Falsi Airbnb e Booking prendono di mira i turisti. Come non perdere i risparmi

Truffe digitali che colpiscono i viaggiatori ovunque

I criminali informatici replicano fedelmente l’aspetto di piattaforme come Airbnb, Booking.com ed Expedia, intercettano il traffico dai motori di ricerca e dalle inserzioni pubblicitarie, per poi sparire nel nulla portando con sé dati personali e pagamenti.

Il fenomeno cresce di stagione in stagione e molte vittime scoprono di essere state truffate soltanto in aeroporto o al banco del check-in dell’hotel. I truffatori sfruttano la fretta durante le prenotazioni, la fiducia nei marchi più noti e il timore di perdere un alloggio. Mentre le piattaforme ufficiali investono milioni in sicurezza informatica, i criminali aggirano tutti i sistemi di protezione colpendo direttamente gli utenti.

I numeri dietro al problema: perdite fino a 2.700 euro a famiglia

Una ricerca condotta nell’agosto 2024 dall’agenzia OpinionWay per conto di Airbnb rivela che la questione è tutt’altro che marginale. Addirittura il 48% dei francesi intervistati ha ammesso di essere stato vittima di questa pratica o di conoscere qualcuno che lo è stato. La perdita economica media stimata in questi casi si aggira intorno ai 2.700 euro, una cifra che per molte famiglie corrisponde all’intero budget vacanze, a volte addirittura ai risparmi accumulati in diversi anni.

Airbnb dichiara di aver rimosso oltre 2.500 siti falsi che si spacciavano per il proprio servizio nel periodo tra marzo 2023 e marzo 2024. Va però considerato che si tratta esclusivamente dei siti segnalati: il numero reale potrebbe essere significativamente più alto. Gli esperti di sicurezza informatica avvertono che quanto più un marchio è conosciuto e quanto più intensa è la stagione delle prenotazioni, tanto più è probabile che qualcuno stia proprio in quel momento cercando di imitarlo per trarne profitto.

Una falsa Expedia e un volo per l’India che non è mai esistito

Un caso emblematico è quello di una coppia britannica raccontato dalla BBC. I due erano convinti di stare prenotando un viaggio in India tramite la nota piattaforma Expedia. Il sito appariva assolutamente credibile: logo, colori, struttura delle pagine — tutto identico all’originale. Pagarono circa 2.500 sterline, equivalenti a quasi 2.900 euro.

Solo in aeroporto scoprirono che nel sistema della compagnia aerea non esisteva alcuna prenotazione. I loro biglietti semplicemente non erano mai stati emessi. Il denaro era finito nelle tasche dei truffatori, non sulla piattaforma reale. Come è possibile? Le vittime erano state reindirizzate su una pagina indistinguibile dall’originale.

Dopo aver selezionato un’offerta, venivano invitati a contattare un account WhatsApp denominato “Fly Expedia”. Il passo successivo arrivò in fretta: una richiesta di bonifico bancario al posto del normale pagamento tramite il sistema sicuro del sito. La truffa sembrava una comune prenotazione online — la differenza stava nel fatto che l’intera transazione bypassava il sistema di pagamento ufficiale, finendo direttamente sul conto dei criminali.

Studi scientifici sul comportamento dei consumatori digitali dimostrano che le persone si fidano dei marchi noti al punto da controllare raramente dettagli come l’esatto indirizzo URL o la modalità di pagamento. È proprio questo meccanismo psicologico che i truffatori sfruttano in modo sistematico. I ricercatori specializzati in cybersicurezza avvertono che questo tipo di attacco è destinato ad intensificarsi nei prossimi anni.

Non solo Airbnb ed Expedia: nel mirino anche Booking.com e le ferrovie

Le truffe legate alle prenotazioni colpiscono anche altri operatori del settore. L’associazione francese dei consumatori UFC-Que Choisir segnala che la piattaforma Booking.com ha subito danni particolarmente gravi durante il periodo delle Olimpiadi di Parigi. Secondo l’organizzazione, il numero di tentativi di frode documentati collegati a quel servizio è aumentato in quel periodo di circa il 900% rispetto all’anno precedente.

Questi dati mostrano con quale intensità i criminali sfruttino i grandi eventi, momenti in cui le persone prenotano alloggi in massa. Gli obiettivi non si limitano ai soli pernottamenti. Finiscono nel mirino anche i portali ferroviari, tra cui quello del vettore nazionale francese SNCF. Sul web compaiono siti che simulano il portale ufficiale, attirando gli utenti con carte sconto a prezzi nettamente inferiori alle tariffe reali.

Le tecniche più utilizzate dai truffatori includono una serie di metodi collaudati:

  • Creazione di siti visivamente quasi identici all’originale, ma con un indirizzo URL diverso
  • Acquisto di spazi pubblicitari sui motori di ricerca per far comparire il sito falso in posizione prominente rispetto ai risultati organici
  • Invio di email o SMS che imitano le comunicazioni delle piattaforme note
  • Reindirizzamento verso pagamenti sospetti: bonifici bancari, link esterni, comunicazioni via app di messaggistica
  • Minaccia di cancellazione della prenotazione se la “conferma di pagamento” non avviene immediatamente
  • Utilizzo di domini con piccoli errori ortografici o caratteri aggiuntivi che ricordano l’indirizzo ufficiale
  • Copia dei modelli email ufficiali, compresi loghi e grafica

Un trucco particolarmente diffuso consiste in un messaggio apparentemente proveniente da Booking.com, con un indirizzo mittente simile a quello ufficiale. Il contenuto informa che è necessario reinserire i dati della carta perché “il sistema ha rifiutato il pagamento”. L’email contiene un link che porta a una pagina ingannevolmente simile al pannello di accesso reale. Una volta inseriti i dati della carta, il denaro inizia a sparire dal conto e la vittima spesso se ne accorge solo dopo alcune ore o addirittura giorni.

