Un'autostrada elettrica sotto il mare
L'Europa sta preparando uno dei progetti energetici più ambiziosi degli ultimi decenni. Cavi sottomarini ad alta tensione collegheranno la Penisola Iberica con le regioni industriali del nord Italia, consentendo il trasporto di elettricità prodotta da impianti eolici e solari verso le aree che ne hanno maggiore bisogno.
L'idea è costruire un vero e proprio ponte energetico tra Spagna e Italia. L'elettricità rinnovabile generata nella Penisola Iberica, invece di andare sprecata nella rete locale, scorrerebbe fino all'industria e alle famiglie sull'altra sponda del Mediterraneo.
Gli esperti europei sottolineano da tempo che senza un'adeguata interconnessione tra le reti nazionali il continente non potrà raggiungere i propri obiettivi climatici. Il problema principale è la distribuzione disomogenea delle risorse: alcuni Paesi producono surplus di energia verde, altri faticano a coprire la domanda e pagano prezzi elevati. I nuovi cavi sottomarini tra Spagna e Italia puntano a risolvere, almeno in parte, questo squilibrio.
La tecnologia HVDC (High Voltage Direct Current) per i cavi sottomarini ad alta tensione in corrente continua sta diventando la soluzione chiave per collegare mercati energetici lontani. Gli esperti della rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione confermano che questa tecnologia permette di trasportare grandi quantità di energia su migliaia di chilometri con perdite minime. Per i progetti che attraversano fondali marini, l'HVDC è praticamente l'unica soluzione davvero efficace.
Perché la Spagna produce più elettricità di quanta ne consumi
Negli ultimi anni la Spagna ha investito massicciamente nelle energie rinnovabili. Nelle giornate ventose e soleggiate genera tanta elettricità che la rete interna non riesce ad assorbirla completamente. I prezzi sul mercato energetico scendono allora sotto zero, perché le centrali non trovano acquirenti per i surplus.
Il nodo del problema è che la Spagna è scarsamente interconnessa con il resto d'Europa. I collegamenti esistenti con la Francia hanno una capacità di circa 3.000 megawatt, ben poca cosa rispetto al potenziale degli impianti eolici e fotovoltaici spagnoli, che generano eccedenze sempre maggiori.
In pratica, la Spagna si comporta come un'isola energetica: produce grandi quantità di elettricità pulita ma dispone di troppo pochi cavi per esportarla. Per l'Unione Europea questa situazione equivale a uno spreco. Da un lato c'è un Paese con sovrapproduzione di energia verde, dall'altro una domanda crescente nelle economie industrializzate. Ecco perché è nata l'idea di costruire una vera "autostrada dell'elettricità" sotto il Mar Mediterraneo.
Gli esperti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia indicano la capacità insufficiente delle linee transfrontaliere come uno dei principali freni alla transizione energetica europea. Secondo i loro studi, i Paesi con un'alta quota di energie rinnovabili potrebbero ridurre i costi fino al trenta percento se potessero commerciare liberamente l'elettricità con i vicini.
Due progetti, un unico obiettivo: portare energia verde in Italia
La rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione ha inserito nel proprio piano decennale di sviluppo TYNDP 2026 due grandi progetti: Apollo Link e Iberia Link. Entrambi mirano a collegare direttamente Spagna e Italia tramite cavi sottomarini ad alta tensione in corrente continua.
Apollo Link sarà il più potente tra i cavi previsti. Le sue caratteristiche tecniche sono notevoli::
- Potenza di trasmissione pianificata: 2 gigawatt
- Tecnologia HVDC con sistema bipolare a 525 kilovolt
- Avvio previsto delle operazioni intorno al 2032
- Percorso dalla Penisola Iberica fino alle regioni settentrionali dell'Italia
- Tratta di diverse centinaia di chilometri sotto la superficie del Mediterraneo
- Capacità sufficiente a coprire il fabbisogno di diversi milioni di abitazioni
Due gigawatt bastano ad alimentare svariati milioni di famiglie, a seconda del consumo previsto. In pratica, una parte di questa capacità andrà all'industria, una parte alle città e un'altra ancora contribuirà a stabilizzare il sistema energetico italiano nei periodi di punta della domanda.
