Queste compagnie aeree vietano l’uso dei powerbank a bordo

Sempre più vettori europei inaspriscono le regole sui powerbank in cabina

Un numero crescente di compagnie aeree europee sta adottando normative più severe riguardo alle batterie portatili a bordo degli aerei. Per molti passeggeri si tratta di una sorpresa tutt'altro che piacevole.

Per anni il powerbank è stato il salvavita del viaggiatore, indispensabile per ricaricare smartphone e notebook. Oggi, però, alcuni vettori non si limitano a ridurne l'utilizzo: lo vietano del tutto, impedendo di ricaricare qualsiasi dispositivo tramite batteria esterna durante il volo.

I passeggeri dovranno adattarsi a questa nuova realtà. Le nuove regole vengono introdotte da grandi gruppi come Lufthansa, e gli esperti di sicurezza aerea le considerano una risposta logica a una serie di pericolosi incidenti legati alle batterie al litio. Quello che un tempo era un alleato indispensabile sui voli lunghi si trasforma ora in un oggetto che puoi portare con te, ma non usare.

Per i viaggiatori questo significa rivedere le proprie abitudini: bisogna monitorare attentamente la carica dei dispositivi prima della partenza e fare affidamento esclusivamente sulla batteria interna del telefono o del tablet durante il volo. Il cambiamento riguarda milioni di passeggeri che volano regolarmente con compagnie aeree europee.

Il gruppo Lufthansa ha introdotto il divieto assoluto di utilizzo dei powerbank durante il volo

Le nuove restrizioni coinvolgono l'intero holding Lufthansa, che comprende diversi grandi vettori molto apprezzati dai viaggiatori europei. Tra questi figurano Lufthansa stessa, Austrian Airlines, Swiss, Brussels Airlines e la low cost Eurowings.

Sui loro voli è ancora possibile tenere il powerbank in cabina, ma è assolutamente vietato usarlo per ricaricare qualsiasi dispositivo. È inoltre proibito collegare la batteria esterna alla presa di corrente del sedile. Le vecchie regole permettevano di ricaricare il telefono dal powerbank a patto che la batteria fosse visibile sul tavolino e sotto la supervisione del passeggero. Questa possibilità è ora completamente eliminata.

Le nuove disposizioni richiedono che la batteria esterna sia sempre nelle immediate vicinanze del passeggero — in tasca, in una piccola borsa sotto il sedile o in mano. L'obiettivo è rilevare tempestivamente calore anomalo o fumo nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto. Secondo i rappresentanti delle compagnie aeree, si tratta di una misura preventiva pensata per scongiurare anche il minimo rischio di incendio.

Una serie di incidenti pericolosi con batterie al litio ha portato al divieto

La ragione è piuttosto semplice: la sicurezza, dopo una serie di incendi collegati alle batterie agli ioni di litio. L'anno scorso ha fatto notizia un episodio che ha coinvolto un Airbus A321 in Corea del Sud, dove a terra ha preso fuoco una batteria esterna a causa del cosiddetto thermal runaway, ovvero la fuga termica.

Un simile scenario in volo potrebbe avere conseguenze molto più gravi, motivo per cui le compagnie aeree hanno iniziato a rivedere e irrigidire i propri regolamenti. Le batterie al litio, soprattutto quelle economiche o usurate, sono estremamente sensibili a danni fisici, surriscaldamento e scarsa qualità costruttiva. I ricercatori nel campo della sicurezza aerea avvertono che il rischio aumenta con l'invecchiamento della batteria e il numero di cicli di ricarica.

La fuga termica è una condizione in cui la cella inizia a bruciare violentemente, innescando reazioni chimiche a catena che possono sfociare in un incendio o in un'esplosione. In una cabina chiusa, fumo o fiamme provenienti da una batteria comportano l'intervento immediato dell'equipaggio, un atterraggio di emergenza e talvolta l'evacuazione. Le compagnie aeree preferiscono prevenire anche rischi minimi.

