Il più grande studio del suo genere ha rivelato cosa precede la maggior parte degli infarti e degli ictus

Donne e infarto: perché i loro sintomi vengono così spesso ignorati

Nella nostra mente esiste un’immagine precisa dell’infarto: dolore improvviso al petto, senso di oppressione, sudore freddo. Ma nelle donne il quadro può essere completamente diverso. Ed è proprio questo divario nella percezione dei sintomi a costare molte vite.

Il più grande studio mai condotto su questo argomento ha confermato ciò che i cardiologi sospettavano da tempo: l’organismo femminile reagisce agli eventi cardiaci in modo diverso da quello maschile, e in un modo che può trarre in inganno sia le pazienti stesse che i medici.

Quali sintomi sperimentano davvero le donne

Mentre gli uomini descrivono quasi sempre il classico dolore che irradia al braccio sinistro, le donne riferiscono molto più frequentemente stanchezza intensa, nausea, dolore alla schiena o alla mascella, oppure difficoltà respiratorie. Manifestazioni che si confondono facilmente con disturbi meno gravi, come problemi digestivi, stress o semplice spossatezza.

È proprio per questo che le donne aspettano più a lungo prima di chiamare i soccorsi. I loro sintomi non sembrano abbastanza “drammatici” da giustificare una chiamata al 118. Eppure questo ritardo ha un impatto diretto sull’esito delle cure.

Perché il tempo conta più di quanto pensiamo

Durante un infarto, il muscolo cardiaco muore letteralmente minuto dopo minuto senza un adeguato flusso di sangue. Prima arriva l’aiuto specializzato, maggiore è la porzione di muscolo cardiaco che si riesce a salvare. Nelle donne che sottovalutano i sintomi o li attribuiscono ad altre cause, questa finestra di opportunità si chiude spesso troppo presto.

Lo studio ha inoltre evidenziato che le donne sono in media più anziane degli uomini al momento del ricovero e soffrono più frequentemente di patologie concomitanti, il che complica ulteriormente la situazione.

Come le donne possono aumentare le proprie possibilità di sopravvivenza

Gli esperti sottolineano alcuni punti fondamentali che possono davvero fare la differenza:

  • Non ignorare sintomi insoliti solo perché non assomigliano al “classico” infarto visto nei film.
  • Chiamare immediatamente il 118 al minimo sospetto: meglio una chiamata in più che una in ritardo.
  • Informare il medico sulla storia familiare di malattie cardiache e controllare regolarmente pressione arteriosa e colesterolo.
  • Conoscere i propri fattori di rischio: ipertensione, diabete, fumo e obesità aumentano significativamente il rischio di infarto nelle donne.

La rappresentazione dell’infarto nei media danneggia le donne

L’immagine tipica dell’infarto nei film — un uomo in giacca e cravatta che si porta la mano al petto e crolla — è profondamente radicata nell’immaginario collettivo. Le donne non si identificano in questo schema, e per questo esitano anche quando si trovano davanti a un vero evento cardiaco.

Cambiare questa percezione è, secondo gli esperti, importante quanto l’assistenza medica stessa. Una comunicazione mirata ai sintomi e ai rischi specificamente femminili può salvare più vite di molti interventi clinici.

Cosa significa tutto questo nella vita quotidiana

Le conclusioni di questo ampio studio non sono rivolte solo ai medici. Sono prima di tutto un segnale per le donne stesse: ascoltate il vostro corpo, non minimizzate i segnali d’allarme e non perdete tempo cercando una spiegazione “più logica” per i vostri disturbi.

Infarto e ictus non annunciano il loro arrivo sempre allo stesso modo. E proprio questa variabilità, nelle donne, può essere una questione di vita o di morte.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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