Il gas rinnovabile ribalta gli equilibri: la Francia supera la Germania e guida l’Europa

Una svolta energetica in un solo anno

In appena dodici mesi, il settore del gas francese ha scalato la vetta del continente. La Francia non si è limitata ad aumentare le proprie capacità produttive: ha ufficialmente sorpassato la Germania nel volume di biometano immesso nella rete nazionale del gas.

Questo cambiamento ha conseguenze profonde per tutta l'Europa. Ogni unità aggiuntiva di gas rinnovabile riduce la dipendenza del continente dalle importazioni di combustibili fossili, in particolare da regioni considerate politicamente instabili. La Francia ha scelto un approccio pragmatico: invece di costruire infrastrutture completamente nuove, ha sfruttato al massimo la rete del gas già esistente.

Il percorso francese dimostra che il biometano può diventare in tempi brevi un elemento concreto del mix energetico, a patto che lo Stato sappia collegare il ruolo dell'agricoltura, della gestione dei rifiuti e degli operatori di rete. Per i consumatori comuni, significa che questo carburante potrebbe arrivare un giorno anche nelle abitazioni e nelle aziende sotto forma di miscela con il gas tradizionale.

Francia al primo posto in Europa: 13,6 TWh di gas verde nel 2025

Nel 2025, in Francia erano attivi 803 impianti che immettevano biometano nella rete del gas. Insieme hanno prodotto 13,6 terawattora (TWh) di gas rinnovabile, con una capacità installata che raggiunge i 15,5 TWh. La Francia è così diventata il maggiore fornitore europeo di biometano alla rete del gas, superando i precedenti leader, tra cui Germania e Danimarca.

Questa quantità di energia corrisponde al consumo annuo di circa un milione di famiglie. La quota del gas verde sul consumo nazionale totale ha già raggiunto circa il 3,9 percento. I piani governativi prevedono che si tratti solo dell'avvio, prima di una crescita significativa entro il 2030.

La posizione di leadership ha anche una dimensione geopolitica. Ogni unità aggiuntiva di gas rinnovabile rafforza la sicurezza energetica dell'Europa e riduce la necessità di importare materie prime da regioni instabili. Il modello francese dimostra inoltre che la rete del gas esistente può essere gradualmente trasformata in un sistema sempre più verde, con una quota crescente di combustibili rinnovabili.

Biometano: gas dai rifiuti, non dai pozzi

Il fondamento del successo francese è la metanizzazione, ovvero la decomposizione anaerobica controllata della materia organica. Invece di bruciare o smaltire i rifiuti in discarica, la Francia li trasforma in carburante. Le materie prime più comunemente utilizzate sono:

  • scarti della produzione agricola e della lavorazione alimentare
  • rifiuti di cucina e alimentari
  • fanghi provenienti dagli impianti di depurazione delle acque reflue
  • frazione biodegradabile dei rifiuti urbani
  • letame e liquami degli allevamenti
  • insilato d'erba e residui della manutenzione del verde
  • sottoprodotti di macelli e caseifici
  • rifiuti organici di grandi cucine e ristoranti

In speciali serbatoi chiamati fermentatori, i rifiuti fermentano e generano biogas. Questo gas grezzo contiene una miscela di metano, anidride carbonica e altri componenti. Solo dopo la purificazione e la regolazione dei parametri si ottiene il biometano, che può essere immesso in sicurezza nella rete del gas.

Al termine del processo rimane il cosiddetto digestato, una sostanza ricca di nutrienti. Gli agricoltori lo usano come fertilizzante, riducendo l'acquisto di concimi artificiali prodotti dal petrolio e dal gas naturale. Il ciclo è semplice: i rifiuti si trasformano in energia e gli scarti della produzione del gas tornano nei campi come fertilizzante.

Perché questo modello è conveniente

Il biometano da rifiuti unisce diversi vantaggi contemporaneamente. Riduce la quantità di rifiuti destinati alle discariche, sostituisce una parte del gas naturale importato e sostiene l'agricoltura locale e le aziende agricole familiari. Allo stesso tempo crea posti di lavoro nelle aree rurali e riduce le emissioni di metano derivanti dalla decomposizione incontrollata dei rifiuti.

Per le autorità francesi si tratta di un modo efficace per raggiungere simultaneamente gli obiettivi climatici, dare impulso allo sviluppo delle regioni e aumentare la sicurezza energetica, senza dover costruire reti di distribuzione completamente nuove. Gli esperti sottolineano che proprio l'approccio pragmatico al riutilizzo delle infrastrutture esistenti riduce sensibilmente i costi e accorcia i tempi di realizzazione dei progetti.

La Francia punta inoltre su un solido settore interno del biogas, che può contare su anni di politiche coerenti e investimenti da parte degli operatori di rete. I principali attori, come il gestore della distribuzione GRDF o i responsabili delle reti di trasporto, si sono concentrati su tre aree: il collegamento tecnico dei nuovi impianti alla rete del gas, la gestione e il bilanciamento dei flussi di gas rinnovabile, e la modernizzazione dei gasdotti esistenti per gestire una quota maggiore di gas rinnovabile.

Obiettivo 2030: 44 TWh di biometano

Il piano energetico nazionale prevede che entro il 2030 la produzione di biometano cresca fino a circa 44 TWh all'anno. Si tratta di più del triplo rispetto al 2025. Per raggiungere questo livello, i politici francesi hanno attivato diverse leve di sviluppo.