La scelta dell'alta tensione a 525 kilovolt e della configurazione bipolare riduce le perdite di trasmissione e aumenta l'affidabilità complessiva. In caso di guasto a uno dei "poli" del cavo, l'altro può continuare a funzionare a potenza ridotta, limitando il rischio di un'improvvisa interruzione del flusso elettrico.
Iberia Link punta sulla distanza record più che sulla potenza
Il secondo progetto, Iberia Link, privilegia la portata rispetto alla capacità. La sua potenza di trasmissione pianificata è di 1,2 gigawatt e la tecnologia impiegata è la stessa di Apollo Link — HVDC con sistema bipolare. La differenza sostanziale sta nel tracciato.
Con una distanza superiore ai mille chilometri, Iberia Link diventerà uno dei cavi sottomarini più lunghi del mondo. Pur avendo una potenza inferiore ad Apollo Link, il percorso più esteso apre nuove possibilità di integrazione tra i sistemi energetici dei due Paesi in regioni geograficamente diverse.
Analisi condotte da ricercatori specializzati nel settore dimostrano che i cavi sottomarini di grande lunghezza possono collegare efficacemente mercati con profili produttivi molto diversi. Quando in Spagna soffia un vento sostenuto e nel nord Italia le centrali devono ricorrere a fonti più costose, i cavi sottomarini riequilibrano la situazione. L'elettricità fluisce dove il suo valore è più alto, riducendo le bollette per i consumatori finali e rafforzando la concorrenza sul mercato.
Per la politica climatica dell'Unione Europea si tratta di un cambio di paradigma significativo. Invece di concentrarsi esclusivamente sulla costruzione di nuove fonti, la strategia si sposta sempre di più verso la trasmissione intelligente e lo stoccaggio dell'energia. I cavi sottomarini diventano uno dei pilastri di questa trasformazione.
Prezzi dell'elettricità più bassi e maggiore sicurezza per l'Europa
Perché l'Unione Europea dedica così tanta attenzione a questi progetti? Ci sono tre benefici principali: sicurezza delle forniture, stabilità del mercato e utilizzo più efficiente delle energie rinnovabili.
La sicurezza delle forniture migliora perché, in caso di carenza in un Paese, l'altro può aumentare rapidamente le consegne. I prezzi più stabili derivano da mercati europei meglio interconnessi, con meno bruschi picchi nel costo dell'elettricità. Lo spreco ridotto di energia verde si realizza quando l'elettricità spagnola, invece di disperdersi nella rete locale, raggiunge le aree dove si registrano i deficit.
Gli esperti della Commissione Europea sottolineano che i nuovi collegamenti contribuiranno ad abbassare i prezzi dell'elettricità per i consumatori ordinari — e non solo nei due Paesi direttamente coinvolti, ma nell'intera rete europea integrata. Quando il prezzo scende in Italia grazie all'economico vento spagnolo, l'effetto positivo si propaga anche ai Paesi limitrofi come Austria, Slovenia e Francia.
Per l'industria, le connessioni transfrontaliere affidabili significano la possibilità di programmare la produzione con maggiore certezza. Settori ad alta intensità energetica come siderurgia, chimica e cartiere possono sfruttare i prezzi vantaggiosi nei momenti di surplus rinnovabile nei Paesi vicini.
La lunga strada dal progetto alla posa del primo cavo
Sebbene Apollo Link e Iberia Link siano stati inseriti nel piano TYNDP 2026, si tratta ancora soltanto di un punto di partenza. L'inclusione nel documento è la condizione necessaria per poter richiedere lo status di Progetto di Interesse Comune (PCI), che apre le porte ai finanziamenti europei e a procedure amministrative semplificate negli Stati membri.