Gli esperti di istituti specializzati nella sicurezza delle tecnologie a batteria avvertono che il problema riguarda soprattutto i prodotti privi di certificazione. In questi casi possono cedere i meccanismi di protezione progettati per prevenire surriscaldamento o cortocircuiti.

Il powerbank non deve assolutamente finire nel bagaglio da stiva

Nonostante il divieto di utilizzo, il powerbank non può in nessun caso essere riposto in valigia e consegnato al bagagliaio. Questa regola è in vigore da anni e vale praticamente per tutte le principali compagnie aeree del mondo.

Il motivo è evidente: se una batteria si incendia nello stiva, nessuno può accorgersi dei primi segnali di surriscaldamento e non è possibile un intervento rapido dell'equipaggio. I rilevatori di fumo e i sistemi antincendio hanno i loro limiti, e i vettori non vogliono correre rischi. Gli esperti di sicurezza aerea sottolineano che un intervento tempestivo è assolutamente fondamentale in caso di problemi con le batterie al litio.

Le regole per il trasporto dei powerbank si possono riassumere così:

  • il powerbank deve essere trasportato in cabina, nelle immediate vicinanze del proprietario
  • è vietato riporlo in valigia destinata al bagagliaio
  • nel caso del gruppo Lufthansa, non può essere lasciato nello zaino o nella borsa riposta nel vano overhead
  • la batteria deve essere spenta e protetta da attivazioni accidentali
  • per powerbank con capacità superiore a 100 Wh è necessaria l'autorizzazione della compagnia aerea
  • il numero massimo consentito è generalmente di due o tre unità per persona

Le nuove normative richiedono che la batteria esterna sia sempre a portata di mano del passeggero, per poter rilevare immediatamente eventuali segnali di allarme come calore insolito o odori anomali. Gli analisti della sicurezza raccomandano di tenere il powerbank in un posto facilmente accessibile.

I limiti di capacità stabiliscono quanta energia puoi portare a bordo

La regolamentazione non si esaurisce con il divieto di ricarica. Vengono definiti con precisione anche i limiti massimi di capacità delle batterie ammesse in cabina. La maggior parte dei powerbank comuni per smartphone rientra nel limite di 100 Wh, ma è sempre bene verificarlo sulla confezione.

A volte i produttori indicano la capacità solo in mAh: in quel caso occorre convertire il valore in Wh o utilizzare un convertitore online. La formula è semplice: mAh moltiplicati per la tensione nominale (di solito 3,7 V) e divisi per 1000. Un powerbank da 27.000 mAh equivale quindi a circa 100 Wh.

Le batterie con capacità compresa tra 100 e 160 Wh richiedono generalmente un'autorizzazione preventiva dalla compagnia aerea. Sopra i 160 Wh, i powerbank sono completamente vietati. Questi limiti si applicano alla maggior parte dei grandi vettori, tra cui Emirates, British Airways, KLM e altri membri delle alleanze internazionali.

Air France e la Cina hanno regole ancora più severe di quelle del gruppo Lufthansa

Per i passeggeri abituali di Air France, le nuove misure del gruppo Lufthansa non rappresentano una novità. Il vettore francese aveva già introdotto in precedenza il divieto di utilizzo dei powerbank a bordo, consentendo solo il trasporto passivo in cabina.

Le norme più stringenti sulle batterie esterne sono in vigore in Cina, dove da diversi anni ogni dispositivo portato a bordo viene controllato con estrema attenzione. Le autorità dell'aviazione civile di Pechino hanno inasprito i controlli dopo una serie di incidenti sui voli domestici.

