

Cosa guadagniamo davvero con quel gesto in più

L’intera storia di questo elettricista che stacca il televisore dalla presa potrebbe sembrare l’ennesima piccola ossessione di un professionista con la mente deformata dal lavoro. Eppure c’è qualcosa di profondamente umano sullo sfondo: il bisogno di sentire di avere ancora il controllo su qualcosa. In un mondo dove tante cose accadono “da sole”, dove gli apparecchi si aggiornano di notte e le applicazioni fanno cose a nostra insaputa, quel clic fisico sull’interruttore è come girare la chiave nella serratura. Non risolve tutti i problemi, ma permette di addormentarsi con la sensazione di aver fatto almeno un piccolo passo verso la sicurezza.

L’elettricista vede la sua famiglia dormire nelle stanze accanto, ricorda anni di lavoro trascorsi in appartamenti dopo incendi, guasti, sovratensioni. Da queste immagini emerge una conclusione semplice: se qualcosa può essere scollegato dalla corrente quando non è in uso, perché non farlo? Non c’è una grande ideologia del risparmio, nessun conteggio maniacale di ogni kilowattora. C’è solo il buon senso comune supportato dall’esperienza.

Forse è proprio questo il punto: guardarsi intorno in casa ogni tanto con gli occhi di chi vede professionalmente le conseguenze dell’atteggiamento “andrà tutto bene”. Notare tutti quei led rossi che brillano nella notte come piccole lanterne. Chiedersi quanti di loro devono restare accesi senza interruzione e quali invece possono aspettare il mattino in silenzio, senza corrente. Un gesto solo, una mano posata sull’interruttore della ciabatta, può essere una piccola dichiarazione: che scegliamo la tranquillità invece di vivere sulla parola di un led rosso.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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