Come verificare di stare prenotando sul sito giusto

Esperti di sicurezza e le stesse piattaforme sottolineano che alcune semplici abitudini possono salvare il budget delle vacanze. Richiedono un po’ di attenzione, ma diventano presto una routine. Controllare l’indirizzo della pagina e la fonte del link è il primo passo fondamentale.

Vale la pena dare sempre un’occhiata alla barra degli indirizzi del browser. I truffatori usano spesso URL molto simili all’originale, con una lettera in più, un trattino o un’estensione di dominio insolita. Una buona regola è digitare manualmente l’indirizzo nel browser o utilizzare esclusivamente l’app ufficiale della piattaforma, evitando di cliccare su link provenienti da pubblicità o messaggi.

Quando un’offerta sembra “troppo bella per essere vera”, tutti i campanelli d’allarme dovrebbero suonare contemporaneamente. Il budget vacanze spinge a cercare occasioni e i truffatori lo sanno benissimo. Da qui provengono i prezzi ridotti su biglietti ferroviari, carte sconto o alloggi nelle destinazioni più ambite nel pieno della stagione.

Se il prezzo è notevolmente inferiore rispetto ad altri siti, vale la pena fare un ulteriore controllo: verificare lo stesso immobile o servizio su un’altra piattaforma, leggere recensioni da fonti diverse e cercare le fotografie tramite ricerca inversa per immagini, ad esempio con Google Lens. Se le stesse foto compaiono associate a location completamente diverse, si tratta di un segnale d’allarme molto forte. I ricercatori che studiano la psicologia del consumatore avvertono che il cervello, in una situazione di fretta e di entusiasmo per una vacanza in programma, tende a disattivare il pensiero critico.

Cosa fare se hai già pagato i truffatori

Se il bonifico è già partito verso il conto di un truffatore o hai inserito i dati della tua carta su un sito falso, il fattore tempo è decisivo. Più in fretta reagisci, maggiori sono le possibilità di limitare i danni. Gli esperti dei reparti di criminalità informatica raccomandano di agire in modo sistematico.

Contatta immediatamente la tua banca e segnala la transazione sospetta. Chiedi il blocco della carta di pagamento e controlla le ultime operazioni sul conto. Raccogli tutte le prove disponibili: email, SMS, screenshot, conferme di bonifico. Questo materiale sarà fondamentale per le indagini successive.

Denuncia il caso alla polizia e all’autorità competente per la cybercriminalità del tuo paese. Contatta anche la piattaforma reale — Airbnb, Booking.com o Expedia — e informala del furto d’identità del suo marchio.

Le banche non sempre rimborsano le somme perdute, poiché la vittima stessa ha autorizzato il bonifico o il pagamento con carta. Tuttavia, segnalare l’accaduto ha comunque senso: alcune istituzioni avviano procedure di contestazione e la carta bloccata non rappresenta più un rischio per il futuro. Ricercatori del settore finanziario hanno rilevato che una reazione rapida entro 24 ore aumenta la probabilità di bloccare la transazione fraudolenta fino al 60%.

Perché le truffe sulle prenotazioni hanno così tanta presa

Il mondo delle prenotazioni di viaggio è un terreno ideale per i criminali. Le persone sono entusiaste del viaggio imminente, fanno più cose contemporaneamente, tengono d’occhio il budget e organizzano ogni dettaglio della vacanza. In questo stato mentale è più facile cliccare sulla prima pubblicità o sul link di un’email appena arrivata.

Inoltre, le stesse piattaforme di prenotazione inviano una grande quantità di notifiche: modifiche agli orari dei voli, conferme di alloggio, avvisi di pagamento. Per un utente comune è difficile distinguere immediatamente una comunicazione autentica da un’imitazione ben costruita. Ed è esattamente questo l’obiettivo dei truffatori: mimetizzarsi nel normale rumore informativo legato ai viaggi.

Vale la pena sottolineare che i marchi noti non sono il bersaglio, ma l’esca. Aziende come Airbnb, Booking.com ed Expedia investono molto in sicurezza, ma i criminali aggirano i loro sistemi e attaccano direttamente gli utenti spacciandosi per quei marchi. Questo significa che nemmeno la tecnologia più avanzata sul fronte delle piattaforme può sostituire la vigilanza personale durante una prenotazione.

Studi scientifici dimostrano che gli attacchi si concentrano principalmente nei periodi di alta stagione, nei giorni festivi e in occasione di grandi eventi sportivi o culturali. È proprio allora che si è sotto pressione temporale e la probabilità di commettere un errore aumenta sensibilmente. Non è un caso che durante le Olimpiadi di Parigi i tentativi di frode siano aumentati quasi di dieci volte. Hai solo pochi minuti per prenotare prima che l’alloggio sparisca — ed è esattamente questa paura che i criminali informatici sfruttano con grande maestria.

Author

  • Nicolò Balini, meglio conosciuto come Human Safari, è nato nel 1991 a Bergamo ed è considerato il pioniere dei travel vlogger in Italia. Dopo aver studiato nel settore turistico, ha aperto il suo canale YouTube nel 2012, trasformando la sua passione in una professione di riferimento. Nicolò è un esperto di logistica di viaggio, amante dei road trip e della fotografia cinematografica. È famoso per i suoi video "esperienziali" dove testa compagnie aeree, alloggi insoliti e fornisce consigli pratici su come viaggiare low-cost senza sacrificare l'avventura. È anche il fondatore di SiVola, un'importante agenzia di viaggi di gruppo.

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