Il calabrone asiatico: come 1600 trappole salvano le api

La minaccia silenziosa che devasta la biodiversità

L’invasione del calabrone asiatico, specie esotica giunta sul territorio francese nel 2004, continua a rappresentare una seria minaccia per l’equilibrio naturale. Con l’arrivo della primavera, le associazioni apistiche si sono attivate a Vizille, nel dipartimento dell’Isère, per contrastare l’avanzata di questo temibile predatore che attacca le api e numerosi altri insetti impollinatori.

Il ritorno della bella stagione segna l’inizio della battaglia contro questo invasore: la campagna di cattura è ufficialmente partita. Mentre le regine, conosciute come femmine fondatrici, escono per nutrirsi, gli apicoltori si mobilitano per intercettarle prima che inizino la costruzione dei nidi.

Il traguardo è chiaro: arrestare una crescita esplosiva. Claude Delaire, responsabile del sindacato apicolo del Delfinato, spiega come funziona il ciclo riproduttivo: “Inizialmente depongono circa una dozzina di uova. Non appena nascono le operaie, il nido comincia a espandersi. Le generazioni di calabroni si susseguono fino a raggiungere numeri impressionanti a settembre. In quel periodo, un singolo nido può contenere tra i 5.000 e gli 8.000 esemplari.”

Strategia di difesa contro l’invasore orientale

Provenienti dal Sud-Est asiatico, i calabroni asiatici, noti anche come calabroni dalle zampe gialle, sono stati introdotti accidentalmente in territorio francese vent’anni fa. Attualmente la loro presenza è documentata in tutti i dipartimenti della Francia metropolitana, con numeri in costante aumento.

Nel parco del Castello di Vizille, nell’Isère, sono state installate 16 trappole negli ultimi quattro anni, posizionate strategicamente nelle vicinanze dei nidi di calabroni asiatici.

Questi dispositivi sono progettati per essere altamente selettivi. Il presidente del sindacato apicolo descrive il meccanismo: “L’esca attira prevalentemente i calabroni. Successivamente, un sistema di passaggi stretti guida l’insetto verso la luce fino a intrappolarlo nella gabbia dotata di piccoli fori, dove si trovano già alcune femmine fondatrici. Tutti gli altri insetti possono uscire liberamente.”

Per attirare questa specie invasiva, gli operatori utilizzano un’esca composta da sciroppo ai frutti rossi, vino bianco e birra, una miscela che viene rinnovata settimanalmente per mantenerne l’efficacia.

Un killer silenzioso dell’ecosistema

Il calabrone asiatico rappresenta un pericolo concreto per l’equilibrio ambientale: un singolo nido di questa specie può sterminare enormi quantità di insetti. Bernard Magaud, presidente dell’associazione Abeille Dauphinoise, fornisce dati allarmanti: “Si stima che un nido di calabroni asiatici consumi 11 chili di insetti, di cui il 30% sono api e numerosi insetti impollinatori, fondamentali per la fecondazione di fiori e frutteti.”

Questa battaglia è essenziale per salvaguardare la biodiversità, in particolare le api, da una tecnica di caccia particolarmente insidiosa. “A differenza del calabrone europeo che cattura le api in volo, il calabrone asiatico rimane fermo nell’aria”, precisa Bernard Magaud. “Si posiziona davanti agli alveari e afferra le api non appena passano, proprio come un lupo che attacca un gregge.”

1600 nuove trappole nell’Isère per proteggere le colonie

Di conseguenza, i calabroni si moltiplicano davanti agli alveari, generando uno stress che porta al declino della colonia. “Quando sono stressate, le api smettono di uscire”, indica Bernard Magaud. “Non uscendo più, non raccolgono né polline né nettare e, quando la regina dell’alveare si accorge che non c’è più approvvigionamento di cibo, riduce la deposizione delle uova, e l’alveare collassa progressivamente.”

Quest’anno, nel dipartimento dell’Isère, sono state distribuite 1.600 nuove trappole. Nel 2025, sul territorio, dei quasi 3.500 nidi di calabroni asiatici ufficialmente censiti, oltre 2.500 sono stati eliminati.

La mobilitazione continua a intensificarsi mentre gli esperti sottolineano l’importanza della prevenzione primaverile. Catturare le regine fondatrici in questa fase significa impedire la nascita di migliaia di esemplari nei mesi successivi, proteggendo così non solo le api domestiche ma l’intero ecosistema degli insetti impollinatori essenziali per l’agricoltura e la biodiversità locale.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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