Elon Musk supera i 700 miliardi di dollari. Un vantaggio che nessuno aveva mai avuto

Un patrimonio senza precedenti nella storia dell’umanità

Il patrimonio dell’imprenditore americano ha raggiunto livelli mai visti prima. Due francesi nella top venti dimostrano, nel frattempo, che il capitale europeo ha ancora qualcosa da dire.

Nell’ultima classifica dei miliardari, la ricchezza di Elon Musk supera i 700 miliardi di dollari. A seconda della fonte, oscilla tra 682 e 727 miliardi, una cifra che il mondo non aveva mai registrato. Per fare un confronto: vale più della somma combinata del patrimonio del secondo e del terzo nella classifica.

Il 2025 è stato l’anno decisivo. In soli dodici mesi, Musk ha aggiunto al suo patrimonio altri 333,2 miliardi di dollari. Non attraverso la lotteria né speculando su una singola azienda, ma grazie alla crescita simultanea di diversi suoi colossi tecnologici. Gli esperti sottolineano che un incremento simile non ha precedenti nell’economia moderna.

Come SpaceX, Tesla e xAI stanno creando una ricchezza senza paragoni

L’asset più prezioso di Musk è diventata SpaceX. In una transazione privata tra investitori, la società spaziale è stata valutata circa 800 miliardi di dollari. Musk detiene una quota di circa il 42%, il che equivale a circa 336 miliardi di dollari di patrimonio proveniente da questa sola attività.

Il secondo pilastro è Tesla, dove la quota di Musk intorno al 12% vale altri 197 miliardi di dollari. Il mercato delle auto elettriche non cresce più ai ritmi frenetici di qualche anno fa, ma il marchio Tesla continua ad attrarre investitori, soprattutto nel contesto del software, del pilota automatico e dei progetti legati all’intelligenza artificiale nel settore automotive.

Il terzo elemento di questo sistema è xAI Holdings, la società di intelligenza artificiale che Musk sviluppa parallelamente alle altre imprese. Secondo le trattative di investimento in corso, la società dovrebbe essere valutata circa 230 miliardi di dollari. Per un potenziale futuro trilionario, si tratta di un altro mattone molto pesante nel suo edificio finanziario.

Le stime mostrano che Elon Musk da solo possiede più del doppio del patrimonio di Larry Page, secondo in classifica. Il cofondatore di Google dispone attualmente di 257-269 miliardi di dollari. La differenza raggiunge quindi quasi 460 miliardi. Nessuna classifica dei più ricchi aveva mai registrato un distacco simile tra il primo e il resto del gruppo.

Lo scenario più intrigante riguarda il possibile sbarco in borsa di SpaceX nel 2026. Nel settore circolano previsioni secondo cui la capitalizzazione dell’azienda dopo l’IPO potrebbe raggiungere 1.500 miliardi di dollari. In quel caso, il valore delle azioni di Musk in una sola società potrebbe farne la prima persona nella storia con un patrimonio superiore a mille miliardi. Sempre più spesso, dunque, la domanda non è “se” Elon Musk supererà la soglia del trilione, ma “quando”. Tutto dipende dall’andamento del mercato tecnologico, dal successo dei progetti spaziali e dalla velocità di sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Chi tra i giganti tecnologici guadagna di più sull’onda dell’AI

La nuova classifica mostra con grande chiarezza dove si concentra oggi il denaro. Nove dei dieci patrimoni più grandi del pianeta appartengono a cittadini americani. L’unica eccezione in questo gruppo rimane il francese Bernard Arnault. Il settore tecnologico in senso lato domina in modo netto.

Nel 2025, i dieci miliardari con la crescita più rapida hanno aumentato complessivamente il loro patrimonio di 729 miliardi di dollari. Sei di loro vengono dagli Stati Uniti e rappresentano l’85% di questa cifra. Tra i grandi vincitori degli ultimi mesi spicca Jensen Huang, CEO di Nvidia. Il suo patrimonio è cresciuto di circa 42 miliardi di dollari in un anno.

