Uno dei motivi musicali più memorabili della storia del cinema è nato per un’animazione su un giovane vichingo e il suo drago – e sedici anni dopo la prima, continua a togliere il fiato.
Il volo che non si può dimenticare
La scena in cui Hiccup si fida davvero di Sdentato per la prima volta, gli sale in groppa e insieme si lanciano nel cielo rappresenta per molti spettatori il momento in cui il film smette di essere “solo un’animazione”. All’improvviso diventa un’esperienza emotiva completa. E per questo dobbiamo ringraziare principalmente la musica di John Powell.
Sullo schermo: scogliere rocciose dell’isola di Berk, cielo limpido, lontano all’orizzonte il mare freddo. La camera si lancia verso l’alto, segue picchiate improvvise, curve incerte, poi spirali sempre più audaci. Senza musica sarebbe una sequenza d’azione spettacolare. Con la partitura di Powell diventa qualcosa di completamente diverso.
Gli archi accelerano come il cuore dell’eroe, gli ottoni aggiungono coraggio e le percussioni costruiscono il battito dell’avventura. Molte persone ammettono che bastano le prime battute di questo motivo perché sulla loro pelle compaiano immediatamente i brividi – anche dopo anni.
La scena di volo di “Dragon Trainer” compare regolarmente nelle liste dei momenti più emozionanti del cinema d’animazione – proprio grazie alla musica di Powell.
Perché questa musica funziona così intensamente?
Il motivo non risiede solo nella melodia gradevole. Questo tema è cucito esattamente sulle emozioni che attraversa il protagonista: paura, curiosità, fiducia e infine pura gioia e senso di libertà. Il compositore aggiunge progressivamente sempre più strati orchestrali, così lo spettatore percorre lo stesso cammino – dalla tensione all’euforia.
Sullo sfondo si sentono influenze celtiche che si adattano perfettamente all’atmosfera del villaggio vichingo. Eppure la musica non si presenta come una ricostruzione storica – è un’avventura cinematografica moderna nel suono. Proprio questo contrasto rende la composizione qualcosa di riconoscibile e allo stesso tempo profondamente emotivo.
- Introduzione – avvio incerto e delicato degli archi
- Parte centrale – sviluppo della melodia, si aggiungono ottoni e percussioni
- Culmine – orchestra completa, frase ampia e “cantabile”
- Conclusione – dissolvenza più calma, sensazione di appagamento e pace
Per molti spettatori è stato proprio questo motivo musicale a trasformare “Dragon Trainer” in qualcosa di più di un simpatico film per famiglie. Lo ha elevato a vero cinema d’avventura che può tranquillamente competere con grandi produzioni dal vivo.
John Powell – il maestro che conosci più con l’udito che per nome
Il nome di John Powell non evoca associazioni immediate come John Williams o Ennio Morricone. Eppure quasi chiunque vada al cinema ha sentito la sua musica. È responsabile del suono di un’intera serie di animazioni popolari e film d’azione.
Già da questo elenco è chiaro che Powell padroneggia perfettamente sia il cinema d’azione che l’animazione. Alla trilogia cinematografica su Hiccup e Sdentato ha dedicato tre colonne sonore complete – una per ogni capitolo. Ognuna di esse sviluppa ulteriormente i motivi musicali dei personaggi e delle loro relazioni reciproche.
Come è nata la musica di “Dragon Trainer”
Powell in un’intervista ricordava di aver lavorato ai temi per il secondo capitolo quando il film esisteva solo come serie di disegni statici. L’animazione non era pronta e molte scene erano solo semplici schizzi. Sorprendentemente non gli dava affatto fastidio – la storia lo colpiva già in quella forma.
Il compositore sottolineava che la musica ha senso solo quando si crede davvero nei personaggi e nel loro percorso – indipendentemente dal fatto che si tratti di un film dal vivo o di un’animazione.
