Una scoperta subacquea riaccende il mistero più grande dell’antichità
Lungo le coste egiziane, gli archeologi hanno individuato un porto sommerso che potrebbe avvicinarci alla soluzione di uno dei grandi enigmi del mondo antico. Le rovine giacciono a pochi chilometri da un tempio che alcuni studiosi indicano come il luogo di sepoltura dell’ultima regina d’Egitto.
Da oltre duemila anni gli storici cercano il posto in cui riposò Cleopatra VII. Una nuova scoperta sul fondo del Mediterraneo, a breve distanza da un santuario già indicato come candidato principale per la sua tomba, ha risvegliato speranze concrete tra gli esperti del settore.
Il porto ritrovato e il suo legame con Taposiris Magna
Il porto antico è stato localizzato nel settembre del 2025 dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità. Sott’acqua sono stati rilevati bastioni, banchine e resti di strutture che rimandano a un importante nodo commerciale dell’Egitto tardo-antico. Da sola, questa scoperta non sarebbe straordinaria — ma la sua posizione cambia tutto.
I resti si trovano a pochi chilometri da Taposiris Magna, un complesso templare situato a circa cinquanta chilometri dall’odierna Alessandria. È proprio questo sito che molti ricercatori collegano da anni all’ipotesi che Cleopatra possa essere stata sepolta insieme a Marco Antonio in una tomba monumentale.
Il porto subacqueo appena scoperto si inserisce perfettamente nel sistema infrastrutturale antico attorno a Taposiris Magna, rafforzando la convinzione di parte degli archeologi che quest’area abbia avuto un significato eccezionale per l’ultima sovrana egizia. La notizia ha raggiunto rapidamente le redazioni internazionali e il team guidato da Kathleen Martinez, l’archeologa che da anni dedica la sua vita a questa ricerca.
Chi è la ricercatrice che vuole trovare Cleopatra
Kathleen Martinez è originaria della Repubblica Dominicana e ha mosso i primi passi professionali nel diritto penale. Con il tempo ha cambiato radicalmente carriera, dedicandosi allo studio dell’epoca ellenistica e della storia dell’Egitto. Da anni collabora con archeologi egiziani e porta avanti i suoi progetti con il supporto di National Geographic.
Dal 2022 il suo team conduce scavi intensivi a Taposiris Magna. Nel corso delle indagini ha portato alla luce un’estesa rete di gallerie sotterranee, camere funerarie e spazi rituali. Secondo Martinez, l’intera struttura — ora arricchita dalla presenza del porto sommerso nelle vicinanze — costituiva un grande complesso religioso legato al culto di Osiride e Iside.
La ricercatrice ha dichiarato più volte ai media di essere convinta che Cleopatra volesse essere sepolta proprio lì, in un luogo fortemente associato alla dea con cui si identificava. In diverse interviste televisive ha sottolineato che ormai mancano solo il tempo e il lavoro paziente sott’acqua per confermare questa visione. Martinez si avvale della collaborazione di esperti provenienti da varie università, che analizzano ceramiche, monete e resti di rituali rinvenuti durante le ricerche.
Perché Taposiris Magna affascina tanto gli studiosi
Taposiris Magna era un tempio dedicato a Osiride e Iside, che ai tempi di Cleopatra fungeva da importante centro del culto. Un elemento fondamentale è che, al momento della sua morte, questa regione non era ancora sotto il controllo diretto di Roma. Per una regina che pianificava la propria sepoltura, ciò aveva un peso enorme: poteva contare sul fatto che la sua tomba non sarebbe stata profanata dai vincitori.
Nel corso degli scavi condotti nel santuario e nei dintorni, i ricercatori hanno trovato numerose tracce risalenti al periodo del regno di Cleopatra. Ogni ritrovamento aggiunge un nuovo tassello al puzzle e rafforza l’ipotesi del legame con la regina.
- Monete con l’effigie di Iside e simboli della dinastia dei Tolomei
- Ceramiche e recipienti databili al periodo del suo regno
- Camere funerarie chiaramente destinate a personaggi di alto rango
- Resti di rituali che fondono la tradizione religiosa egizia con quella greca
- Iscrizioni che rimandano alla dea Iside
- Frammenti di statue e rilievi con elementi ellenistici
- Amuleti e oggetti votivi provenienti da botteghe alessandrine
Gli archeologi confrontano questi dati con le descrizioni degli autori antichi, secondo i quali Cleopatra si percepiva come incarnazione vivente di Iside. Taposiris Magna, con il suo potente culto della dea, corrisponde perfettamente a questa immagine. Il porto sommerso nelle immediate vicinanze aggiunge un ulteriore elemento al quadro: dimostra che il sito non era solo religiosamente rilevante, ma anche strategicamente connesso alla costa e ai commerci del Mediterraneo.
Se Cleopatra riposasse davvero a Taposiris Magna, la sua tomba potrebbe essere stata collegata al mare tramite una via cerimoniale o un approdo specifico, i cui resti gli archeologi osservano oggi sul fondo del mare. Una simile concezione architettonica sarebbe coerente con le tradizioni funerarie egizie, in cui il legame con l’acqua simboleggiava il passaggio verso l’aldilà.