Per ora entrambi i progetti hanno lo status di "in corso di analisi". Ciò significa che sono in corso studi tecnici, ambientali ed economici dettagliati. Occorre dimostrare che i benefici della loro realizzazione supereranno i costi — sia per i singoli Paesi sia per l'intera rete europea. Ulteriori informazioni concrete sono attese entro la fine del 2026.
I progetti mancano ancora di alcuni elementi fondamentali. Necessitano del sostegno formale dei gestori dei sistemi di trasmissione nei rispettivi Paesi, delle autorizzazioni amministrative complete e di un tracciato definitivamente approvato. La storia insegna che iniziative simili possono bloccarsi per anni a causa di ostacoli politici, ambientali o finanziari.
Un investimento di tale portata richiede l'accordo di molteplici parti: dai governi alle autorità di regolazione, dalle comunità locali alle organizzazioni ambientaliste. I ricercatori specializzati avvertono che durante la posa dei cavi è indispensabile ridurre al minimo l'impatto sugli ecosistemi marini, soprattutto nelle zone con fauna particolarmente sensibile.
Non basterà a risolvere completamente l'isolamento energetico
Anche se tutto andasse secondo i piani e entrambi i cavi venissero costruiti e messi in funzione, il problema dell'isolamento energetico della Penisola Iberica non sarebbe completamente risolto. Gli esperti stimano che per una piena integrazione con il mercato europeo siano necessari tra i 10 e i 15 gigawatt di capacità di interconnessione.
Apollo Link e Iberia Link insieme fornirebbero 3,2 gigawatt. È un passo importante, ma rappresenta ancora solo una parte del percorso da compiere. Spagna, Portogallo e il resto d'Europa dovranno pianificare ulteriori investimenti negli interconnettori, sia terrestri che marittimi.
I nuovi cavi saranno più un inizio dell'integrazione energetica della Penisola Iberica con il resto del continente che la soluzione definitiva di tutti i problemi esistenti. I numeri possono sembrare astratti, ma la loro scala ha un impatto concreto sulla vita quotidiana: più collegamenti esistono tra i Paesi, minore è il rischio di balzi drastici nei prezzi dell'elettricità causati da siccità, scarsità di vento o crisi del gas in una singola regione.
Ricercatori specializzati hanno calcolato che ogni gigawatt aggiuntivo di capacità transfrontaliera può ridurre il prezzo medio all'ingrosso dell'elettricità in Europa del due-quattro percento. Per le famiglie questo si traduce concretamente in risparmi sulle bollette annuali.
Cosa significa questo approccio per il futuro dell'energia in Europa
Gli interconnettori sottomarini dimostrano che il sistema energetico europeo sta evolvendo sempre più verso una rete unica, densamente intrecciata. Il principio di fondo è chiaro: dove il vento soffia e il sole splende è possibile accumulare eccedenze di energia, ma per sfruttarle davvero servono le "autostrade elettriche".
Concettualmente, linee HVDC dal Mar Baltico verso il centro del continente o nuovi cavi verso la Scandinavia svolgerebbero una funzione analoga al collegamento Spagna–Italia, semplicemente in un'altra area geografica d'Europa.
In pratica tutto questo implica anche un ruolo crescente della flessibilità. In una rete densamente interconnessa, l'elettricità fluirà verso i prezzi più convenienti. I Paesi che investiranno più rapidamente in linee di trasmissione moderne e in sistemi di accumulo potranno ottenere non solo bollette più basse, ma anche un vantaggio competitivo per la propria industria. La Spagna conta di diventare un "esportatore" netto di energia verde. L'Italia spera di stabilizzare il proprio sistema e migliorare la situazione per i consumatori.
Per il resto d'Europa si tratta di un ulteriore passo verso un mercato dell'elettricità più coeso e resiliente. Il futuro dell'energia non risiede soltanto nella costruzione di nuove centrali, ma soprattutto nel collegamento intelligente di ciò che già esiste.