In Cina si applicano le seguenti regole particolari:

  • un powerbank con etichetta illeggibile o dalla quale sia difficile ricavare la capacità può essere semplicemente sequestrato al controllo di sicurezza
  • dall'estate del 2023 è obbligatoria la certificazione CCC (China Compulsory Certification) sui powerbank portati a bordo
  • i controllori negli aeroporti di Shanghai, Canton e Shenzhen sono particolarmente severi
  • le batterie sospette o prive di marcatura vengono confiscate

Prima di partire per la Cina conviene verificare che sul powerbank sia presente il logo CCC. L'assenza della certificazione può significare l'addio al dispositivo già al gate di sicurezza. Un approccio così rigoroso riflette le dimensioni enormi del traffico aereo cinese e la grande disponibilità sul mercato di batterie economiche, spesso di scarsa qualità.

Il personale di sicurezza preferisce sequestrare troppo piuttosto che troppo poco. L'aeroporto di Hong Kong ha persino installato scanner speciali per rilevare le batterie al litio nei bagagli. Misure simili sono allo studio anche in alcuni aeroporti europei.

Come prepararsi a un volo con il divieto di utilizzo del powerbank

Le nuove regole creano difficoltà concrete soprattutto sui voli lunghi, dove lo smartphone viene usato per film, musica, lavoro o intrattenimento dei bambini. Vale quindi la pena pianificare per tempo alcune accortezze.

Carica al massimo telefono, tablet e notebook prima ancora di arrivare in aeroporto. Se l'aereo dispone di prese di corrente o porte USB, puoi usarle senza ricorrere al powerbank, a condizione che la compagnia lo consenta. Su vettori come Qatar Airways, Singapore Airlines o Turkish Airlines trovi l'alimentazione disponibile nella maggior parte dei sedili.

Attiva la modalità risparmio energetico, chiudi le app superflue e riduci la luminosità dello schermo. Sulle tratte brevi, considera di tenere il telefono in modalità aereo per la maggior parte del volo: la batteria durerà molto più a lungo. Controlla le norme specifiche della compagnia aerea prima della partenza, perché i dettagli possono variare.

Quando scegli un powerbank più sicuro, presta attenzione all'età e alla provenienza del dispositivo. Il rischio aumenta quando la batteria è vecchia e ha accumulato molti cicli di ricarica, è stata acquistata da fonti non verificate e priva di certificazioni, ha subito danni fisici come urti o cadute, oppure appare gonfia con il guscio deformato o incrinato.

In questi casi conviene semplicemente sostituire il powerbank con uno nuovo, soprattutto se viaggi spesso in aereo. La scelta migliore è un prodotto di marca nota come Anker, Samsung, Xiaomi o RAVPower, con indicazioni chiare sulla capacità e certificazioni di sicurezza. Gli esperti consigliano di evitare produttori sconosciuti presenti sui marketplace online.

Perché le compagnie aeree non vietano del tutto i powerbank

Viene spontaneo chiedersi: se le batterie agli ioni di litio comportano dei rischi, perché sono ancora ammesse a bordo? Le compagnie aeree si trovano a bilanciare il comfort dei passeggeri con le esigenze di sicurezza.

Vietare completamente il trasporto di batterie esterne sarebbe una misura molto impopolare e renderebbe più difficile la vita a chi lavora in mobilità. I vettori preferiscono quindi puntare sulla limitazione della capacità, sull'eliminazione delle situazioni più rischiose come la ricarica durante il volo e sull'obbligo di tenere la batteria sempre sotto la supervisione diretta del passeggero.

Si tratta di un compromesso: puoi arrivare a destinazione con una riserva di energia nello zaino, ma non puoi collegare il powerbank al sedile per guardare serie TV per l'intero volo. Questo approccio è sostenuto anche da organismi come la IATA (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo) e l'EASA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea).

La tendenza è chiara: le normative sulle batterie si stanno orientando verso una prudenza sempre maggiore. È probabile che altre compagnie aeree europee adottino regole simili a quelle del gruppo Lufthansa o di Air France, in particolare se dovessero verificarsi nuovi incidenti. Non è escluso nemmeno uno scenario in cui l'Unione Europea introduca norme più uniformi per tutti i vettori, il che sarebbe senz'altro più pratico per i viaggiatori.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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