La prima riguarda la realizzazione di nuovi impianti di metanizzazione, soprattutto nelle regioni agricole. La seconda consiste nell'aumento dell'efficienza tecnica delle unità già esistenti. La terza è rappresentata da un sistema di incentivi sotto forma di certificati di produzione di biogas, che obbligano i rivenditori di gas a integrare il biometano nelle loro offerte. Dal 2028, la quota dovrà raggiungere almeno il 4 percento.

Il settore chiede già oggi regole prevedibili oltre quella data, poiché i progetti in questo comparto si pianificano con un orizzonte di 10-20 anni. Gli investitori hanno bisogno della certezza che le condizioni non cambino improvvisamente. Attori chiave e un sistema maturo rappresentano quindi un grande vantaggio della Francia rispetto alla concorrenza.

Il gas rinnovabile come progetto energetico europeo

Il boom francese si inserisce in una strategia più ampia dell'Unione Europea. Da un lato cresce la produzione di biometano dai rifiuti, dall'altro si sviluppa il segmento dei gas sintetici. Due termini ricorrono con maggiore frequenza nelle discussioni tra esperti: e-metano e Power-to-Gas.

L'e-metano è il metano sintetico ottenuto combinando idrogeno da fonti rinnovabili con anidride carbonica catturata. Il Power-to-Gas indica invece le tecnologie che convertono le eccedenze di energia elettrica da fonti rinnovabili in gas, principalmente idrogeno o, in un secondo step, in e-metano. L'obiettivo è trasformare le eccedenze difficilmente utilizzabili di elettricità da vento o sole in un combustibile che può essere immagazzinato nell'infrastruttura del gas esistente, trasportato su lunghe distanze e impiegato in settori dove l'elettrificazione è problematica, come il trasporto pesante o parte dell'industria.

Un esempio concreto è il progetto finlandese eNRG Kotka, realizzato dalla società Ren-Gas, che ha ottenuto un sostegno dal Fondo per l'innovazione dell'UE pari a circa 42 milioni di euro. Si tratta esattamente della produzione di e-metano a base di idrogeno e anidride carbonica, con l'obiettivo di rifornire la rete del gas e il settore dei trasporti. L'Europa non considera più i gas rinnovabili una curiosità, ma uno dei pilastri del futuro sistema energetico.

Il mercato del biometano cresce in tutto il mondo

Secondo le analisi di mercato, il segmento del biometano è tra i comparti in più rapida espansione nell'ambito delle energie rinnovabili in senso ampio. I ricercatori stimano che il mercato globale del biometano abbia raggiunto nel 2023 un valore superiore a 3 miliardi di dollari e che entro il 2032 potrebbe superare i 13 miliardi di dollari.

La quota maggiore della produzione è costituita dai rifiuti organici, che rappresentano oltre il 70 percento delle materie prime. Dominano gli impianti con fermentazione anaerobica. I principali utilizzi includono la produzione di energia elettrica, il carburante per veicoli — in particolare camion e trasporto urbano — e l'approvvigionamento di impianti industriali. Le imprese industriali ricorrono sempre più frequentemente al biometano come metodo rapido per ridurre le emissioni senza rischiare interruzioni nelle forniture di energia.

La Francia è in vantaggio, ma nulla è garantito

La Francia occupa oggi la prima posizione, ma gli altri protagonisti non stanno a guardare. La Germania sta rinnovando gli investimenti dopo anni di esitazioni normative, i Paesi nordici puntano intensamente sulle tecnologie Power-to-Gas e negli Stati Uniti cresce rapidamente il segmento dell'RNG, ovvero del gas naturale rinnovabile. Il successo nel lungo periodo non sarà determinato solo dal volume di produzione, ma dalla complessità dell'intera filiera: dalla raccolta dei rifiuti alle tecnologie avanzate, fino alla stabilità legislativa e alla capacità di esportare know-how.

Chi saprà costruire la politica più coerente e prevedibile per i gas rinnovabili controllerà il settore per i prossimi decenni. La Francia si trova in una posizione di forza grazie all'utilizzo pragmatico della rete esistente, a un settore della metanizzazione avanzato e a un solido sostegno statale. Mantenere il vantaggio richiederà però ulteriori investimenti nella ricerca, nella formazione degli esperti e nella collaborazione con agricoltori e gestori dei rifiuti.

Cosa significa tutto questo per i consumatori comuni

Questa storia è interessante per diversi motivi. Prima di tutto, dimostra che il biometano può diventare in tempi brevi una componente seria del mix energetico, a condizione che lo Stato sappia integrare il ruolo dell'agricoltura, della gestione dei rifiuti e degli operatori di rete. In secondo luogo, prova che il sistema del gas esistente può essere ringiovanito invece di essere semplicemente dismesso.

In pratica, un carburante del genere potrebbe in futuro raggiungere le abitazioni e le aziende sotto forma di miscela con il gas tradizionale. Le possibili applicazioni spaziano dal riscaldamento domestico al rifornimento di autobus urbani o di camion pesanti su lunghe distanze. Vale la pena sottolineare che il biometano e l'e-metano non sostituiranno completamente l'elettricità da fonti rinnovabili: piuttosto la integreranno là dove cavi e batterie non bastano — nello stoccaggio stagionale dell'energia e nei settori che richiedono combustibili ad alta densità energetica.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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