Powell paragonava il suo lavoro al metodo attoriale: perché le note abbiano senso, devi entrare nelle emozioni dei personaggi. Con “Dragon Trainer” gli è riuscito sorprendentemente facile. La sceneggiatura era ben sviluppata, il rapporto tra ragazzo e drago suscitava immediatamente simpatia e il mondo dei vichinghi offriva infinite possibilità musicali – dai motivi di battaglia ai temi lirici dell’amicizia.
Animazione contro film dal vivo – dove la musica ha più forza?
Quando pensiamo alle grandi colonne sonore cinematografiche, di solito ci vengono in mente classici dei film dal vivo: Star Wars, Il Signore degli Anelli, Titanic. La storia di Hiccup però dimostra che l’animazione non è da meno. Una musica ben scritta può agire persino più intensamente, perché le immagini sono più astratte e il disegno animato lascia più spazio all’immaginazione.
Nell’animazione lo spettatore si affida più volentieri ai suoni. I volti dei personaggi sono semplificati, i movimenti spesso esagerati – e così il peso emotivo ricade proprio sulla componente musicale. Nella scena del volo su Sdentato è assolutamente evidente: se abbassassimo il volume della musica, l’intero segmento perderebbe una parte sostanziale della sua magia.
Perché le colonne sonore delle animazioni invecchiano così bene
La musica di “Dragon Trainer” ha alle spalle più di un decennio eppure suona fresca. Non si basa sui suoni elettronici allora di moda, ma si costruisce sull’orchestra classica. I motivi melodici sono marcati e facilmente memorabili, gli arrangiamenti ricchi e stratificati.
È un tratto comune a molte animazioni su cui Powell ha lavorato. Kung Fu Panda, Happy Feet o Rio puntano sulla combinazione di grande orchestra con ritmo caratteristico – senza tendenze a breve termine che diventano obsolete dopo due stagioni di una serie. Grazie a questo tali composizioni funzionano altrettanto bene anche quindici o vent’anni dopo la prima.
Non solo per i fan della trilogia draghesca
Se avete visto “Dragon Trainer” anni fa e ricordate principalmente le scene divertenti con i vichinghi, vale la pena tornare al film – magari solo per la musica. Molti ascoltatori si rendono conto solo col tempo di quanto precisamente Powell costruisca il mondo sonoro: motivi indipendenti per il villaggio, altri per Sdentato, altri ancora per il rapporto padre-figlio.
Una buona pratica è rivedere scene selezionate due volte: la prima volta normalmente e la seconda concentrandosi esclusivamente sulla componente musicale. Solo allora vedete quanto spesso la musica guida le emozioni dello spettatore – a volte persino contro ciò che i personaggi dicono nei dialoghi.
Come iniziare a notare voi stessi la musica nei film
Se volete capire meglio cosa rende così eccezionale la colonna sonora di “Dragon Trainer”, provate alcuni semplici esercizi:
- Ascoltate l’intera colonna sonora senza immagini e osservate quali scene vi offre la vostra immaginazione.
- Notate in quali momenti durante il film ritorna il motivo principale del volo.
- Confrontate la musica del primo capitolo con le altre parti della trilogia e osservate come matura insieme ai personaggi.
- Riflettete su come apparirebbe una data scena con un tempo diverso o in silenzio assoluto.
Tali esercizi mostrano rapidamente che una buona colonna sonora non è un semplice sfondo – è un vero e proprio “secondo strato della storia”. Nei film d’animazione è particolarmente evidente, perché lì ogni elemento è pianificato al cento per cento, dal tratto di pennello al singolo colpo di tamburo.
In un’epoca in cui molti spettatori guardano film sullo smartphone con volume abbassato, si trascura facilmente il lavoro dei compositori. La storia di Hiccup e Sdentato però ricorda che a volte vale la pena mettere un film con buoni diffusori o cuffie e lasciarsi trasportare non solo dalle immagini, ma anche dalla musica. Soprattutto quando si tratta di una partitura che si è meritata da tempo il titolo di una delle più potenti nella storia del cinema d’animazione.