L’archeologia subacquea in pratica: le sfide del lavoro sul fondo del mare
L’individuazione del porto sommerso è solo l’inizio. Il team di Martinez deve ora organizzare una complessa operazione di ricerca, in cui avranno un ruolo determinante i sub e i specialisti di archeologia marina. Il lavoro sott’acqua è notevolmente più impegnativo degli scavi tradizionali sulla terraferma.
Ogni frammento ceramico, ogni blocco di pietra o elemento decorativo richiede una documentazione precisa e un recupero lento e accurato. Entrano in gioco le correnti marine, la scarsa visibilità e il rischio di danneggiare strutture che hanno resistito sul fondo per secoli, forse millenni. I ricercatori impiegano sonar, telecamere subacquee e robot specializzati per la mappatura del fondale.
Il punto cruciale sarà stabilire se il porto fosse operativo negli ultimi decenni prima della conquista romana dell’Egitto. In caso affermativo, aumenterebbe la probabilità che fosse utilizzato ai tempi di Cleopatra e che avesse un ruolo nel trasporto di persone e merci legate alla sua corte. Ricercatori delle università egiziane hanno già avviato l’analisi dei sedimenti e dei resti organici prelevati dal fondale.
Cleopatra: tra leggenda e realtà storica
Cleopatra VII è una delle figure più riconoscibili dell’antichità. Nell’immaginario popolare spiccano soprattutto la sua relazione con Giulio Cesare e Marco Antonio, la spietata propaganda romana e la morte drammatica dopo la sconfitta ad Azio. Tuttavia, gran parte di queste narrazioni ci è giunta attraverso scritti dei suoi avversari.
Gli archeologi sperano che il ritrovamento della tomba possa finalmente permettere di separare una parte delle leggende da ciò che è scientificamente verificabile. La struttura stessa del sepolcro, le iscrizioni, la scelta delle divinità protettrici e il modo in cui la coppia reale veniva raffigurata rivelerebbero su Cleopatra molto più di qualsiasi opera letteraria o cinematografica.
Una tomba di Cleopatra, anche solo ipotetica, potrebbe diventare una delle fonti più importanti sul declino dell’Egitto antico e su come la regina stessa desiderasse essere ricordata. I ritrovamenti a Taposiris Magna suggeriscono già che in quest’area potrebbero essere state sepolte personalità strettamente legate alla corte tolemaica.
I visitatori dell’Egitto si dirigono oggi soprattutto verso le piramidi di Giza, la Valle dei Re a Luxor e il Museo Egizio del Cairo. Una tomba confermata di Cleopatra entrerebbe immediatamente in questo gruppo esclusivo, attirando milioni di turisti da ogni angolo del mondo.
Come seguire le prossime fasi della ricerca
La storia della ricerca della tomba di Cleopatra continua ad attirare l’attenzione dei media in tutto il mondo. National Geographic ha realizzato un documentario dedicato al lavoro del team Martinez, che mostra sia gli scavi a Taposiris Magna sia i retroscena della pianificazione delle immersioni presso il porto appena scoperto.
Per gli spettatori è un’opportunità rara per vedere come si svolge concretamente la vita di un archeologo sul campo: quanto spazio occupa il lavoro duro e faticoso e quanti momenti ricordano le scene dei film d’avventura. Settimane intere prive di risultati spettacolari si alternano a istanti in cui un singolo frammento di pietra cambia l’intera direzione della ricerca.
Vale la pena ricordare che il successo in un progetto simile dipende raramente da una singola scoperta. Più spesso è il risultato di un paziente assemblaggio di piccoli indizi: una menzione dimenticata in un testo di duemila anni fa, una moneta minuscola rinvenuta durante uno scavo di decenni fa e una nuova immagine sonar acquisita proprio ora davanti alle coste alessandrine. I ricercatori si confrontano spesso con esperti delle più prestigiose università internazionali per interpretare i ritrovamenti.
Cosa succederebbe se la tomba venisse davvero trovata
La scoperta del luogo di riposo definitivo di Cleopatra avrebbe un’importanza enorme non solo per la scienza, ma anche per l’Egitto contemporaneo. Il nuovo sito diventerebbe rapidamente uno dei luoghi più visitati del paese, accanto alle piramidi o alla Valle dei Re.
L’Egitto investe già oggi nella modernizzazione dei musei e delle infrastrutture turistiche, puntando ad attrarre un numero sempre maggiore di visitatori. La tomba di un personaggio così celebre come Cleopatra comparirebbe immediatamente sui manifesti delle agenzie di viaggio, e l’intera regione intorno ad Alessandria e Taposiris Magna potrebbe attraversare una rapida trasformazione. Al tempo stesso emergerebbero interrogativi su come presentare questo patrimonio e su come conciliare il significato religioso del sito con il turismo di massa.
Per molti lettori la cosa più affascinante è la tensione stessa di questo momento: siamo davvero a un passo dalla soluzione di un mistero che ha sopravvissuto a imperi, cambi di religione e rivoluzioni tecnologiche? Progetti come questo mostrano quanto il nostro sguardo sull’antichità dipenda dalla fortuna, dalla tenacia e dal coraggio di poche persone disposte ad anni di scavi nella sabbia, immersioni in acque torbide e domande ostinate a cui nessuno, finora, ha saputo dare risposta.