L’azienda costruita sulle schede grafiche, un tempo associate soprattutto ai videogiochi, ha gettato le basi per la rivoluzione nell’AI e nei data center. Questo si è immediatamente riflesso nelle valutazioni e nella posizione in classifica. Anche altri colossi cavalcano l’onda dell’intelligenza artificiale: Mark Zuckerberg tramite Meta investe in modelli AI e infrastrutture, Larry Ellison di Oracle beneficia della crescente domanda di cloud e database.

  • Elon Musk – progetti spaziali, auto elettriche e intelligenza artificiale
  • Jensen Huang – schede grafiche e server per sistemi AI
  • Mark Zuckerberg – piattaforme social e infrastruttura AI
  • Larry Page – motore di ricerca, servizi cloud e progetti di ricerca
  • Larry Ellison – sistemi database e soluzioni cloud Oracle
  • Sergey Brin – tecnologie Google e investimenti nell’innovazione
  • Bill Gates – Microsoft e investimenti tramite Cascade Investment
  • Jeff Bezos – e-commerce Amazon e la società spaziale Blue Origin

Questo elenco dimostra che la chiave per i grandi patrimoni nel 2026 risiede nelle tecnologie, nei dati e nell’automazione, non nella produzione di beni materiali tradizionali. I ricercatori delle istituzioni economiche avvertono che una simile concentrazione di capitale nel settore tecnologico è storicamente unica.

Perché due francesi nella top venti sorprendono gli analisti

Sullo sfondo del dominio americano, la Francia se la cava sorprendentemente bene. Tra le prime venti persone più ricche del pianeta figurano due individui con passaporto francese. Entrambi hanno costruito la loro fortuna sulla forza dei marchi premium e sulla storia industriale del loro paese.

Bernard Arnault, presidente del gruppo LVMH, occupa la settima posizione nella classifica globale con un patrimonio stimato tra 193 e 208 miliardi di dollari. È l’unico europeo nella top ten e al tempo stesso l’uomo più ricco del continente. Arnault consolida la sua posizione su un portafoglio di marchi del lusso che comprende maison di moda, gioiellerie, alcolici esclusivi e orologi. Si tratta di un business profondamente radicato nella cultura, nelle aspirazioni della classe media e nel crescente peso dei simboli di status.

Negli ultimi anni, però, il vento ha cominciato a cambiare. Ancora nell’aprile 2024, Arnault era secondo nella classifica globale, subito dopo Musk. Da allora, il valore del suo patrimonio è calato sistematicamente. Il mercato del lusso sta frenando con forza, soprattutto in Cina, che era il principale motore della domanda. Borse, orologi e profumi della fascia più alta vengono acquistati con meno entusiasmo, e questo si riflette immediatamente sulle valutazioni dell’intero settore.

Sul fronte interno, Arnault deve inoltre fare i conti con la crescente concorrenza della famiglia Hermès. La maison di moda di famiglia, che per decenni aveva operato come un brand piuttosto di nicchia e conservatore, ha prima conquistato gli investitori e poi superato LVMH nella classifica delle famiglie più ricche di Francia.

Come Françoise Bettencourt Meyers mantiene la sua posizione grazie a L’Oréal

Il secondo nome francese nel gruppo d’élite è Françoise Bettencourt Meyers, erede dell’impero cosmetico L’Oréal. Nella classifica globale occupa la diciannovesima o ventesima posizione, con un patrimonio stimato intorno a 93-94 miliardi di dollari.

È non solo la donna più ricca di Francia, ma anche la seconda donna più facoltosa del mondo. Sopra di lei c’è soltanto l’americana Alice Walton, legata alla catena Walmart. La fonte del potere finanziario di Bettencourt Meyers è costituita principalmente dalle azioni L’Oréal: controlla circa il 35% del capitale della società, a cui si aggiungono altri investimenti e proprietà immobiliari.

Da una prospettiva globale, si tratta di un esempio classico di patrimonio familiare cresciuto di generazione in generazione, capace però di attraversare una trasformazione e di sfruttare la globalizzazione e i nuovi mercati. Il patrimonio di Françoise Bettencourt Meyers si basa su una quota in L’Oréal che cresce da anni sull’onda del mercato mondiale della cosmetica e della cura della pelle. L’azienda investe nella ricerca sugli ingredienti, nell’espansione in Asia e nell’acquisizione di marchi più piccoli specializzati in cosmetica naturale o dermatologia.

Gli analisti delle istituzioni finanziarie sottolineano che, mentre i patrimoni americani crescono grazie alle startup tecnologiche e alle valutazioni speculative, le ricchezze europee hanno spesso una base più stabile in marchi consolidati con decenni di storia. Ma questo potrebbe non bastare se il ritmo di crescita rimane basso.

Cosa significa l’estrema concentrazione di ricchezza per l’economia mondiale

A prima vista si potrebbe dire che il mondo sta creando quantità straordinarie di ricchezza. I mercati crescono e le aziende tecnologiche vengono valutate migliaia di miliardi. I dati della classifica, però, mostrano qualcos’altro: una concentrazione enorme di patrimonio nelle mani di un gruppo molto ristretto di persone.

Elon Musk da solo rappresenta oggi una quota della crescita globale della ricchezza che, fino a pochi anni fa, sembrava inimmaginabile. Un livello di concentrazione simile solleva domande non solo di natura etica, ma anche sulla stabilità economica. Quando il patrimonio di poche persone dipende dalla valutazione di alcune società tecnologiche, il mercato diventa estremamente sensibile alle oscillazioni dei prezzi azionari, alle regolamentazioni o ai guasti tecnologici.

Una decisione sbagliata, un grave difetto tecnico o una seria restrizione normativa in un determinato paese può cancellare decine di miliardi di dollari in pochi giorni. Per il cittadino comune queste cifre suonano astratte, ma gli effetti sono molto concreti: dai prezzi delle azioni nei fondi pensione all’occupazione nelle aziende fornitrici, fino alle tasse che fluiscono — o non fluiscono — nelle casse dello Stato. Molti governi stanno cominciando a chiedersi come tassare i giganti digitali e i loro proprietari senza al tempo stesso soffocare l’innovazione.

Le classifiche indicano la direzione verso cui si muoverà il capitale

Le classifiche dei più ricchi vengono spesso percepite come una semplice curiosità, ma contengono segnali importanti. Prima di tutto mostrano la direzione del flusso di capitali: dall’economia “tradizionale” verso tecnologie, dati, intelligenza artificiale e marchi premium. In secondo luogo, evidenziano il divario crescente tra i paesi che possiedono propri giganti tecnologici e quelli che ne sono privi.

La Francia, con Bernard Arnault e Françoise Bettencourt Meyers, dimostra che è possibile costruire enormi patrimoni sul lusso e sulla cosmetica. Ma anche questi settori dipendono sempre più dalla logistica avanzata, dall’e-commerce o dagli algoritmi che analizzano il comportamento dei consumatori. Perfino il settore del lusso ha smesso di essere puramente “analogico”. I ricercatori universitari avvertono che la digitalizzazione ha pervaso tutti i settori senza eccezione.

Nei prossimi anni è lecito aspettarsi una crescita ulteriore del peso delle aziende che operano nell’AI, dei fornitori di infrastrutture cloud e delle soluzioni per semiconduttori. Se queste tendenze continueranno, il divario tra il numero uno assoluto e il resto della classifica potrebbe ampliarsi ancora. La corsa al titolo di primo trilionario influenzerà concretamente dove andranno gli investimenti, le imposte e i professionisti più talentuosi. State seguendo come cambia la mappa della ricchezza globale e cosa significa per il vostro paese?

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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